venerdì 30 ottobre 2009

Schiaffo della Regione Lombardia alla Franciacorta



La Regione Lombardia ha dato un ulteriore schiaffo alla tutela del pregiato territorio della Franciacorta, bocciando la proposta di piano rifiuti promossa dalla Provincia di Brescia che stabiliva un vincolo escludente nell'individuazione di nuovi impianti di smaltimento in Franciacorta e per una fascia di rispetto di ulteriori 500 metri dai suoi confini.
Come riporta l'articolo pubblicato oggi sul Bresciaoggi i consiglieri provinciali avrebbero promosso un atto di disobbedienza alle prescrizioni della Regione, in particolare contro la richiesta di stralcio del vincolo sulla Franciacorta. Vedremo cosa ne scaturirà, ma ancora una volta lascia sgomenti e senza parole la politica ANTI-AMBINETALE della Regione Lombardia del "proconsole" Formigoni.
Alla seduta del consiglio provinciale hanno partecipato anche alcuni rappresentanti dei comitati dell'ovest bresciano che hanno ricordato, con l'ausilio di cartine, planimetrie e vignette "satiriche", le incombenti minacce di nuove cave e discariche e il consumo di territorio per Brebemi e TAV destinati alla parte ovest della provincia di Brescia.

mercoledì 28 ottobre 2009

Fraciacorta e le discariche


Dal Giornale di Brescia del 24 Ottobre scorso le osservazioni del consigliere regionale Osvaldo Squassina alle dichiarazioni di Molgora per il vincolo antidiscariche in Franciacorta.

martedì 27 ottobre 2009

Escavazione a pieno regime




L'attività estrattiva continua nel frattempo a pieno ritmo, nonostante la questione viabilità d'ingresso alla cava non sia ancora stata risolta e i ricorsi dei comuni al TAR di Brescia siano ormai prossimi all'udienza.
A testimonianza dello stato di avanzamento dei lavori postiamo alcune immagini scattate durante questo fine settimana.

venerdì 23 ottobre 2009

La politica, le discariche, la Franciacorta

Come è possibile leggere oggi sul sito www.bresciaoggi.it il neo presidente provinciale di Brescia Molgora rassicura sul fatto che il piano provinciale rifiuti, attualmente al vaglio della Regione Lombardia, non subisca modifiche rispetto al principio escludente sulla Franciacorta.


"Stop alle discariche? La Franciacorta spera
IL CASO. Il presidente Molgora: «Il vincolo non sarà eliminato»

Legambiente: «Bosco Stella non si deve toccare» 23/10/2009

«Abbiamo avuto rassicurazioni in regione dagli assessori Boni e Buscemi: il vincolo sulla Franciacorta non verrà tolto. Abbiamo anche altre questioni aperte, ma per adesso ci interessava chiudere la partita sulla Franciacorta, e così è stato».
È quanto spiegato ieri dal presidente della Provincia Daniele Molgora di ritorno da un incontro a Milano, in vista dell'approvazione del piano rifiuti (che durerà dieci anni) che dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno. Stop alle discariche in Franciacorta dunque? Per ora c'è l'importante rassicurazione, mentre la sezione franciacortina Legambiente tiene ancora «caldo» il tema di Bosco Stella, sito collocato tra Castegnato, Paderno Franciacorta, Passirano e Ospitaletto.
«Entro qualche settimana la Regione dovrebbe inviare alla Provincia il blocco delle osservazioni al piano rifiuti - dice il presidente Silvio Parzanini -: non vogliamo che siano cancellati quei requisiti che consideriamo indispensabili per preservare il territorio da nuovi rischi-discarica. Non vorremmo che qualcuno pensi veramente di chiedere d' eliminare il vincolo della distanza minima di 500 metri dai confini dei comuni della Franciacorta per realizzare nuove discariche e impianti di trattamento rifiuti. Se ciò avvenisse Bosco Stella probabilmente potrebbe diventare una discarica. Eventualità che osteggiamo profondamente e contro la quale chiediamo ancora una volta il netto pronunciamento dei Comuni e della Provincia».
A stretto giro di posta le parole del sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio: «Confermiamo assolutamente il nostro no alla discarica. Tra l'altro ho sentito anche i sindaci di Passirano e Paderno e anche loro mi hanno confermato di essere sulla stessa linea. L'augurio è che anche a livello più alto queste indicazioni possano essere recepite, e che la Franciacorta possa essere preservata».F.SCO."

