lunedì 31 agosto 2009

Lavori cava


Proponiamo l'articolo apparso sul quotidiano Giornale di Brescia il 15 Agosto 2009, nel quale si riferisce, a seguito della segnalazione del nostro comitato, l'inizio dell'attività estrattiva per l'ATEg09 Mercurio-Bonfadina.
Nei prossimi giorni contiamo di dare testimonianza attraverso alcune immagini dello stato di avanzamento dei lavori. Dal 7 Agosto infatti, data nella quale le ruspe hanno iniziato ad operare, la frenetica attività di escavazione e movimento terra non si è mai interrotta.

sabato 29 agosto 2009

Iniziativa comitati ovest bresciano

Seppur ormai postuma diamo notizia dell'inizativa promossa dai comitati ambientalsiti dell'Ovest Bresciano e apparsa sui quotidiani locali.

Giornale di Brescia
"17/08/2009 - «Rischio cave», comitati in tour nei mercati dell’Ovest

Con l’obiettivo di «diffondere nella comunità la conoscenza del rischio cave e discariche», i Comitati Ambiente dell’Ovest Bresciano inizieranno oggi, lunedì 17 agosto, un tour nei mercati merceologici dei Comuni a vario titolo coinvolti nella questione. «In ogni tappa - ha spiegato il rappresentante del gruppo castrezzatese Angelo Bersini - distribuiremo materiale informativo e raccoglieremo fondi necessari alla nostra battaglia. Vogliamo rendere i cittadini consapevoli delle operazioni devastanti che stanno per interessare il nostro territorio. Ci riferiamo per esempio ai progetti di cave che insistono su Castrezzato e alla Bertola, tra Rovato e Cazzago San Martino, e di discariche a Travagliato, due, e sempre a Cazzago San Martino. È ora di dire basta, tutti insieme. Non è giusto - ha sottolineato - che il nostro territorio continui ad essere da un lato impoverito e dall’altro la meta dei rifiuti delle altre province e regioni». Oggi i Comitati saranno al mercato di Rovato, domani faranno tappa in quello di Castrezzato. Mercoledì 19 saranno a Travagliato e giovedì 20 a Cazzago San Martino."


Bresciaoggi
20/08/2009 - Discarica a Cazzago? E’ battaglia sul blog

La battaglia sulle modalità di ripristino della cava Macogna approda sul web grazie al blog aperto dalle Amministrazioni civiche di Rovato, Cazzago San Martino, Travagliato e Berlingo. Si tratta dei paesi che sostengono l’istituzione del Parco locale di interesse sovracomunale messo in discussione - a modo di vedere dei sindaci - dall’ipotesi - peraltro seccamente smentita dalla Regione - di apertura di una discarica nel cratere lasciato in eredità dall’escavazione. PER ENTRARE NEL BLOG bisogna cliccare sull’indirizzo http:progettomacogna.blogspot.com. Sulla tribuna telematica gli amministratori e i loro esperti ambientali forniscono notizie fresche sull’iter della cava e ribadiscono il punto di vista dei Comuni sull’Ate 14 e appunto sull’oasi naturalistica che dovrebbe nascere nell’area Macogna.


Cave e autostrada: un volantino rivela le «verità» scomode
Tre giorni di mobilitazione generale contro cave e grandi opere infrastrutturali. A scendere in campo gli ambientalisti dell'Ovest Bresciano e il coordinamento dei comitati civici di Travagliato, Berlingo e Castrezzato. LA PROTESTA SI È APERTA lunedì con un sit-in al mercato di Rovato. Martedì i gazebo dei collettivi ambientalisti hanno fatto tappa a Castrezzato mentre ieri mattina hanno presidiato la piazza di Travagliato. La battaglia si combatte con un volantinaggio a tappeto che punta a informare i cittadini sui progetti che rischiano di compromettere il territorio. L’attenzione è puntata sul pacchetto di cave e discariche «autorizzate da Provincia e Regione - si legge nel volantino distribuito ieri - per smaltire anche i rifiuti provenienti dal sud Italia». A fare il punto della situazione, Angelo Bersini, uno dei portavoce del collettivo ambientalista. «Abbiamo voluto che la campagna di sensibilizzazione toccasse anche Castrezzato - spiega - perchè sarà uno dei paesi martoriati da devastazioni ambientali inutili. Anzitutto, la cava di prestito per Brebemi a nord dell'abitato e della quale nemmeno si conosce ancora l'estensione. A nord-est è inoltre in programma la sistemazione dei cantieri della Tav, mentre è già stata realizzata un'assurda vasca di laminazione per la raccolta di acqua piovana. Nemmeno fossimo assetati come il meridione: in realtà - continua Bersini - si è inventata la scusa della vasca per scavare sabbia e ghiaia e venderla ad altre province». I COMITATI TORNANO a parlare apertamente di speculazione politica a discapito del territorio. «Il nostro piano cave - aggiunge Bersini - era sovrastimato perché era prevista anche la corda molle, oltre a Brebemi e Tav. In più abbiamo una marea di cave ancora attive. Qui si aprono altri crateri per un primo business e poi li si richiudono con le discariche, che sono un altro super business. Ecco quello che la politica pensa per i nostri figli». Ma il dito è puntato anche contro «l'inciucio regionale per la bomba ecologica sulla cava in località Macogna dove il Pirellone ha previsto una discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Andrebbe a riempire con altri veleni la cava dell'ambito estrattivo 14 di 84 ettari vanificando il maxi progetto di Parco locale di interesse sovracomunale (Plis) che incorpora la cava e che è stato firmato dai Comuni di Travagliato, Berlingo, Cazzago e Rovato». A questo proposito va comunque registrata la presa di posizione ufficiale della Regione che ha smentito categoricamente che nell’area della Macogna nascerà una discarica. "

venerdì 28 agosto 2009

Comitato contro le nocività di Brescia


Per il disastrato "Ambiente" bresciano si è aggiunto un nuovo rischio, la possibilità di una cava da riempire d'amianto nella zona S.Polo-Buffalora di Brescia.
Il Bresciaoggi del 18 Agosto 2009 racconta questa nuova storia e la battaglia del relativo comitato che si è formato a salvaguardia della salute dei cittadini, contro l'inquinamento e il degrado.

