
martedì 27 maggio 2008
martedì 20 maggio 2008
L'assessore Mattinzoli vuol farci vedere la luna nel pozzo!


Pubblichiamo la risposta dell'Assessore priovinciale con competenza alle attività estrattive dott. Enrico Mattinzoli all'interrogazione ufficiale inoltrata da alcuni consiglieri provinciali di minoranza in merito al perchè la Provincia decida di ricorrere al Consiglio di Stato contro l'ordinanza di sospensiva che il TAR di Brescia ha imposto sull'ATEg09 della Bonfadina per la mancata Valutazione di Impatto Ambientale. Preghiamo i cittadini di leggere questa risposta dell'Assessore Mattinzoli: è allucinante.
Il tentativo di dribblare con tecnicismi la vera sostanza della domanda è davvero inaccettabile: il caro assessore deve capire che un tribunale ha dato una valutazione dei fatti e ha concluso che interpretare la sommatoria delle aree dell'ambito in maniera tale da rimanere sotto la soglia dei 20 ettari per non dover effettuare la V.I.A. è cosa irregolare proprio perchè sconfessa il principio fondante della normativa. Ritagliare l'ambito in tanti sottoambiti ciascuno inferiore ai 20 ettari per eludere le prescrizioni normative è inconcepibile perchè la V.I.A. serve appunto per capire se un ambito estrattivo può essere compatibile e con che prescrizioni con l'ambiente circostante in cui è stato collocato.
Il dato di fatto è che a fronte di una sospensiva imposta dal TAR prima la Provincia e poi la Regione (lamentando quest'ultima addirittura i danni che i comuni starebbero arrecando al privato!!!) ricorrono contro i comuni stessi.
Una sola parola: basta! Siamo schifati da tutto questo. E lotteremo come abbiamo fatto fino ad ora per l'affermazione della rigorosa applicazione delle normative. Il D.P.R. 12.04.96 impone l'obbligatorietà della V.I.A. per ambiti estrattivi oltre i 20 ettari e la Bonfadina è di 35.1 ettari!
venerdì 16 maggio 2008
Piano cave Bergamo
lunedì 12 maggio 2008
venerdì 9 maggio 2008
Bresciaoggi del 27 Novembre 2005
Cava Bonfadina : nulla di fatto
Domenica 27 Novembre 2005
Nulla di fatto dalla conferenza di servizi sulla cava Bonfadina, il Broletto vuole prendere tempo. Si discute lo studio sul traffico indotto chiesto dal fronte del no
Un nulla di fatto e l’apertura di un nuovo fronte polemico, per la mancata ammissione all’incontro del presidente del Comitato anti cava. Non sono stati esattamente brillanti i risultati della conferenza dei servizi sulla «Bonfadina». Il faccia a faccia organizzato dalla Provincia si è svolto venerdì, e doveva esaminare i problemi (in particolare l’incremento del traffico) che deriverebbero dall’apertura della cava sui territori di Rovato e Cazzago. Ma si è concluso con un rinvio e, dicevamo, con un incidente diplomatico: Angelo Bergomi è rimasto fuori dalla porta. Così Giuseppe Foresti, sindaco di Cazzago, nel confermare la contrarietà all’operazione della sua amministrazione e di quella rovatese, ha potuto solo agitare lo spauracchio del già minacciato ricorso al Tar. «Con Rovato abbiamo chiesto di esaminare in un contraddittorio i dati dello studio sulla viabilità di Bergomi e quelli della ditta che aprirebbe lo scavo - ha poi aggiunto -: la Provincia ha accolto la richiesta, ma non abbiamo anche invitato gli amministratori del Broletto a valutare che effetti potrà avere la nuova rotonda proposta sulla strada del Lodetto». L’incidente diplomatico? Lo stop imposto al Comitato anti cava di Rovato, che voleva partecipare alla riunione con un rappresentante (nella veste di uditore), non è piaciuto. «Non riusciamo a capire le regole di forma che sono state accampate - ha commentato Angelo Bergomi - per impedire le presenza di esterni, dato che a conferenze analoghe, come per l’inceneritore di Rovato, Legambiente aveva potuto assistere con un proprio legale». Il comitato ha comunque raggiunto un risultato importante: come spiegato ancora dal sindaco di Cazzago, Provincia e cavatore hanno dovuto prendere in considerazione lo studio redatto; «uno studio del traffico assolutamente tecnico - ha precisato Bergomi - con monitoraggi del traffico attuale e realistiche stime dei flussi futuri; il tutto basato sul monitoraggio delle attività estrattive gestite dalla medesima ditta a Castegnato». E il rinvio? «La Provincia si è riservata il tempo necessario per approfondire lo studio e per fare le necessarie valutazioni; anche se ci risulta che il cavatore abbia voluto puntualizzare il suo risentimento perchè, con questa operazione, lo stesso comitato aveva voluto mettere in dubbio la professionalità dei professionisti da lui pagati per redigere uno studio sulla viabilità della zona». Per finire, Bergomi annuncia anche eventuali iniziative legali per ottenere la valutazione di impatto ambientale: «La superficie estrattiva della Bonfadina è di 43 ettari, e siamo quindi molto al di là del limite di 20 ettari al di sopra del quale la procedura "via" diventa obbligatoria». g.c.c.