giovedì 22 ottobre 2009

Visite Blog


Continuano le visite "istituzionali" al nostro blog, ormai anche internazionali.

martedì 20 ottobre 2009

Brescia e l'amianto della Lombardia



Ancora l'aminto come modalità di recupero delle cave bresciane. Dal Bresciaoggi di Sabato 17 Ottobre.

domenica 18 ottobre 2009

Tempo di semina




Alcune immagini delle semina appena compiuta in parte dei terreni destinati alla cava.

venerdì 16 ottobre 2009

Discarica zocco di Erbusco


Proponiamo oggi l'articolo apparso sul quotidiano Bresciaoggi del 14 Ottobre scorso, nel quale vengono riportati gli ultimi aggiornamenti della lunga vicenda della discarica di Zocco di Erbusco.

giovedì 15 ottobre 2009

Comunicato Comitato contro le nocività Brescia

Il comitato contro le nocività di Brescia ci ha inviato il presente comunicato con la preghiera di pubblicizzarlo con la pubblicazione sul nostro blog.


"Con riferimento ad articoli apparsi sui quotidiani locali nelle
settimane il Comitato spontaneo contro le nocività di Brescia intende
fare alcune precisazioni e rettifiche di cui si chiede la
pubblicazione.

Ribadiamo innanzi tutto che il Comitato spontaneo contro le nocività
di Brescia è indipendente da qualsiasi partito politico.

L’affermazione di un consigliere comunale dell’opposizione riportata
nell’articolo di Bresciaoggi del 26 settembre, che dice di “voler
guidare la protesta dei cittadini contro la discarica di amianto” non
va pertanto confusa con la posizione del Comitato che, ribadiamo, è a
favore e per la difesa del Parco del Cave e contro la discarica di
amianto di via Brocchi, il polo logistico Gaburri Italgros e la
cittadella dello sport (stadio compreso) che dovrebbero essere ubicati
nel parco stesso.

Ricordiamo in proposito che il P.D. si è astenuto dal voto sull'atto
di indirizzo sia della discarica di amianto che del polo logistico
Italgross proposto dalla giunta Paroli ed approvato il 27 febbraio
scorso.

Per quanto riguarda il confronto tecnico sul progetto di discarica di
amianto di via Brocchi promosso dalla Circoscrizione est il 29
settembre scorso intendiamo sottolineare che gli articoli che ne danno
notizia sono viziati da omissioni che non consentono di avere un
quadro veritiero di quanto è accaduto nel corso dell’incontro stesso.

In entrambi gli articoli (G.d.B. 1.10.2009 e BsOggi 30.9.2009) viene
dato ampio spazio alle affermazioni dei tecnici, peraltro
contraddittorie e per niente rassicuranti, e nessuno (o pochissimo)
spazio alle richieste, denunce, affermazioni e preoccupazioni dei
cittadini, che in modo ampio e articolato hanno ribadito la loro
contrarietà motivata alla discarica di via Brocchi.

E’ stato ribadito dai moltissimi cittadini presenti che il progetto di
discarica rappresenta una reale minaccia per la salute di tutti gli
abitanti della zona già fortemente messa a rischio da altre e varie
fonti di inquinamento: alfa acciai, aeb, cava piccinelli contaminata
da cesio 137, autostrada, tangenziale, transito di mezzi pesanti,
discarica di inerti contenente cellule di amianto sempre in via
Brocchi. Proprio a proposito di quest’ultima discarica diversi
cittadini hanno segnalato la situazione di pericolosità creatasi a
causa di un smaltimento non corretto e provo delle necessarie
precauzioni e dell’attuale affioramento dal terreno di materiali non
ben identificati, coperti solo da un telo di plastica. Tale
segnalazione è stata ignorata, con la motivazione che “nella pratica
relativa a questa discarica tutto è a posto” (Goffi, tecnico della
Provincia di Brescia).