mercoledì 26 agosto 2009

Cava Macogna: parco contro discarica

Giornale di Brescia 21/08/09


Bresciaoggi 21/08/09


Continuano a susseguirsi gli sviluppi relativi alla vicenda dell'ambito estrattivo 14, cava "Macogna" e al relativo recupero al termine dell'escavazione.
Di seguito le cronaca dei quotidiani locali del 21 Agosto 2009 dell'incontro dei rappresentanti delle 4 amministrazioni comunali coinvolte presso la Provincia di Brescia.

venerdì 14 agosto 2009

Blog PLIS Macogna

E' on line il blog del progetto di parco PLIS Macogna promosso dalle 4 amministrazioni coinvolte, disponibile all'indirizzo

http://www.progettomacogna.blogspot.com

giovedì 13 agosto 2009

Replica dei 4 comuni alla Regione sulla Macogna

Giornale di Brescia 12/08/09

Bresciaoggi 12/08/09


Sui quotidiani locali di ieri erano riportate le repliche dei rappresentanti dei 4 comuni risppetto alla controrepliche della Regione Lombardia relative alla possiblità di discarica nella cava Macogna.

mercoledì 12 agosto 2009

Lavori cava


La notizia delle operazioni di escavazione per la nostra cava Mercurio-Bonfadina compare anche sul quotidiano Bresciaoggi di oggi 12 Agosto.

Cava Macogna, la riposta della Regione

Bresciaoggi 11/08/09

Giornale di Brescia 11/08/2009



Vi proponiamo gli articoli apparsi ieri sui quotidiani locali di Brescia relativa alla presa di posizione della Regione Lombardia contro le dichiarazioni dei 4 Comuni coinvolti nel progetto del parco Macogna, circa la ventilata possibilità di discarica.
Analizzando le dichiarazioni della Regione Lombardia teniamo a sottolineare 2 aspetti:

1. "la prosecuzione degli scavi della cava è sostanzialmente dovuta, visto che si tratta della continuità di un'attività già in corso". Viste tali parole la domanda che sorge spontanea è se la Regione, attraverso i propri competenti uffici, svolge la valutazione degli impatti derivanti dalle attività che autorizza, oppure tutti i progetti, indipendentemente dalla sostenibilità ambientale, sono da approvare perchè dovuti agli "amici" imprenditori dei settori cave e discariche?
Segnaliamo inoltre che il principio sopra esposto dalla Regione non è stato utilizzato per la nostra cava Bonfadina, per la quale si è preferito autorizzare un bacino estrattivo completamente nuovo rispetto ad ampliare i bacini già attivi di proprietà dello stesso cavatore.
2. La stessa Regione con il procedimento autorizzativo all'escavazione ha previsto per la Macogna il recupero dell'intero ambito (anche quello già scavato) a piano campagna. Saremmo interessati quindi a sapere, vista la smentita per l'ipotesi di discarica, quale materiale la Regione intende autorizzare come riempimento di un buco grande 550.000 mq e profondo 30 m.

lunedì 10 agosto 2009

ambientebrescia.it

Segnaliamo che tra i "link amici" abbiamo aggiunto il sito:

http://www.ambientebrescia.it

Il curatore è il prof. Marino Ruzzenenti, noto sopratutto ai cittadini della città di Brescia per diverse "battaglie" ambientali, tra le quali ricordiamo l'inceneritore ex ASM e la diossina della Caffaro.

domenica 9 agosto 2009

Macogna: 4 Comuni contro la Regione

Dal Bresciaoggi di oggi 09/08/2009:

"Cava contro parco, ricorso al Tar
IL BRACCIO DI FERRO. Gli amministratori sono impegnati entro la fine dell'anno a definire la destinazione a verde dei circa 60 ettari di superfice
A Travagliato l'incontro dei sindaci all'indomani della decisione regionale che alla Macogna autorizza nuovi scavi