giovedì 8 maggio 2008
Giornale di Brescia Aprile 2004
aprile 2004 - "Il Giornale di Brescia" - Economia e Finanza
Il Piano cave non piace ai cavatori storici. Gabana allineato con AIB
Brescia - Il Piano cave non piace ai cavatori storici: non piacciono gli allargamenti e non piacciono neppure i nuovi poli estrattivi non programmati. A pronunciarsi è Marcello Gabana, ex presidente in Aib degli imprenditori dell'industria estrattiva ed edile, ora in consiglio di settore dopo due mandati al vertice, che è intervenuto ieri a margine della presentazione del bilancio Bai di cui è consigliere.Marcello Gabana dice che dopo aver partecipato alla stesura della legge regionale che regolamenta le attività di cava e dopo la revisione del documento elaborato, il piano è stato stravolto e che a questo punto sarebbe meglio attendere la conclusione della scadenza elettorale e, a bocce ferme, riaprire la discussione e giungere ad una soluzione diversa.Gli industriali sostanzialmente avevano sollecitato una revisione chiedendo un censimento delle aree disponibili, invitando ad andare a vedere quali fossero le necessità delle aziende operanti nel settore, a definire i volumi massimi di escavazione e ad andare a creare le assegnazioni "affidando i quantitativi da scavare - dice Gabana - a chi li utilizza realmente".Gabana porta i numeri del piano: assegnazione di 68 milioni di metri cubi "ma - dice - dei quali se ne cavano solamente 40 e questo già dice che qualcosa non funziona, che c'è chi chiede, ma o non cava o non riesce a cavare per ragioni diverse. Si tratta insomma - aggiunge Gabana - di tener conto delle aziende esistenti, di ricollocare chi ha finito la disponibilità delle aree e di controllare che le cave siano sfruttate fino in fondo".Il piano era stato licenziato dalla Provincia, era quindi passato in Regione per gli emendamenti ed ora è in attesa di tornare in consiglio "ma - aggiunge Marcello Gabana - con l'effetto che tutti sono contro tutti, i piccoli Comuni in opposizione alla Regione, gli imprenditori scontenti, le decisioni della Provincia riviste".Il problema interessa a Brescia 54 poli estrattivi che cavano 50 milioni di metri cubi. Un metro cubo di ghiaia costa tra 12 e 15 euro. (c.f.)
mercoledì 7 maggio 2008
Consiglio comunale Rovato 11 Febbraio 2004
A tal proposito ci sembra opportuno ricordare le diverse parole espresse dal gruppo di Forza Italia di Rovato nel consiglio comunale dell'11 Febbraio 2004. L'argomento di discussione all'ordine del giorno era la votazione di una mozione di contrarietà all'autorizzazione dell'escavazione nel territorio di Rovato dell ATE9.
Dalla seduta consigliare del comune di Rovato dell'11 Febbraio 2004:
Consigliere Bellini: “Allora, quello che andrò a leggere è la posizione ufficiale di Forza Italia: il pronunciamento amletico cava sì cava no, nella località Bonfadina, anche se non vincolante, doveva essere espresso dalla Giunta Comunale come ha fatto con le osservazioni al riguardo, la questione portata in Consiglio Comunale sicuramente viene ad avere una risonanza diversa, ed obbliga gli schieramenti politici ad assumere in merito una posizione palese.