Molti cittadini hanno chiesto con insistenza perché sia stato scelto
proprio il sito di via Brocchi per la discarica, hanno segnalato
incongruenze nella valutazione di impatto ambientale, hanno chiesto
perché non vengano studiate soluzioni alternative, che pure esistono,
allo smaltimento dell’amianto tramite interramento. Tutte domande che
non hanno avuto risposta.

Altra richiesta da molti condivisa è stata quella di un incontro
pubblico con il sindaco e gli assessori interessati, che si
confrontino con i cittadini sulla realizzazione del Parco e spieghino
le loro scelte. Il Presidente della Est, Garzetti, ha respinto la
richiesta affermando che “mai inviterà i politici, perché é troppo
pericoloso”.

Ma il punto più alto dell’assemblea è stato sicuramente toccato
quanto il Responsabile dell’ARPA dr. Se sana, pensando di rassicurare
i cittadini, ha affermato che “sicuramente sulla discarica di amianto
non ci faranno i giochi per bambini”. Evidentemente nessuno l’aveva
informato che il progetto è proprio quella di costruire proprio sopra
la discarica un campo sportivo scoperto.

In sostanza questa assemblea, indetta dalla Circoscrizione Est con
l’intento di rassicurare i cittadini ha ottenuto proprio l’effetto
opposto, confermando tutte le preoccupazioni riguardanti i rischi per
la salute dei cittadini e per l'ambiente del parco delle cave che
sono
stati posti.

Ma di tutto questo sui giornali locali non c’è stata traccia.

Così come non c’è stata traccia della richiesta, formulata da diversi
cittadini, di una moratoria, una sospensione dell’autorizzazione per
la discarica che consenta di valutare con tutti i soggetti interessati
(abitanti, tecnici, politici e ambientalisti) possibili soluzioni
alternative. In proposito il sig. Goffi ha dichiarato che la Provincia
sta valutando un progetto che prevede modalità di smaltimento
dell’amianto diverse dall’interramento. Perché non valutarle anche per
via Brocchi?

In merito infine agli articoli dei quotidiani locali sui fatti del
consiglio comunale del 12 ottobre precisiamo quanto segue.

Il Comitato contro le nocività è intervenuto alla riunione del
Consiglio Comunale, peraltro aperta al pubblico, in modo corretto e
pacifico. I partecipanti sono entrati nella sala consiliare senza
alcuno striscione o cartello, indossando delle magliette che
chiedevano la realizzazione del Parco delle Cave e ribadivano la
contrarietà alla discarica di amianto, al polo logistico e alla
cittadella dello sport.

Non è stata causata l’interruzione del consiglio, infatti la riunione
si è svolta per oltre un’ora regolarmente.

I problemi sono invece iniziati a seguito della decisione del sindaco
di farci sgomberare con la forza e della presidente del consiglio
comunale di continuare i lavori a porte chiuse.

Nessuno ha urlato slogan né altro, una sola persona ha chiesto al
sindaco, alzando la voce per farsi sentire, “quante firme dobbiamo
ancora raccogliere perché il consiglio comunale discuta della
discarica di amianto e del parco?”;

Dopo l’interruzione dei lavori abbiamo parlato con tutti i consiglieri
che erano disponibili a farlo e abbiamo ribadito la richiesta di
convocazione di un’assemblea pubblica con la presenza del sindaco
Paroli, richiesta di nuovo disattesa.

Siamo infine usciti pacificamente dalla sala del consiglio, su
pressante invito dei funzionari della Questura.

Leggendo quindi le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Paroli e
pubblicate dai quotidiani il 13 ottobre ci chiediamo: chi rifiuta il
dialogo? Chi non dimostra ne’ civiltà ne’ rispetto?

Siamo cittadini che chiedono di essere ascoltati, molto preoccupati
per la propria salute e per la salute dell’ambiente, e per tutta
risposta chi amministra la città ci sbatte la porta in faccia e ci
allontana con la forza pubblica.

Non è forse questo il vero “atto grave che non si può tollerare”?

In conclusione chiediamo che vengano pubblicate le nostre osservazioni
e considerazioni, poiché riteniamo assolutamente irrinunciabile
un’informazione corretta e documentata, soprattutto su questioni che
toccano così da vicino la salute dei cittadini.