«Un parere luciferino e senza pudore». Così Dante Daniele Buizza, sindaco di Travagliato, il collega Dario Ciapetti (Berlingo) e gli assessori Riccardo Sette e Patrizia Belli (Rovato e Cazzago San Martino) hanno definito la pronuncia di compatibilità ambientale della Regione Lombardia a favore dell'attività estrattiva da realizzarsi in località Macogna - Bonardina che ricade sul territorio dei quattro Comuni. Un provvedimento inatteso contro il quale i sindaci hanno già pronta la risposta: il ricorso ai giudici del Tar.
«Basta dare senza ricevere» ha commentato il sindaco Buizza che ieri mattina ha invitato i colleghi a discutere della decisione della Regione Lombardia. «Ora è giunto il momento - ha insistito Buizza - di recuperare quanto c'è stato sottratto. L'interesse pubblico viene prima di quello privato».
L'ARRABBIATURA degli amministratori dei quattro Comuni è dovuta al fatto che su quell'area (oltre 57 ettari) è in fase di stesura il progetto di costituzione del Plis (Parco locale sovraccomunale). I Comuni entro l'anno dovrebbero aver definito le varianti al Prg. Sembrava tutto in discesa, ma poi il 21 luglio il Pirellone si è pronunciato sul destino di quel territorio tanto martoriato.
«La Regione non dice - spiega Dario Ciapetti - che è previsto un volume di escavazione di 4,5 milioni di metri cubi. La Struttura paesaggio della direzione generale territorio e urbanistica evidenzia di «ritenere necessario ed indispensabile che il recupero finale debba essere effettuato a piano campagna su tutte le aree di pertinenza dell'Ate anche al fine di consentire la ricucitura delle partiture poderali, delle relative strade carrerecce e con il ripristino del verde originario».
«Ma sotto il piano campagna - prosegue il sindaco di Berlingo - ci si dovrà pur mettere qualcosa. La soluzione sarà una discarica, considerando che partiranno due grandi infrastrutture (Tav e Brebemi) e il raddoppio della sp19 e i lavori di ampliamento della sp18. La domanda sorge spontanea: dove porteranno i materiali se non in una vicina discarica?».
«Ecco quindi la decisione regionale che cala sulle comunità locali (sarebbe questo il federalismo?) un intervento da respingere in toto in quanto frutto di un provvedimento calato dall'alto. La nostra gente (rappresentiamo 50 mila abitanti) vuole che su quella vasta area si realizzi un grande parco.
«LA REGIONE - interviene l'assessore Sette - prefigura, in sostanza il perseguimento di un risultato paesaggistico a prescindere dalla sostenibilità ambientale di ciò che è conferito. Inoltre, non tiene conto del parere negativo dell'Asl di Brescia, sfavorevole al riutilizzo della cava tramite la realizzazione di una discarica per rifiuti».
«È subdola la Regione - osserva l'assessore Belli - perchè precisa i mappali nella pronuncia di compatibilità ambientale, vocati al recupero del piano campagna, avvallando quindi il progetto di discarica. Il decreto del Pirellone contrasta indirizzi e deliberazioni già assunte dai nostri Comuni, attinenti l'istituzione di un Plis nel cui ambito è compreso l'intero Ate14 che persegue il recupero e la riqualificazione integrale della vasta area degradata per la destinazione ad un uso antropico che la reinserisca nel tradizionale paesaggio della pianura bresciana»."


"Lettera a Formigoni «Vorremmo vederla per spiegarle il no»
Ferma e decisa è la protesta degli amministratori di Travagliato, Rovato, Cazzago e Berlingo. Ma quali iniziative assumeranno? In prima battuta il ricorso al Tar. Poi il 25 agosto incontreranno Giuseppe Romele, assessore provinciale al territorio, mentre ieri hanno inviato una lettera a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia.
A Formigoni i sindaci chiedono un incontro per illustrare le preoccupazioni delle rispettive comunità. Inoltre il 12 settembre alle ore 10 nel municipio di Cazzago sono stati invitati gli 11 consiglieri regionali bresciani per spiegare la situazione ambientale presente e futura del territorio con particolare attenzione alla salvaguardia degli interessi pubblici delle comunità che rappresentano. I sindaci non escludono forme di collaborazione con i privati coinvolti nel recupero degli ambiti estrattivi. «Come si vede - spiega Davide Uboldi, assessore all'Ambiente di Travagliato - se ci sarà un'apertura, non si esclude che lo scontro tra istituzioni di grado diverso possa essere ricomposto, studiando forme di intervento alternative, tenendo conto delle realtà locali non più disposte a sopportare il continuo degrado del territorio»."

sabato 8 agosto 2009

Cava: l'attività estrattiva è iniziata!


Purtroppo la nostra cava è ufficialmente stata avviata!!!
Già nel corso della giornata di ieri, infatti, alcuni cittadini ci avevano segnalato che mezzi pesanti carichi di terra uscivano dalla cava e si immettevano su Via Bonfadina.
Oggi abbiamo quindi compiuto una passeggiata intorno al perimetro della cava per verificare la situazione.
I lavori di movimento terra di cui abbiamo riferito non sono stati limitati al completamento del terrapieno lungo il lato ovest ma, in realtà, hanno implicato lo scorticamento del terreno superfiale per circa 4.000 mq. La profondità del terreno rimosso arriva a 1.50 m, in tutto quindi dovrebbe trattarsi al momento di 6.000 mc lavorati in poco più di un giorno.
Ricordiamo che l'operazione di scorticamento per una cava consiste nel togliere la parte superficiale del terreno(quella vegetale), in modo poi da avviare l'istallazione degli impianti di estrazione direttamente sulla parte di ghiaiosa del suolo.

venerdì 7 agosto 2009

Nuovi lavori per la cava


Sono ripresi i lavori di movimento terra all'interno del perimetro della cava.
In particolare è in corso l'operazione di ultimazione del terrapieno lungo il lato ovest del perimetro del bacino iniziale di escavazione.