Noi come gruppo di Forza Italia, all’opposizione in questo Consiglio, non siamo preconcettualmente o aprioristicamente contrari alla cava, ipocritamente come sta succedendo, chiamati a decidere, la presunzione ci porterebbe a chiedere che vicino alle nostre case non ci possa essere altro che boschi, parchi o giardini, desiderio di pura utopia, nel contesto in cui vive la nostra società, dove il benessere, l’economia e la ricchezza vengono prodotte esclusivamente dal lavoro nella nostra terra, ed il lavoro ha le sue esigenze.
Rispettare il territorio è un dovere di civiltà, ma è altrettanto doveroso rispettare il lavoro, perché senza le sue evoluzioni e trasformazioni saremmo ancora all’età della pietra; trovare degli equilibri che possano soddisfare tutte le esigenze, è cosa quasi impossibile, a parere nostro, e comunque assodato che quando si è obbligati a prendere una qualsiasi decisione, si finisce sempre per accontentare qualcuno e scontentarne altri, ma questa è una risultanza fisiologica.
Tornando ad una ipotetica cava in località Bonfadina, il proprietario di un’area essendo cavatore, formula precise richieste a due diverse amministrazioni Provinciali; la prima politicamente a noi lontana, approva in linea di massima il progetto, che è sostanzialmente e dimensionalmente come quello prospettato oggi dalla Regione, ma non riesce a portare a termine l’iter per mancanza di tempo, o quant’altro.
Insediata la Seconda amministrazione Provinciale, a noi vicina, porta a termine il Piano cave provinciali entro i termini previsti, la cubatura estrattiva dell’atte zero 9 che è l’ambito che ci riguarda, è stata ridotta a 400.000 metri cubi, molto meno della metà del progetto iniziale, motivo della riduzione perché il Comune di Cazzago San Martino, avendo prodotto delle osservazioni in tempo utile, accettate dalla Provincia, ha stralciato la parte di ambito estrattivo di Cazzago.
Per quanto riguarda Rovato, la precedente amministrazione non produsse nessuna osservazione in tempo utile, ecco perché rimane l’ambito su Rovato; fermo restando la valenza di tutto questo, in quanto è prassi che per quanto riguarda la materia cave la decisione è sovra Comunale, quindi i Comuni possono esprimere solo un parere, la Provincia propone un Piano di indirizzo, ma è la Regione che legittimamente decide che cosa fare.
Nell’assemblea pubblica del 5 febbraio, a Foro Boario, organizzata dal Comitato anti cava, è stato detto con realismo da due esponenti politicamente a noi lontani, che è pura ipocrisia pensare che sia economicamente vantaggioso realizzare una cava di soli 400.000 metri cubi, ed è altrettanto ipocrita che in quella sede ha detto di volersi adoperare perché la quantità estrattiva rimanga questa, se cava deve essere, il progetto Regionale è più idoneo, e a supporto di questa ipotesi produciamo un’integrazione tecnica che spiega come deve essere concepito un ambito estrattivo.
È opportuno soffermarsi a considerare che l’apertura di un nuovo ambito estrattivo, al fine di poter essere considerato un intervento sostenibile, per il territorio deve avere la potenzialità per produrre i risultati per i quali la risorsa estrattiva è stata individuata, ovvero, i costi di installazione degli impianti devono essere proporzionali al ricavo derivante dell’escavazione del materiale, nonché devono anche provvedere a garantire le risorse economiche adeguate all’esecuzione di un recupero del territorio.
Sarebbe pertanto contrario al principio del corretto sfruttamento del giacimento e della salvaguardia dell’ambiente, la previsione di una nuova area estrattiva, con limitata risorsa estraibile, estraibili; questo ragionamento a noi sembra sensato, facendo poi di necessità virtù, bisognerà pensare poi come gestire l’ambito dal lato economico, dal lato dell’impatto ambientale, e dal lato del recupero territoriale, queste sono le priorità reali, che dovranno essere affrontate dall’amministrazione.
Nella parte finale del verbale di deliberazione della Giunta Comunale del 12/01/2004, si dice: informiamo la Commissione Regionale che è ferma intenzione del Comune di Rovato adottare ogni iniziativa giudiziaria e politica per contrastare l’atte 09, se questo è riferito alla Regione è legittimo, fosse anche riferito al privato dopo il nulla osta, avremmo anche delle perplessità.