Comitato spontaneo contro le nocività"

Attività agricola nell'ambito estrattivo

Segnaliamo che all'interno dell'ATE 9 Mercurio-Bonfadina, nelle porzioni di terreno non interessate dalla prima fase di scavo, sembra ripresa l'attività agricola. In questo giorni infatti è in corso l'aratura degli appezzamenti a nord del canale Campo Maggiore.

martedì 13 ottobre 2009

Cava Losine: allargamento bacino esistente vs apertura di un bacino nuovo

Proponiamo di seguito l'articolo apparso sul Bresciaoggi il 7 Ottobre.
Quanto riferisce il quotidiano è quanto mai significativo. Ancora una volta infatti il TAR di Brescia "bacchetta" la Regione Lombardia perchè non rispetta il principio di legge per il quale si "imporrebbe nell'individuare gli ATE di accorpare aree già oggetto di attività, prima di consentire l'apertura di nuove cave altrove". Come ben sanno i nostri lettori tale principio è stato pesantemente calpestato anche nel nostro caso della cava Mercurio-Bonfadina.

Sottolineiamo una curiosità. L'avvocato che ha difeso la ditta che ha ricorso contro lo spostamento di volumetria da Capo di Ponte a Losine è lo stesso che difende la Bettoni spa in merito ai ricorsi delle amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. circa la Bonfadina.
Ma mentre nella causa citata nell'articolo la tesi portata avanti è quella di un non rispetto della legge regionale che impone di allargare bacini esistenti prima di aprirne di nuovi, nei procedimenti al TAR per conto della Bettoni spa assistiamo all'affermazione del principio contrario: ossia si rivendica come legittimo l'avvenuto ottenimento dalla Regione Lombardia di uno spostamento di ben 600.000 mc dal bacino di Travagliato (ATEg15) esistente e oggetto di escavazioni da anni al bacino di Rovato (ATEg09) nuovo di zecca.

Davvero curioso. Vedremo cosa ne penserà il TAR di Brescia.


Fiduciosi aspettiamo quindi gli esiti dei ricorsi ancora aperti per la cava Bonfadina.

"BRESCIA OGGI

Mercoledì 07 Ottobre 2009 PROVINCIA Pagina 23

LOSINE. I giudici amministrativi bocciano la costituzione di un nuovo ambito estrattivo da parte della Regione


Il Tar cancella una cava

Il Tar di Brescia, accogliendo il ricorso di una ditta escavatrice , annulla un ambito estrattivo del piano cave provinciale: l'Ate 57 in Comune di Losine, che non era stato assolutamente previsto dal Broletto bensì inserito dalle modifiche del Pirellone, nel 2004.
In estrema sintesi i fatti: la Provincia individua l'ambito territoriale estrattivo 1 (abbreviato: Ate) nel comune di Capo di Ponte e permette l'escavazione di 350mila metri cubi in dieci anni. Beneficiarie sono due ditte che operano da tempo sul territorio: la Edilponte Sas e la Fasanini Srl. Succede che la Regione, su richiesta della ditta Fasanini, spacchetta una grossa volumetria (200mila mc) e la trasferisce d'amblè in Comune di Losine. Un atto che per il Tar di Brescia è «illogico».
LA REGIONE «dovrà chiarire perché ha ritenuto di istituire il nuovo Ate ! 57 e di crearlo proprio sottraendo parte della volumetria prevista per l'Ate 1, tenendo conto di tutte le caratteristiche di tale ultimo sito, e pertanto anche delle caratteristiche dell'attività estrattiva che già pacificamente vi si svolgeva». Scendendo nei particolari scopriamo che la Edilponte gestisce a Capo di Ponte una cava (approvata dal vecchio piano cave provinciale del 1990) adiacente ad un altro sito estrattivo gestito dalla Fasanini srl. Il nuovo piano cave adottato dal Broletto nel 2002, prevedeva a Capo di Ponte l'Ate 1, con una capacità di 350.000 metri cubi di materiale scavabile (in dieci anni) da entrambe le ditte. Succede che la Fasanini chiede alla Regione di poter estrarre 200mila mc di ghiaia a Losine (con l'appoggio del sindaco di questo comune). La Regione dà l'ok: spacchetta 200 mila metri cubi e si inventa un nuovo Ate il 57 a Losine. Al Comune di Capo di Ponte e all'altra ditta escavatrice (Edilponte) questo non va giù; e si lamentano in commissione regionale. Troppo chiaro il favoreggiamento nei confronti di una delle due ditte.
E POI SI CONTRAVVIENE la legge regionale (la 14/1998) «che imporrebbe nell'individuare gli Ate di accorpare aree già oggetto di attività, prima di consentire l'apertura di nuove cave altrove». La Regione tira dritto, la ditta fa ricorso (con l'avvocato Ezio Cividini): per il Tar di Brescia il ricorso è fondato e va accolto. Se è vero che non si può sindacare in merito ai principi programmatori di un piano di settore, come quello per l'estrazione di sabbia e ghiaia, non si capisce perché 200mila mc sono stati semplicemente trasferiti dalla Regione al neoistituito Ate 57. «Si tratta di una previsione la cui logica non è dato comprendere - si legge nella sentenza della seconda sezione del Tar di Brescia, presidente Giorgio Calderoni - e non è stata in alcun modo esplicitata, mentre avrebbe dovuto esserlo, in quanto dell'Ate 57 nel percorso di adozione e di approvazione del piano mai si era parlato, mentre per l'Ate 1 si erano previsti senza sostanziali contestazioni i quantitativi estraibili poi ridotti senza spiegazione alcuna a chiarirne le ragioni tecniche o di altro genere»."