martedì 4 agosto 2009

Giornale di Brescia 3/8/09

Dal quotidiano Giornale di Brescia di ieri 3 Agosto 2009,

"LETTERE AL DIRETTORE
La cava ed i tempi di autorizzazione
Ore 06:01
lunedì, 03 agosto 2009
Vorremmo portare all'attenzione dei cittadini la difficoltà anche per noi amministratori di capire alcuni atteggiamenti della pubblica amministrazione.
Da ormai 5 anni le amministrazioni comunali di Rovato e di Cazzago S. M. si stanno battendo perché sul loro territorio non arrivi una gigantesca cava di ghiaia e sabbia, 34 ettari, nell'ultimo terreno a denominazione Docg dei nostri comuni: la cosiddetta cava Bonfadina. Dopo una messa in mora della Comunità europea, ora assistiamo a una serie di passaggi autorizzativi che ci lasciano quantomeno perplessi.
Lunedì 13 luglio le Amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S. M. sono state convocate dalla Provincia a una conferenza dei servizi sul problema delle emissioni di polveri, tema molto importante visto che rappresenta una delle criticità più frequenti connesse all'attività estrattiva. Ci siamo presentati con un dossier corredato da fotografie sulle piantumazioni effettuate dalla ditta due anni fa lungo il perimetro del terreno, foto che attestano come le piante non sono assolutamente in grado di mitigare alcunché perché caratterizzate da una crescita irrisoria e già in buona parte rinsecchite.
Tra i vari aspetti abbiamo sottolineato anche un grave problema di accesso all'area che la Provincia ha individuato direttamente dalla ex statale 11 in un tratto che ha avuto numerosi incidenti mortali negli ultimi anni: l'ultimo nel gennaio dello scorso anno ha visto coinvolto proprio un camion da cava con la morte di un motociclista. Abbiamo ribadito infine il fatto che non ci convincono le stime sul numero di mezzi pesanti il cui passaggio in ingresso/uscita verrà indotto dall'apertura del bacino estrattivo, nodo assolutamente da sciogliere in merito al tema delle emissioni.
La conferenza dei servizi si è chiusa con un accordo con l'Arpa che prevedeva l'invio da parte dei Comuni di ulteriore documentazione che attestasse le loro ragioni, documentazione prontamente spedita dall'Amministrazione comunale di Rovato solo tre giorni dopo. Nel frattempo giovedì 16 luglio i Comuni vengono a sapere, indirettamente, attraverso un fax mandato dal cavatore, che mercoledì 15 luglio, quindi due giorni dopo la conferenza di cui sopra, il competente settore provinciale ha emesso un Atto dirigenziale con il quale vengono autorizzate le emissioni in atmosfera legate al bacino estrattivo della Bonfadina.
Ci poniamo allora alcuni interrogativi:
1) Come è possibile che non si sia sentita la necessità che fosse un ente terzo a effettuare dei rilievi sia in termini di emissioni di polveri che acustiche nella zona oggetto di discussione, non attraverso previsioni basate su dati di centraline posizionate a Brescia città? A oggi, infatti, i dati presentati sia in Regione che in Provincia sono dichiarati da professionisti incaricati dal cavatore. Un po' come chiedere a un oste se il suo vino è buono.
2)Come è possibile che l'autorizzazione provinciale all'escavazione sia stata rilasciata il 15 giugno e si discuta delle polveri quasi un mese dopo?
3)In Provincia è così normale che un privato proponente sappia di un atto dirigenziale provinciale ben prima di due Amministrazioni comunali, tanto da poter spedire loro una comunicazione il giorno dopo l'emissione dell'atto stesso?
4)Prendiamo atto dell'impazienza del privato a cui peraltro siamo abituati fin dal 2005, ma ci siamo dimenticati che nel Piano Provinciale Rifiuti la Provincia stessa ha definito la zona della Franciacorta in cui è inserita la cava Bonfadina come un'area di "pregio agricolo" e che già oggi nell'arco di 3 km vi sono tre discariche e altre due cave?
5)E l'approfondimento che l'Arpa ha chiesto, al di là del parere favorevole ma condizionato espresso nella conferenza?
6)Se le indicazioni a livello di emissioni di polveri ed acustiche formulate dalle Amministrazioni comunali dovessero puntualmente verificarsi ad attività estrattiva iniziata, come le numerose evidenze depositate agli atti avrebbero dovuto indurre a considerare, quale sarebbe l'atteggiamento dei funzionari che hanno autorizzato? Chi risarcirebbe la collettività dei disagi provocati nonostante siano stati segnalati più e più volte?
7)Presso il Tar Brescia sono pendenti una serie notevole di ricorsi contro l'apertura di questo bacino estrattivo. E se il loro esito fosse favorevole alle Amministrazioni comunali, chi si assumerebbe la responsabilità di aver autorizzato un'attività estrattiva che nel frattempo avrà prodotto danni irreversibili?
Affinché spiacevoli situazioni di questo tipo non abbiano a ripetersi è evidente che la pianificazione urbanistica nel settore estrattivo debba vedere il coinvolgimento anche dei Comuni, enti poi destinati a subirne le conseguenze. A oggi infatti una cava arriva su un territorio solo perché il cavatore è proprietario di quell'area: anche per la Bonfadina è stato così.
Diviene perciò ancora più urgente una modifica della legge regionale che norma il settore, come peraltro ribadito da una proposta ferma da troppo tempo all'attenzione del Consiglio regionale e sottoscritta ormai anni fa anche dal nostro Comune.

Eligio CostanziVicesindaco di Rovato
Angelo BergomiConsigliere comunaledi Rovato"

lunedì 3 agosto 2009

Bresciaoggi 2 Agosto 2009

Dal Bresciaoggi di ieri:

"BRESCIA OGGI
Domenica 02 Agosto 2009
PROVINCIA Pagina 23 ROVATO.
Il vicesindaco attacca la Provincia: «Nelle comunicazioni ufficiali sulla Bonfadina ha privilegiato i cavatori»
Cava, uno schiaffo al Comune. I cavatori? Per la Provincia sono più importanti dei Comuni.
Lo sostengono con una vena polemica gli amministratori di Cazzago e Rovato sconcertati per l'ultimo capitolo dell'iter legato alla cava Bonfadina. Il placet alle emissioni in atmosfera del bacino di escavazione posto al confine fra i due paesi è stato notificata soltanto alla ditta incaricata degli sbancamenti. «Le due Amministrazioni civiche - osservano Eligio Costanzi e Angelo Bergomi, vicesindaco e consigliere all'Ambiente di Rovato - sono venute a conoscenza dell'autorizzazione una settimana dopo la comunicazione ufficiale». L'ennesimo schiaffo a due Comuni in prima linea nella difesa dell'ambiente dall'espansione delle cave. «Da cinque anni - spiegano Costanzi e Bergomi -, Rovato e Cazzago si battono contro gli scavi alla Bonfadina, un buco di 34 ett ari che devasterà un territorio vocato alla produzione vitivinicola d'eccellenza come quella del Franciacorta. La mancata Valutazione d'impatto ambientale sul progetto è costato al Governo la messa in mora da parte dell'Unione Europea». La vicenda insomma non è ancora chiusa. «Eppure - sottolineano Bergomi e Costanzi -, la Provincia ha autorizzato a tambur battente le emissioni nonostante il 13 luglio i due Comuni avessero presentato in sede di conferenza dei servizi un articolato dossier sui rischi delle polveri in atmosfera». Allegata alla documentazione c'erano fotografie emblematiche. «Le piante attorno al bacino di escavazione non solo sono sofferenti ma non mitigano le emissioni - continuano i due amministratori di Rovato -. Abbiamo sottolineato la pericolosità dell'accesso dalla sp 11 alla Bonfadina scelto dalla Provincia elencando i gravi incidenti registrati nel tratto di strada fra cui spicca quello costato la vita a un motociclista travolto da un camion proveniente dalla cava». E, a proposito di mezzi d'opera, per Rovato e Cazzago, il traffico sarà superiore a quello stimato dal progetto. «La conferenza di servizi si era chiusa con l'assicurazione che l'Arpa avrebbe vagliato il nostro dossier - continua Bergomi -: abbiamo inviato il materiale il 16 luglio, peccato che il giorno prima la Provincia avesse già autorizzato le emissioni». Mentre sulla vicenda pende ancora un ricorso al Tar, Costanzi rimarca una serie di aspetti non trascurabile. «I dati allegati al progetto sono quelli di professionisti incaricati, e pagati, dal cavatore. L'autorizzazione del Broletto allo scavo è stata rilasciata il 15 giugno delle polveri si è discusso un mese dopo: non ci sembra normale che i Comuni chiedano tre volte di essere ascoltati sulla viabilità della cava e poi non vengano neppure tempestivamente informati sul placet delle emissioni». A questo punto Costanzi e Bergomi si chiedono «cosa succederà se l'Arpa dovesse confermare i pericoli paventati dai Comuni e il Tar dovesse sospendere lo scavo? Chi risarcirà i cittadini e le attività vitinicole nel frattempo danneggiate irreversibilmente dallo sbancamento?». G.C.C."

venerdì 31 luglio 2009

Inizio attività cava 01/08/2009


Proponiamo il fax inviato dal cavatore al Comune di Rovato nel quale dichiara l'inizio dell'attività estrattiva per il giorno 1 Agosto 2009. Come si legge nel documento il cavatore fa riferimento all'autorizzazione alle emissioni in atomosfera con atto dirigenziale n. 2285 del 15/07/2009.

Ricordiamo che la Conferenza dei Servizi convocata in Provincia di Brescia per ascolatare le controparti (comuni + cavatore) si era tenuta solo pochisse ore prima.


giovedì 30 luglio 2009

La cava di Rovato e le autorizzazioni in 24 ore!

Proponiamo la lettera inviata dagli amministratori comunali di Rovato alla stampa nella quale vengono svelati alcuni retroscena rispetto alla conferenza dei servizi per le emissioni in atmosfera tenutasi in Provincia di Brescia, e di cui nei giorni scorsi abbiamo proposto la documentazione.

Infatti già due giorni dopo rispetto a quello nel quale la conferenza si era tenuta i competenti organi provinciali si sono espressi favorevolmente rispetto al progetto di gestione avanzato dal cavatore. Meno di 48 ore per decidere l'apertura di una cava che cancellerà 34 ettari di pregiato terreno della Franciacorta e che condizionerà per più di 10 anni la vita dei cittadini di Rovato e Cazzago S.M..
Il fatto singolare è che il cavatore il giorno successivo nel quale la provincia ha rilasciato il proprio parere tecnico è venuto in possesso del documento e, vista la fretta (ormai palese) di iniziare l'attività estrattiva, l'ha anticipato alle istituzioni comunali di Rovato e Cazzago. In tal modo i Comuni hanno avuto la possibilità di essere aggiornati in tempo reale sull'evolversi dell'autorizzazione, ma soprattutto ne sono venuti a conoscenza con largo anticipo rispetto all'invio ella comunicazione ufficiale da parte della Provincia di Brescia, avvenuta solo la settimana successiva.

“Rovato, 30 Luglio 2009
Oggetto: la cava di Rovato e le autorizzazioni in 24 ore!


Agli organi di stampa,
vorremmo portare all’attenzione dei cittadini la difficoltà anche per noi amministratori di capire alcuni atteggiamenti della pubblica amministrazione.
Da ormai 5 anni le amministrazioni comunali di Rovato e di Cazzago S.M. si stanno battendo perché sul loro territorio non arrivi una gigantesca cava di ghiaia e sabbia, 34 ettari nell’ultimo terreno a denominazione DOCG dei nostri comuni: la cosiddetta cava Bonfadina. Dopo una messa in mora della Comunità Europea, ora assistiamo a una serie di passaggi autorizzativi che ci lasciano quantomeno perplessi.
Lunedì 13 Luglio le amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. sono state convocate dalla Provincia a una conferenza dei servizi sul problema delle emissioni di polveri, tema molto importante visto che rappresenta una delle criticità più frequenti connesse all’attività estrattiva.
Ci siamo presentati con un dossier corredato da fotografie sulle piantumazioni effettuate dalla ditta due anni fa lungo il perimetro del terreno, foto che attestano come le piante non sono assolutamente in grado di mitigare alcunché perché caratterizzate da una crescita irrisoria e già in buona parte rinsecchite.
Tra i vari aspetti abbiamo sottolineato anche un grave problema di accesso all’area che la Provincia ha individuato direttamente dalla ex statale 11 in un tratto che ha avuto numerosi incidenti mortali negli ultimi anni: l’ultimo nel gennaio dello scorso anno che ha visto coinvolto proprio un camion da cava con la morte di un motociclista.
Abbiamo ribadito infine il fatto che non ci convincono le stime sul numero di mezzi pesanti il cui passaggio in ingresso/uscita verrà indotto dall’apertura del bacino estrattivo, nodo assolutamente da sciogliere in merito al tema delle emissioni.
La conferenza dei servizi si è chiusa con un accordo con l’ARPA che prevedeva l’invio da parte dei Comuni di ulteriore documentazione che attestasse le loro ragioni, documentazione prontamente spedita dall’amministrazione comunale di Rovato solo tre giorni dopo.
Nel frattempo Giovedì 16 Luglio i Comuni vengono a sapere, indirettamente, attraverso un fax mandato dal cavatore che Mercoledì 15 Luglio, quindi due giorni dopo la conferenza di cui sopra, il competente settore provinciale ha emesso un Atto Dirigenziale con il quale vengono autorizzate le emissioni in atmosfera legate al bacino estrattivo della Bonfadina.