L’equazione cava discarica, la tutela dell’ambiente, il rispetto del territorio, l’inquinamento, che mondo mai lasceremo ai nostri figli, sono questioni fondamentali che vanno affrontate senza ipocrisia e senza dogmi, è sbagliato pensare che in questa questione noi si voglia distruggere il territorio, e voi come San Giorgio contro il drago, vogliate salvare, in democrazia le scelte di chi legittimamente governa, dovrebbero quanto meno essere rispettate, se non condivise.
La Franciacorta Rovato, capitale della Franciacorta: trent’anni fa nessuno utilizzava questi termini, fermo restando nei secoli antichi la storia della Franciacorta e della sua capitale Rovato, ma tutto cadde nell’oblio e il prestigio finì, non so dirvi quanto e non so dir perché, quello che so è che nei favolosi anni Sessanta, due pionieri locali crearono il famoso spumante della Franciacorta, fu un successo che diede una svolta fondamentale a tutta l’economia della zona, a nord della Statale 11 c’era poco più che miseria, allora non c’era irrigazione e l’economia era prevalentemente agricola, sulle ali dell’entusiasmo, anche economico, tracciato dai due signori, arrivarono poi investitori, imprenditori, e industriali, che investirono in vini e cantine, industrie e strutture varie, e centri commerciali, creando lavoro, ricchezza e facendo della Franciacorta la bella realtà di oggi, che non è la conseguenza logica di questi tutori ad oltranza del non toccare niente, della conservazione a tutti i costi, della contrarietà agli investimenti produttivi, ma della trasformazione e dell’imprenditorialità, usando buon senso e buon gusto.
Oggi in Franciacorta convivono realtà economiche diverse, seppur con i dovuto distinguo, come cantine, vigneti, centri commerciali, discariche, termo generatori, discoteche, agriturismo, e nessuno di noi rinuncia al proprio benessere, che trae direttamente o no da queste realtà, se non con l’ipocrisia, sapendo che anche gli uomini non sono così cattivi come politicamente a volte si è costretti a dipingerli, noi aspetteremo la decisione Regionale in merito alla cava, senza paventare orizzonti funesti o sciagure immani, sicuri che i nostri figli vivranno in un futuro migliore, come noi stiamo vivendo in un discreto presente, come i nostri nonni vissero un duro passato.
Crediamo altresì nell’intelligenza dell’uomo, e confidiamo che nelle generazioni future, e scusate l’ironia, ma siamo serenamente convinti che il mondo attuale essendo in salute, in barba ai gufi catastrofisti, vivrà ancora per i prossimi millenni, vi ringrazio per l’attenzione.”
Consigliere Gussago Giuseppe: “A margine della risoluzione che verrà decisa, e speriamo sia univoca, dalle minoranze Consiliari, non è cosa oziosa portare all’attenzione del Consiglio Comunale alcune considerazioni, che supportano non solo tale soluzione, ma che vanno anche al di là di esse, e comunque ad esse si possono ritenere collegate.
Senza la pretesa di fare l’avvocato d’ufficio di nessuno, non si può innanzitutto non rilevare come l’attuale amministrazione Provinciale sia stata esposta ingiustamente al pubblico ludibrio da una campagna scandalistica, che l’ha dipinta come animata da insani desideri di bucherellare il territorio Provinciale, con una moltitudine di cave di sabbia, che si trasformerebbero col tempo inevitabilmente in discariche di materiale pericolosi, si dice.
Questa impostazione è tutta preoccupata non solo di fare dello strumentalismo in vista di importanti scadenze elettorali, ma anche di santificare se stessa, come se coloro che ne sono stati artefici non avessero mai avuto in mano la responsabilità di gestire, di indirizzare, di condizionare enormi interessi pubblici e privati, quali e quali esistenti a Brescia, in Provincia di Brescia.
Proprio la vecchia Giunta di Centro Sinistra di (parola non udibile) avrebbe scelto proprio la nostra zona per aprire una grossa cava estrattiva, di coda la Giunta Provinciale successiva, di Centro Destra, ha poi scelto di ridurre la metro cubatura di estrazione; come è noto, la Regione Lombardia, è di altro parere, ma questo è un fatto ordinario, di dialettica istituzionale, in una Regione dove ricordiamo che non esistono cinghie ideologiche di trasmissione, e dove non esistono uomini migliori di tutti gli altri, come si voleva fare credere in un tempo passato.