venerdì 9 ottobre 2009

Nuove discariche per la provincia di Brescia




Dal Bresciaoggi del 07 ottobre nuove dense nubi di discariche per la Provincia di Brescia a Calvagese della Riviera e Calcinato.

martedì 6 ottobre 2009

Articolo ilLeone, periodico del Comune di Rovato


Proponiamo l'articolo presente su il Leone di settembre 2009, periodico edito dal Comune di Rovato, del consigliere Angelo Bergomi relativo alla "nostra" cava Bonfadina.
Per la consultazione on line anche delle vecchie edizioni, www.illeone.net.

sabato 3 ottobre 2009

Lavori cava Sabato








I lavori della cava sono continuati anche per tutta la giornata odierna di Sabato.
Nelle immagini i mezzi in opera per l'allargamento del buco di presa.

venerdì 2 ottobre 2009

3 cave di prestito per la Brebemi, la prima a Covo


Alla ribalta della cronoca ancora le cave di prestito per la BREBEMI.
L'articolo è apparso sul quotidiano Giornale di Brescia ieri 01/10/09, e riporta nuovamente l'indiscrezione della necessità di una cava di prestito anche nel bresciano. Questo nonostante a suo tempo il competente ex assessore provinciale alle attività estrattive Mattinzoli ne aveva stabilito la non necessità. Inoltre nel 2004 la Provincia di Brescia dichiarava che la proposta di piano cava decennale (da sottoporre ad autorizzazione Regionale) conteggiava già al suo interno i fabbisogni previsti per le grandi opere.

giovedì 1 ottobre 2009

Foto del giorno - ingresso/uscita cava






Proponiamo oggi alcune immagini dei mezzi in entrata e uscita dalla cava Mercurio-Bonfadina.
I mezzi utilizzano la rotatoria all'intersezione di via Bonfadina con via Franciacorta e via Agostino Novella, nella zona artiginale di Cazzago San. Martino, sia per l'ingresso che per l'uscita dallambito estrattivo.

mercoledì 30 settembre 2009

Discarica di amianto a San Polo

Da Bresciaoggi.it l'aggiornamento per la preventivata discarica di aminato al Parco delle Cave di San Polo a Brescia, attraverso il reconto dell'incontro pubblico organizzato dalla circoscrizione Est.