  1. Ci poniamo allora alcuni interrogativi:
    Come è possibile che non si sia sentita la necessità che fosse un ente terzo a effettuare dei rilievi sia in termini di emissioni di polveri che acustiche nella zona oggetto di discussione, non attraverso previsioni basate su dati di centraline posizionate a Brescia città? A oggi, infatti, i dati presentati sia in Regione che in Provincia sono dichiarati da professionisti incaricati dal cavatore. Un po’ come chiedere a un oste se il suo vino è buono.


  2. Come è possibile che l’autorizzazione provinciale all’escavazione sia stata rilasciata il 15 giugno e si discuta delle polveri quasi un mese dopo?


  3. In Provincia è così normale che un privato proponente sappia di un atto dirigenziale provinciale ben prima di due amministrazioni comunali, tanto da poter spedire loro una comunicazione il giorno dopo l’emissione dell’atto stesso?


  4. E’ così normale che un’amministrazione comunale chieda per ben 3 volte di essere convocata per discutere della gestione viabilistica dell’accesso alla cava e non riceva mai risposta?


  5. Prendiamo atto dell’impazienza del privato a cui peraltro siamo abituati fin dal 2005, ma ci siamo dimenticati che nel Piano Provinciale Rifiuti la Provincia stessa ha definito la zona della Franciacorta in cui è inserita la cava Bonfadina come un’area di “pregio agricolo” e che già oggi nell’arco di 3 km vi sono tre discariche e altre due cave?


  6. E l’approfondimento che l’ARPA ha chiesto, al di là del parere favorevole ma condizionato espresso nella conferenza?


  7. Se le indicazioni a livello di emissioni di polveri ed acustiche formulate dalle amministrazioni comunali dovessero puntualmente verificarsi a attività estrattiva iniziata, come le numerose evidenze depositate agli atti avrebbero dovuto indurre a considerare, quale sarebbe l’atteggiamento dei funzionari che hanno autorizzato?
    Chi risarcirebbe la collettività dei disagi provocati nonostante siano stati segnalati più e più volte?


  8. Presso il TAR Brescia sono pendenti una serie notevole di ricorsi contro l’apertura di questo bacino estrattivo. E se il loro esito fosse favorevole alle amministrazioni comunali, chi si assumerebbe la responsabilità di aver autorizzato un’attività estrattiva che nel frattempo avrà prodotto danni irreversibili?

Affinchè spiacevoli situazioni di questo tipo non abbiano a ripetersi è evidente che la pianificazione urbanistica nel settore estrattivo debba vedere il coinvolgimento anche dei Comuni, enti poi destinati a subirne le conseguenze. A oggi infatti una cava arriva su un territorio solo perché il cavatore è proprietario di quell’area: anche per la Bonfadina è stato così.
Diviene perciò ancora più urgente una modifica della legge regionale che norma il settore, come peraltro ribadito da una proposta ferma da troppo tempo all’attenzione del consiglio regionale e sottoscritta ormai anni fa anche dal nostro Comune.

Eligio Costanzi, vicesindaco di Rovato
Angelo Bergomi, consigliere comunale di Rovato

Bilancio Gruppo Gatti


Proponiamo oggi un articolo apparso sul quotidiano Giornale di Brescia ieri 29 Luglio riferito ai risultati di bilancio 2008 del Gruppo Gatti, attivo nell'attività estrattiva in Provincia di Brescia.
Ancora una volta si pUò leggere quanto vale l'oro nero bresciano.

mercoledì 29 luglio 2009

Nuova discarica di amianto a Travagliato



Si è tenuta Lunedì 27 Luglio scorsco una partecipata assemblea pubblicata a Travagliato organizzata dall'amministrazione comunale. Tema dell'incontro il decreto Regionale che autorizza la realizzazione di una discarica di amianto (la seconda di discarica dopo la recente approvazione di quella Bettoni per rifiuti inerti) nel terriotrio del Comene di Travagliato.


Proponiamo i reltaivi articoli apparsi sui quotidiani locali di oggi:




Giornale di Brescia



Bresciaoggi

martedì 21 luglio 2009

Osservazione Comune di Rovato alla CdS











Proponiamo un estratto del documento presentato dal Comune di Rovato alla Conferenza dei Servizi in Provincia di Brescia del 13 Luglio, relativa alle emissioni in atmosfera derivanti dal'attività di cava.

Per chi volesse visionare il documento completo può richiderlo al nostro indirizzo di posta elettronica.


sabato 18 luglio 2009

Osservazioni inviate alla CdS








Proponiamo le osservazioni inviate dal nostro Comitato alla Provincia di Brescia per la Conferenza dei Servizi per l'autorizazione alle emissioni in atmosfera derivanti dalla cava che si è tenuta lo scorso 13 Luglio.


giovedì 16 luglio 2009

Conferenza dei Servizi in Provincia per emissioni in atmosfera











La dichiarazione del cavatore di DIA (dichiarazione di inizio attività) dei lavori della cava Mercurio-Bonfadina è stata spedita in data 13 Luglio, vale a dire lo stesso giorno durante il quale lo stesso cavatore e i rappresentanti dei Comuni di Rovato e Cazzago S.M. erano presenti negli uffici della Provincia di Brescia per la Conferenza dei Servizi per l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera derivanti dall'avvio della stessa cava.
Proponiamo oggi il verbale della Conferenza.

martedì 14 luglio 2009

DIA cava Bonfadina









Il cavatore Bettoni spa ha presentato la DIA (dichiarazione di inizio attività) per l'avvio della cava ATEg09 Mercurio-Bonfadina.
Il cavatore stesso dichiara di iniziare i lavori della cava a cielo aperto per la data del 21/07/09.