Alla fine la Regione Lombardia non ha fatto altro, se vogliamo andare a guardare bene, non ha fatto altro che appiattirsi sull’indirizzo che la Giunta Lepidi aveva preso, e che la Giunta stessa Lepidi non ha mai avuto il tempo di realizzare, in quanto aveva nel frattempo perso le elezioni.
È davvero curioso che gruppi che sorgevano nella Giunta Lepidi ora si siano scoperti grandi nemici delle cave, tanto da imbastire una crociata su tutto il territorio Provinciale, non solo a Rovato; purtroppo le cave diventano indispensabili, specie quando, come è successo a Rovato, con questa Giunta, si sono trovate grande lottizzazioni per le quali servono, alla fine, anche i materiali di costruzione, che vengono attinti proprio dalle cave, ora senza essere sostenitori né delle cave, né tanto meno delle grandi lottizzazioni, non si può fare a meno di osservare le contraddizioni di un’amministrazione come questa, andiamo a guardare: da una parte ci si collega a presa diretta all’attuale politica ulivista Provinciale, da un’altra parte ci si dimentica delle direttive della Giunta Lepidi sulle cave, da un’altra parte ancora si fanno appelli alle minoranze consiliari perché ci si batta contro le cave, come è successo nell’ultimo Consiglio Comunale, dove tra l’altro si era ventilato un Consiglio Comunale aperto, e se non sbaglio, è dove invece si sta svolgendo un dibattito di (parola non udibile) tante caratteristiche.
Da un’altra parte ancora, si va a braccetto della Cogeme, quella stessa che vuole aprire altre discariche su Rovato, o in vicinanza di Rovato; ora, non è possibile che il Centro Destra faccia in queste condizioni da tappa buchi a queste plateali contraddizioni, che puntano tutto sulla disinformazione dell’elettorato e sulla mistificazione della realtà, anzi, nel momento sul nostro partito e per tutto il Centro Destra di mettere sul piatto della bilancia tutte quelle questioni risolte non affrontate, rinviate, lasciate a decantare in campo ambientale, voci come termo distruttore, voci come depuratore consortile, questioni più importanti, ben più importanti di una cava alla quale è sicuramente preferibile una bella campagna verde, e a cui posso concordare con la Sinistra, ma posso concordare almeno finché non ci si prospettino altre situazioni meno idilliache e infine molto più inquinanti per la residua campagna rovatese come quella delle mega porcilaie, che potrebbero sorgere al posto della tanto vituperata cava, facendoci cos’ ricascare dalla padella alla brace, e giungendo a un rimedio bene peggiore della malattia! Grazie.”
martedì 6 maggio 2008
Piano cave Provincia di Bergamo
L'intervento risulta illuminante come dimostrazione delle logiche adottate dalla Regione Lombardia per il rilascio delle autorizzazioni alle escavazioni.