"Discarica di amianto confronto «tecnico»L'ASSEMBLEA. L'incontro «tecnico» con i cittadini ha preso inevitabilmente una piega «politica», con risposte che non potevano arrivare

Sesana (Arpa): «Basso il rischio ambientale». Ma la domanda più insistente è stata: «Perchè proprio in quest'area?»
30/09/2009
Brescia. «Un incontro tecnico, questo è un incontro tecnico»: il presidente della circoscrizione Est Enio Garzetti, ieri sera nella sala pubblica di via Cavellini a Sanpolino, ha avuto un bel dire che si trattava di una semplice serata di «approfondimento», ma non c'è stato verso: i duecento cittadini e cittadine che hanno affollato la sala erano lì sostanzialmente per ribadire tutte le loro paure e la loro contrarietà all' annunciata realizzazione di una discarica di amianto in via Brocchi, nell'area del parco delle Cave.
La futura discarica, lo ha ricordato ieri il funzionario della Provincia Ferruccio Goffi, dovrebbe sorgere proprio vicino a un'altra, sempre di cemento-amianto, chiusa nel 2005. Autorizzata dalla Regione Lombardia (con nessuna contrarietà di Comune e Provincia), la discarica dovrebbe avere tre anni di vita, accogliere al massimo 170 metri cubi di cemento-amianto al giorno, una quindicina di camion avanti e indietro fino a raggiungere gli 80mila metri cubi previsti.
IN BASE ALLA preventiva valutazione di impatto ambientale e a quelle che sono le normative in materia, l'amianto dovrà essere impacchettato sul luogo di produzione, e trasferito in discarica, dove prima sarà visionato in un capannone apposito per vedere se ci sono state lacerazioni nel corso del viaggio.
La sera i rifiuti sono coperti da un doppio telo impermeabile, c'è un sistema di convogliamento delle acque, i rifiuti non possono essere messi in discarica se ci sono le condizioni meteo sfavorevoli, in particolare di vento. Concetti ribaditi dal funzionario comunale Gianantonio Capretti.
Il problema dell'amianto nasce da lontano. Giulio Sesana, direttore dell'Arpa di Brescia, lo ha ricordato: l'amianto è un bel materiale, resiste al fuoco e così per anni è stato messo anche in posti insospettabili.
Magari ci si poteva fermare un po' prima di quanto è stato fatto, ma questo è un altro discorso, resta invece il problema che quando la Regione ha cercato di capire quanto ce ne fosse in giro ha stimato inizialmente 800mila metri cubi ma nel frattempo si è arrivati a 2milioni e 800mila. A ogni modo il problema è che l'amianto ha un'alta tossicità ed è ancor più pericoloso perché libera fibre che galleggiano nell'aria a lungo. «Il problema è come gestirlo - ha osservato Sesana -, e in particolare come fare in modo che il vento non se lo porti via». Premesso che chi deve toglierlo dai tetti o da altri posti, i lavoratori per intendersi, rischia molto di più, secondo Sesana le procedure che sono state definite per legge sulla gestione dell'amianto in discarica sono sicure e rendono il rischio ambientale piuttosto basso, se non nullo. «Se avete paura che dopo questo siano fatti altri buchi è una cosa - ha detto Sesana -, ma per questa discarica le autorizzazioni parlano di una gestione oculata».
IL PROBLEMA FORSE è proprio questo. Ieri sera, chi più chi meno, la questione l'ha posta, con buona pace di Garzetti che voleva solo domande tecniche. Gabriele Avalli si è chiesto perché proprio in quest'area, in una zona che ospita già qualche decina di discariche, l'Alfa Acciai, l'autostrada e la tangenziale. Un altro cittadino, esponente del Comitato spontaneo contro le nocività, ha invece domandato come mai si decide di fare una discarica di amianto nell'area destinata al Parco delle cave. O ancora, perché i cittadini non siano stati informati e si sia cercato di fare le cose un po' di soppiatto e in piena estate. I primi movimenti nell'area sono stati il 31 luglio, un mese prima la pubblicazione ufficiale e da allora «ci sono quattro disperati che stazionano davanti ai cancelli». O ancora, «come mai la Lega si batte contro il deposito in via Conicchio e non ha niente da dire nella zona delle cave?».
Maurizio Frassi, rappresentante del Comitato difesa salute ambiente di San Polo, ha fatto sintesi delle paure diffuse nell'affermare che il punto cruciale è capire «come» sarà fatta questa discarica. «Siamo sicuri che sarà tutto a norma - osserva Frassi -? Ci sono paure, e qualcuno dice che con la discarica chiusa nel 2005 non tutto sembra sia andato secondo le regole».
LA SERATA È proseguita, Garzetti ha provato a rimetterla sul tecnico. Per strada, in zona Sanpolino e non solo, è pieno di cartelli e striscioni contro la discarica e per il Parco delle cave. In quartiere sono già state raccolte duemila firme. E i cittadini attendono risposte politiche, quelle che i tecnici ieri non erano in grado di dare."