I lavori dovrebbero quindi iniziare senza che sia stata eseguita la VIA (valutazione d'impatto ambientale), e senza che la questione viabilità sia stata affrontata e condivisa con le istituzione comunali di Rovato e Cazzago S.M..
Una situazione surreale che sempre più si configura come una vera e propria


BEFFA AMBIENTALE!!!!!!



venerdì 10 luglio 2009

PLIS Macogna e le associazioni ambientaliste


Si è tenuto Mercoledì scorso 8 Luglio un incontro tra i rappresentanti delle amministrazioni dei comuni coivolti nel progetto del PLIS Macogna e alcuni rappresentanti delle associazioni "amibientaliste" del territorio dell'ovest bresciano.
I 4 Comuni avevano proposto alle associazioni di collaborare attivamente alla progettazione, realizzazione e successiva gestione di alcune attività all'interno del PLIS.
Proponiamo di seguito il documento consegnato dalle associazioni ai rappresentanti dei comuni che chiarisce come le associazioni sono favorevoli a collaborare solo se:


  • i comuni comprendano come il progetto di PLIS sia incompatibile con una eventuale discarica all'interno della cava ATEg14 e dichiarino quindi la loro contrarietà a tale evetualità,

  • Cogeme, Società di servizi di cui i comuni di Rovato, Cazzago SM e Berlingo sono soci, rinunci a qualunque progetto di gestione di discarica all'interno della cava ATEg14.

lunedì 6 luglio 2009

Nuova autorizzazione della Provincia di Brescia per la cava










Il competente Funzioanrio della Provincia di Brescia ha deliberato in data 15 Giugno 2009 la nuova autorizzazione al cavatore per l'esercizio dell'attività estrattiva dell'ATEG09.

La nuova delibera si è resa necessaria al fine di receperire le nuove prescrizioni della Regione Lombardia formalizzate a conclusione della procedura di riesame dell'assoggettabilità a VIA, rif. decreto n. 2975 del 26/03/2009.

Proponiamo alcune pagine della delibera.


mercoledì 1 luglio 2009

Giustificazioni di Manenti contro la decadenza


Si è tenuto ieri il Consiglio Comunale a Rovato.
Il settimo punto all'ordine del giorno era la votazione in riferimento alla richiesta avanzata dall'associazione Rovato Futura della decadenza dalla carica di consigliere di minoranza del sig. Roberto Manenti.
La richiesta era motivata dal fatto che il consigliere Manenti non si presenta in Consiglio Comunale da 7 anni, ininterrottamente.
La votazione ha visto la maggioranza Rovato Civica astenersi, mentre la minoranza di Rovato delle Libertà votare compatta contro la decadenza impedendo quindi la destituzione dal Consiglio dello stesso Manenti.
Durante il dibattito relativo allo specifico punto il consigliere di maggioranza Angelo Bergomi ha chiesto che le giustificazioni di Roberto Manenti venissero lette pubblicamente a beneficio dei cittadini presenti. Il capogruppo di minoranza A. Conter si è detto contrario alla lettura (impedendola di fatto) delle stesse accampando il fatto che erano di natura personale, chiedendo che la lettura avvenisse a porte chiuse o che non avvenisse. Dietro la rassicurazione da parte del segretario comunale che ha confermato come il documento sia comunque pubblico in quanto depositato agli atti si è proceduto alla votazione senza darne lettura.

Per scrupolo alla fine della seduta abbiamo esplicitamente richiesto al Segretario comunale se vi fossero problemi nella pubblicazione dello stesso. La risposta è stata no, in quanto atto pubblico. Abbiamo ottenuto il documento e oggi ve lo proponiamo.

Non entriamo nel merito delle giustificazioni avanzate dal consigliere Manenti, ma ci preme sottolineare come lo stesso evidenzi di ricoprire la carica di “diplomatico per una istituzione estera”.

Vi poniamo un interrogativo già posto in passato: l’ex sindaco di Rovato non sarà mica lo stesso Manenti Roberto rappresentante della INTERNATIONAL DEMINING ASSOCIATION ONLUS che aveva ricorso al TAR contro la multa emessa dal Comune di Cazzago S.M. per il non rispetto della destinazione d'uso dei capannoni presenti all'interno del perimetro della nostra cava, variazione riconosciuta di fatto dal TAR Brescia? A tale proposito si vedano le ordinanze del TAR riportate nel nostro blog al post del 26 Febbraio 2009 e la delibera di giunta comunale di Cazzago numero 113 del 2008 (rintracciabile sul sito del comune di Cazzago S.M. nel link delle delibere di giunta comunale del 2008), dalla quale si evince che il rappresentante legale della International Demining Associtation Onlus è tale Roberto Manenti.

Se così fosse l'ex sindaco Manenti dovrebbe spiegare a noi e a tutti i cittadini di Rovato a che titolo avrebbe occupato (come sottolineato dal TAR di Brescia) con l'associazione di cui sarebbe il rappresentante legale un capannone agricolo all'interno del terreno destinato alla cava, svolgendo un'attività che il TAR ha riconosciuto essere di natura commerciale. Lo ribadiamo il TAR lo dice, non noi.