Sgombriamo il campo da un equivoco: nulla di personale nei confronti dell’Assessore Pagnoncelli.Questo piano cave nasce influenzato da un grande conflitto di interessi? Sono in molti a domandarselo: politici della sua e della mia parte, imprenditori e amministratori comunali. L’Assessore Pagnoncelli non ha fatto nulla per fugare i dubbi. Non ha fatto nulla neppure il Presidente Formigoni, che si candida da Statista, senza aver prima risolto neppure alcuni piccoli problemi in Lombardia: come quello di dare a Bergamo un Piano Cave equilibrato e trasparente.E’ bene cercare di farlo ora, ricapitolando le mie obiezioni e cercando di trovare qui, in quest’aula, le giuste risposte.La famiglia dell’Assessore è in società con il gruppo Locatelli. Oggi nella SPILO, società che vede nella sua compagine proprietaria sia la famiglia Locatelli che la SPI della famiglia Pagnoncelli.La SPI è posseduta al 22,5% dal fratello Edo che è anche amministratore unico e al 77,5% dalla sorella. Che non detiene alcuna carica. Un investimento singolare, quello dell’acquisto del 77,5% delle quote di una Srl con un piccolo capitale sociale e senza la volontà di assumerne anche la gestione.In questa società, invece, l’Assessore Pagnoncelli è Procuratore speciale e Direttore Tecnico.Presidente Formigoni, se lei fosse in aula le chiederei se ha chiesto a Marco Pagnoncelli di mostrarle il contenuto della Procura speciale.Fatto sta che il Gruppo Locatelli che nel passato aveva avuto altre collaborazioni societarie con la famiglia Pagnoncelli (in Bergamo Pulita e in Verdelido) è tra le società maggiormente coinvolte in questo Piano Cave.Ma l’Assessore dichiara, testualmente, che si tratta di “rapporti antichi e ormai chiusi da tanti anni. Da tempo non intrattengo più rapporti economici con la Locatelli proprio per evitare che si creassero conflitti di interesse. Le accuse dei Verdi sono infondate perchè non trovano alcuna rispondenza nei fatti”. [L’Eco di Bergamo del 27 novembre 2007] e ancora “I rapporti d’affari sono stati con la mia famiglia, non con me. E comunque in un periodo in cui non ero ancora Assessore. Da anni non c’è più nessun legame”. [Il Corriere della Sera del 27 novembre 2007].Se le dichiarazioni non sono state smentite (e non mi risulta) l’Assessore sembra essere caduto almeno due volte in contraddizione:- La prima quando dichiara che i rapporti sono stati solo con la sua famiglia. Sul mio blog, Presidente Formigoni, può notare un articolo di poche righe, corredato dall’immagine di un cartello di cantiere che recita:a) Committente: Priorato di S. Egidio di Fontanellab) Impresa di costruzioni: Impresa Locatelli Spac) Direttore dei lavori: Arch. Pagnoncelli MarcoPuò trattarsi di omonimia in entrambi i casi. Andrebbe chiarito in quest’aula perchè è importante per noi consiglieri sapere se l’Assessore ha mentito. E’ importante saperlo prima di valutare il voto in tanto in Aula quanto in Commissione- la seconda quando dichiara che i rapporti sono stati con la sua famiglia e comunque in un periodo in cui non era ancora assessore. Quel “COMUNQUE” abbiamo visto che non è vero. La Spilo è stata costituita nel 2006, il 25 gennaio per la precisione. Il 4 ottobre del 2007 la SPI ha ceduta una piccola quota della SPILO a un manager del gruppo Locatelli, rimanendo però in società al 39,24% e confermando, mi pare evidente, la volontà di proseguire i rapporti di affari anche ora. Non credo d’essermi perso le dimissioni dell’Assessore nel frattempo…Veniamo al Piano Cave.Tralascio per il momento le modifiche apportate in sede di Giunta Regionale. Modifiche che hanno comportato un aumento di 5 milioni e 375 mila metri cubi solo nel settore della sabbia e ghiaia.La Commissione è intervenuta in 39 ambiti su 78. Con difetto di motivazione – a nostro avviso - per la maggior parte di questi. Soprattutto laddove va ad aggiungere ATE o volumi, magari proprio in quegli ambiti già vagliati dagli organi tecnici della Provincia di Bergamo e della Giunta Regionale e da Provincia di Bergamo e Giunta Regionale approvati con le rispettive delibere.Nondimeno la Giunta Regionale e la Commissione Ambiente hanno disconosciuto la Direttiva VAS 2001/42/CE che prevede la Valutazione Ambientale Strategica per tutti i Piani Cave a partire dal 21 luglio 2004: un anno prima dell’approvazione in Giunta e – ahimè – 4 anni prima (???? Forse….) dell’approvazione in Consiglio (che, ovviamente, ne stiamo discutendo, non è ancora avvenuta).A proposito del Piano rielaborato dalla Commissione VI, la Provincia ha dichiarato:“E’ carente delle specifiche tecniche necessarie per una sua valutazione complessiva