sabato 26 settembre 2009

Dal Bresciaoggi del 25/09/09


Anche il Consorzio per la tutela dei vini Franciacorta, con il nuovo presidente Maurizio Zanella, interveine finalmente a tutela del territorio.

venerdì 25 settembre 2009

Lavori cava Mercurio-Bonfadina

Per gli abitanti che vivono nella zona della cava Mercurio-Bonfadina la vita risulta inequivocabilmente cambiata.
Se prima era possibile svegliarsi grazie al cinguettio degli uccelli di passaggio nella zona, da quando l’escavazione è iniziata la sveglia è data dal rumore dei cingolati delle ruspe e dagli avvisatori acustici dei camion in manovra. I lavori al mattino iniziano presto, ancora prima delle 7.00, quindi in questi giorni praticamente ancora con il buio.
Ultimamente il ritmo dell’escavazione sembra essere ulteriormente aumentato. Tre ruspe e non più due a scavare, e decine di camion a loro supporto. Nella prima fase la parte superficiale del terreno è stata stoccata nello stesso sito di escavazione. Negli ultimi giorni invece, come riferitoci da alcuni abitanti di via Bonfadina, i camion entrano nella cava e riescono carichi di materiale. E’ plausibile quindi pensare che sia già iniziata l’asportazione di sabbia e ghiaia del bacino, e di conseguenza il lucroso business della rivendita.
Per verificare la situazione stamattina presto abbiamo fatto un giro presso l’ingresso della cava in via della Frusca, nel territorio del Comune di Cazzago San Martino. Il nostro breve appostamento è durato solo 14 minuti, tuttavia in questo breve arco di tempo ben 3 camion pesanti (da 12 tonnellate di portata) sono entrati nella cava e 1 ne è uscito. Il camion in uscita era carico di materiale ed infatti è stato pesato prima di uscire. Sottolineiamo che il ritmo di 1 camion pesante ogni 3.5 minuti è spaventoso ed insostenibile per l’intera viabilità della zona. Per le canoniche 8 ore lavorative significherebbe 137 camion ogni giorno in circolazione.
Ritmi che, con attività estrattiva ancora lontana dall'essere a regime, confermano esattamente quanto stimato nello studio del traffico sostenuto dalle amministrazioni comunali in Provincia ormai quasi 4 anni fa. Nessun funzionario della Provincia ha nulla da dire in merito? Immaginiamo di no.

Tutto questo senza uno studio VIA grazie alla decisione di Regione e Provincia di non avvalersene e senza che la questione viabilità almeno per l’ingresso alla cava sia stata risolta.

giovedì 24 settembre 2009

Inquinameento a Pontevico


Dal Bresciaoggi di ieri un'altra storia di "straordinario" inquinamento nella Provincia di Brescia.

sabato 19 settembre 2009

Fotocronaca di una cava









Dopo esserci dotati di strumentazione idonea possimo finalmente (come promesso) offrire ai nostri lettori testimonianza dello stato di avanzamento dei lavori della "nostra" cava Mercurio/Bonfadina.

Per il contenuto delle immagini la visione è sconsigliata alle persone facilmente impressionabili!!

mercoledì 16 settembre 2009

PLIS Macogna

Dal Giornale di Brescia del 15/09/09


Dal Bresciaoggi del 15/09/09


Sui quotidiani locali di ieri ancora la Macogna al centro dell'attenzione.

martedì 15 settembre 2009

Visite Blog


Continuano le visite "eccellenti" al nostro blog, ormai sempre più istituzionale.

giovedì 10 settembre 2009

Possibli nuove discariche per il bresciano



Dal Bresciaoggi di ieri nuovi pericoli di discariche nella Provincia bresciana a Castegnato e Clavagese.

mercoledì 9 settembre 2009

PLIS Macogna


Sul Bresciaoggi di ieri ancora un articolo per il PLIS della Macogna.