Per dovere di cronaca ricordiamo che Manenti Roberto, con tutta la sua maggioranza, da sindaco di Rovato nel momento decisivo delle scelte regionali e provinciali della primavera 2002 sulla pianificazione estrattiva provinciale non ha mai inviato osservazioni di contrarietà rispetto alla formalizzazione del progetto di escavazione dell'ATEg09.
Vista la citazione "frutticola" di Manenti nelle giustificazioni inviate in comune sopra riportate proviamo anche noi a farne una sulla stessa falsariga: "La mela quando è matura cade dall'albero".

lunedì 29 giugno 2009

Gabriella e la Valledora


Al nostro indirizzo di posta elettronica è giunta la segnalazione che oggi vi proponiamo.
Un'ordinaria storia italiana di malgoverno ambientale, la storia di Gabriella e della Valledora.



sabato 27 giugno 2009

Ingresso da Via Bonfadina







Il cavatore ha provveduto ad allargare ed asfaltare la strada d'ingresso da Via Bonfadina, SPXIX nel comune di Cazzago S.M.

Di seguito le immagini che testimoniano i lavori realizzati.

mercoledì 24 giugno 2009

Ennesima vittima da camion di cava: stavolta un 12enne nel lecchese

Ennesima vittima della strada dovuta a manovre di camion da cava. Apprendiamo che a Casatenovo nel Lecchese il figlio 12enne del primario di Cardiologia dell'ospedale Manzoni di Lecco è stato travolto e ucciso da una manovra di un camion adibito al trasporto di sabbia. Il conducente non si sarebbe accorto della presenza del bambino che con la sua bicicletta stava transitando in via Galileo Galilei mentre il camion stava svltando su via Dante Alighieri: il bambino sarebbe stato travolto in pieno.
Nonostante la rianimazione tentata dai sanitari non è restato loro che dare la drammatica notizia alla famiglia.

Ci uniamo al dolore del papà e della mamma di questo ragazzino.

Al di là del tristissimo episodio ribadiamo una volta per tutte che la movimentazione mezzi legata al trasporto di sabbia soprattutto in entrata-uscita dai bacini estrattivi deve essere tenuta in debita considerazione nel momento in cui si autorizzano delle cave nuove.
Ricordiamo l'episodio del cittadino pakistano travolto da un camion di cava poco più di un anno fa proprio alla rotatoria del Bertola a meno di un chilometro da dove è individuato l'accesso per la cava Bonfadina.

L'interesse economico di un privato può superare questi aspetti?
Ci risulta che il settore Gestione e Manutenzione Strade della Provincia, nonostante ripetuti solleciti, non abbia mai ricevuto le amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. per discutere della viabilità dell'ATEg09. Ci risultano invece visite presso il settore da parte del privato proponente.
Ci sia consentito di esprimere disappunto e biasimo di fronte a questi comportamenti da parte di chi dovrebbe essere parte neutra di fronte alle legittime richieste di un privato ma anche rispetto alla condivisione di soluzioni e segnalazioni proposte dagli enti comunali.

martedì 23 giugno 2009

Viabilità delle cave















Iniziamo oggi una piccola inchiesta relativa alla viabilità indotta dalle cave della Provincia di Brescia.

Iniziamo con l'ATE14 cava Macogna.
L'accesso all'ambito estrattivo, all'interno del quale sono presenti 2 distinte attività imprenditoriali, è consentito da un'unica via d'accesso (Via CADUTI), che a sua volta consente l'immissione su Via Chairi (che collega Travagliato alla Bargnana).
Le immagini sotto riportate testimoniano lo stato d'essere delle cose: sede stradale troppo stretta per ospitare il transito nei 2 sensi di marcia dei mezzi pesanti, manto stradale sconnesso e pieno di buche, mancanza del parapetto lungo il canale che costeggia la carreggiata.

mercoledì 17 giugno 2009

Bargnana









A proposito dei cartelloni di protesta come non ricordare quelli presenti alla Bargnana (frazione di Rovato) contro la gestione rifiuti provinciale.
Circa 10 anni fa il problema era il tentativo di realizzare un inceneritore nelle campagne di Rovato a supporto dell'attività di COGEME. L'impianto risultava ancora allora inutile in quanto già attivo l'inceneritore ASM a Brescia, con 2 linee riservate per la combustione in grado di "lavorare" quantità di rifiuti superiori a quelle prodotte dall'intera provincia bresciana.
Ma la protesta era ancora più intensa perchè proprio in quella zona era presente un'enorme cava già destinata a discarica. La discarica, al confine tra i comuni di Trenzano e Castrezzato ma a ridosso della Bargnana, era stata autorizzata per 400.000 M3.
L'attività di discarica invece verrà protratta tra il 1991 e il 2003, arrivando ad ospitare oltre 3.000.000 M3 di rifiuti arrivati in gran parte da fuori provincia.


martedì 16 giugno 2009

Pedrocca










La popolazione della Pedrocca, frazione di Cazzago San Martino, si è mobiltata per la difesa del proprio territorio contro la devastazione e lo sfruttamento di cave e discariche.
I cartelloni appesi nelle vie del paese ne sono la dimostrazione.
Ricordiamo inoltre la numerosa partecipazione degli abitanti della Pedrocca alla manifestazione del 21 Febbraio scorso con magliette nere "no alla Discarica" e verdi "si al parco".

La Pedrocca ospita infatti sul suo territorio parte dell'ATEg14, località Macogna, attività estrattiva per cui la Provincia di Brescia ha valutato positivamente l'ampliamento e che, già al momento, risulta interessata da due domande di discarica da parte di ditte private.
Ricordiamo inoltre che in modo diretto ed indiretto gli abitanti della Pedrocca verranno comunque pesantemente interessati dall'attraversamento di TAV e Brebemi e dall'eventuale apertuta della "nostra" cava ATEg09, Mercurio -Bomfadina.
Per tali motivi la popolazione ritiene non compatibile l'apertura delle discariche nell'ambito della Macogna, valutando la possbilità del parco PLIS promosso dalle amministrazioni comunali di Cazzago SM, Trevagliato, Berlingo e Rovato come un doveroso risarcimento rispetto al passaggio delle grandi opere.