ed esaustiva; ne consegue l’impossibilità, in molti casi, di localizzare le superfici di ampliamento, le riserve residue stimate, e di verificare la corrispondenza tra superfici assegnate e volumi attribuiti”“presenta incongruenze di carattere tecnico (…) che renderebbero di difficile applicazione/gestione il piano stesso”“La commissione non esplicita nuove e coerenti motivazioni a sostegno delle scelte proposte, che appaiono in molti casi immotivate e talvolta anche in contrasto tra di loro”“Non sono in alcun modo motivati né l’incremento dei volumi (produzione decennale) né l’incremento delle riserve residue, che risultano in contrasto con le previsioni di Piano”“In particolare l’incremento delle riserve residue contrasta fortemente con il criterio di mandare a recupero un certo numero di cave”“Alcune modifiche introdotte dalla VI Commissione, quali il raddoppio dei volumi attribuiti ad un singolo ambito o l’introduzione di nuovi ambiti determinano squilibri tra gli operatori del settore che non sono assolutamente giustificabili”“Non è motivata l’introduzione di deroghe a quanto previsto dalla pianificazione dei Parchi Regionali, in modo particolare quando la stessa contrasta con la volontà e gli accordi vigenti tra gli Enti Locali interessati”“Un’ulteriore incongruenza è rappresentata dalla attribuzione di uno specifico volume ad una determinata superficie in un ambito dove sono presenti più operatori” (La normativa prevede che il volume sia attribuito all’ATE e non a parti dello stesso)La Provincia evidenzia inoltre che per ogni cava di monte era stata inserita la necessità di “predisporre un dettagliato studio di fattibilità finalizzato alla coltivazione in sotterraneo dei volumi previsti”. Senza giustificazione la Commissione ha eliminato tale prescrizione da due cave, mantenendola per altre cinque.Voglio portarvi solo due esempi esplicativi delle modalità e delle procedure attuate per questo Piano Cave in Commissione Ambiente:- ATE G31 Medolago Calusco D’Adda e Solza: la Commissione decide di stralciare parti fondamentali contenute nell’accordo di Programma sottoscritto dalla Regione stessa, dagli Enti Locali e dai cavatori nel 1999- ATE C5 Nembro: Il cavatore chiede un ampliamento volumetrico e di superficie. La Giunta Regionale conferma volumi e riserve deliberate nel Piano Provinciale. La Commissione senza alcuna motivazione concede sia l’aumento volumetrico (da 800.000 mc a 1.400.000) sia delle riserve (da 1.200.000 a 1.600.000).Oggi ci troviamo quindi a decidere di un Piano Cave che non rispetta le direttive europee, la Legge Regionale e le successive (e neanche poi così recenti) sentenze del TAR e che non rispetta, lasciatemelo ricordare, la trasparenza dovuta e la chiarezza necessaria in merito al possibile conflitto di interesse in capo all’Assessore Pagnoncelli.Abbiamo due strade davanti: rimandarlo in Commissione per un riesame approfondito della fondatezza e della presenza di sufficienti motivazioni nella modifica di 39 ATE oppure rimandarlo in Commissione per approvare in tempi assai brevi il Piano Cave così come fu elaborato dalla Provincia di Bergamo, e rispondente ai criteri dettati dalla Giunta Regionale (parole di Giunta… non mie).Il Piano Provinciale è forse l’unico “legittimato” (con una forzatura che non mi piace) a non rispettare la direttiva europea sulla VAS poiché approvato 4 mesi prima del 21 luglio.Nascerebbe vecchio e con molti difetti? Può essere. Per questa ragione questo Consiglio Regionale dovrebbe quanto prima mettere mano e approvare una nuova normativa in materia.Quello che non possiamo fare è far finta di nulla: far finta che la Commissione abbia agito con giudizio e competenza (che non poteva avere), che l’Assessore Pagnoncelli – in assenza di chiarimenti – sia privo di qualsivoglia conflitto di interesse, che le direttive, le leggi e le sentenze sono state rispettate, che i principi di imparzialità, di motivazione e di sostenibilità siano stati accolti.
martedì 29 aprile 2008
Interrogazione in Consiglio Provinciale

Riportiamo in allegato una interpellanza che è stata presentata in Consiglio Provinciale. Alcuni consiglieri provinciali hanno ritenuto di interrogare il Presidente Cavalli sulle ragioni che hanno spinto la Provincia di Brescia a ricorrere in Consiglio di Stato contro l'ordinanza del TAR che ha sospeso i lavori nell'ATEg09.
Rimaniamo in attesa delle risposte che, qualora ci pervenissero, provvederemo a pubblicare.
Consiglio comunale di Rovato
La questione della nostra cava ha trovato ancora una volta spazio tra gli argomenti dibattuti dai consiglieri di maggioranza ed opposizione.