martedì 8 settembre 2009

Santuario di Caravaggio contro la cava


Proponiamo l'articolo apparso oggi sul quotidiano l'Eco di Bergamo, nel quale si riferisce della mobilitazione della della diocesi bergamasca contro la possible individuazione di una nuova cava in prossimità del Santuario di Caravaggio.

domenica 6 settembre 2009

Acccesso cava da via Bonfadina



Mercoledì 2 Settembre 2009 il TAR di Brescia ha emesso prima parziale sentenza relativamente al ricorso presentato dal cavatore, Bettoni spa, contro la diffida emessa dal Comune di Cazzago SM, che intendeva impedire l'uscita dei mezzi da cava (anche solo momentaneamente) su via Bonfadina.
In particolare, come si legge nella sentenza il comune di Cazzago S.M. aveva diffidato il cavatore ad utilizzare via Frusca, strada comunale che collega l'ingresso nord-est dell'ambito estrattivo direttamente a via Bofadina (per alcuen foto vedasi post del 29 giugno 2009).
Nella sentenza Il TAR, questioni di fumus a parte, rimanda ogni decisione al 16/12.

martedì 1 settembre 2009

Botticino: incidente in cava

Il quotidinao Bresciaoggi (www.bresciaoggi.it) riferisce di un altro incidente nelle cave bresciane.

"Schiacciato dalla lastra: ferito ma vivo
BOTTICINO. Tragedia sfiorata ieri mattina in cava. I vigili del fuoco hanno liberato dalla cabina del camion, deformata dal masso, Cristian Cristini, 32 anni di Rezzato
Trasportato in elicottero al Civile di Brescia sta bene. Asl e carabinieri ricostruiscono la dinamica
01/09/2009
Tragedia sfiorata in una cava di Botticino, ieri mattina alle otto. In via Dei Marmi, un camionista di Rezzato, che percorreva sul camion una ripida strada sterrata, è rimasto schiacciato da una lastra di marmo pesante 90 quintali. E' uscito vivo dalla cabina contorta.
Cristian Cristini, camionista di 32 anni di Rezzato, è il «miracolato». A fatica una squadra dei vigili del fuoco lo ha estratto dalla cabina: era solo contuso alle gambe e al torace. Impaurito ma vivo, è stato fatto salire sull'eliambulanza inviata dal «118», che lo ha trasportato al Civile di Brescia per accertamenti.
SOCCORSI non facili per i pompieri, che hanno dovuto utilizzare uno speciale cuscino gonfiabile, per tenere sollevata la cabina ed evitare che il pesante manufatto la facesse sprofondare nel terreno. Tutto si è risolto bene, nell'arco di un'ora, ma si è trepidato per la sorte di Cristian Cristini.
PER RICOSTRUIRE la dinamica dell'infortunio sul lavoro sono intervenuti i tecnici dell'Asl di Castenedolo e i carabinieri di Rezzato.
Si è accertato che l'autocarro, dopo aver caricato due lastre di marmo estratto dalla cava, ognuna del peso di 90 quintali, ha iniziato a percorrere la discesa. All'improvviso i «fermi» hanno ceduto e una lastra si è sbilanciata, spostandosi in avanti e schiacciando (solo in parte) la cabina di guida. Il camionista non ha fatto in tempo ad abbandonare l'abitacolo. E' rimasto imprigionato, rischiando che la seconda lastra si appioggiasse sulla prima, uccidendolo. Immobile ha atteso l'arrivo dei pompieri...come nei film d'azione.
Franco Mondini"

lunedì 31 agosto 2009

Lavori cava


Proponiamo l'articolo apparso sul quotidiano Giornale di Brescia il 15 Agosto 2009, nel quale si riferisce, a seguito della segnalazione del nostro comitato, l'inizio dell'attività estrattiva per l'ATEg09 Mercurio-Bonfadina.
Nei prossimi giorni contiamo di dare testimonianza attraverso alcune immagini dello stato di avanzamento dei lavori. Dal 7 Agosto infatti, data nella quale le ruspe hanno iniziato ad operare, la frenetica attività di escavazione e movimento terra non si è mai interrotta.