In particolare il consigliere Giacomo Fogliata, unico esponente della minoranza Rovato delle Libertà a prendere la parola, ha affermato la propria totale contrarietà all'apertura di nuove cave e discariche sul territorio di Rovato.
Un'affermazione forte e che dal nostro punto di vista ci permette di sospirare "finalmente".
Ricordiamo infatti che nel lungo iter che ha accompagnato l'approvazione della cava l'ex consigliere comunale Giuseppe Gussago aveva a nome del partito politico di Forza Italia (lo stesso di cui anche G. Fogliata è espressione), di fronte al consiglio comunale che chiedeva una votazione unanime di contrarietà all'autorizzazione dell'ATEg09 in località Mercurio-Bonfadina, espresso un parere favorevole all'apertura dell'escavazione millantando la prospettiva di nuove opportunità occupazionali per il comune (propsettiva smentita nei numeri riportati con il post del 15 Aprile 2008.
http://comitatoanticavarovato.blogspot.com/2008/04/sindacati-in-comune-per-la-bettoni-spa.html
Inviamo quindi agli esponenti delle compagine politica Rovato delle Libertà un appello affinchè nelle sedi istituzionali di Provincia di Brescia e Regione Lombadia (amministrate da compagini politiche a loro vicini) si attivino per ottenere la cancellazione della cava Mercurio-Bonfadina (prima che sia troppo tardi) o quantomeno il rispetto delle regole violate (mancata concessione della VIA).
martedì 22 aprile 2008
Consiglio di Stato: rinvio al 10 Giugno 2008
L'udienza delle ore 9 si è conclusa con un rinvio al 10 giugno prossimo, giorno in cui verranno discussi in maniera unificata tutti i ricorsi. Di Regione, Provincia e Bettoni spa che chiedono di annullare l'ordinanza del TAR che ha concesso la sospensiva in primo grado obbligando alla V.I.A..
Il ricorso dei comuni di Rovato e Cazzago S.M. contro l'ordinanza del TAR che non ha concesso la sospensiva sull'intero Piano Cave della Provincia di Brescia.
Chiunque volesse informazioni ci scriva pure senza problemi.
Consiglio di Stato: udienza oggi
Contestualmente verrà valutato il ricorso dei comuni di Rovato e Cazzago S.M. che chiedono la sospensiva sull'intero piano cave per una concessione esagerata dei volumi.
Forniremo, come sempre, gli esiti di questa udienza.
Ci permettiamo di rimarcare l'incomprensibile accanimento di Regione e Provincia sui comuni di Rovato e Cazzago S.M.: dopo una ordinanza del TAR questi enti decidono comunque di far affrontare le spese di giudizio ai comuni pur di permettere al privato di cominciare con un'attività che per i nostri comuni sarebbe devastante.
Vedremo che succede.
venerdì 18 aprile 2008
Ci scrivono anche da Monza!
Caro sig. Bergomi. Sono Claudio di Lazzate in Prov. di Monza, le scrivo perchè girovagando qua e la per internet, ho trovato il Vostro Blog relativo alla discarica. Ciò che mi incuriosisce e che mi fa arabbiare e il fatto che del vostro caso lessi a suo tempo sul Giorno, e oltre a questo leggo anche il Corriere della Sera, bene, fatto salvo la pubblicazione sul primo, poi basta di Voi non si seppe più nulla, ora mi auguro che la vostra mobilitazione abbia portato a risultati positivi, ma la strana impressione che qualcuno in alto abbia voluto mettere la cosa a .... dormire a livello giornalistico mi resta. La ringrazio se vorrà rispondere alla presente, e meglio se con notizie positive, colgo infine l' occasione di augurarvi " in bocca al lupo" a tutti e salutarvi caramente. Claudio
Al signor Claudio tutto il nostro apprezzamento per aver seguito le nostre vicende. A lui come a tutti i cittadini che ci seguono diciamo che il TAR ha emesso un'ordinanza di sospensione dei lavori. Il privato, la Provincia di Brescia e la Regione Lombardia hanno promosso 3 ricorsi al Consiglio di Stato per chiedere la cancellazione di questa ordinanza. I Comuni resisteranno in Consiglio di Stato contro questi tentativi. In più i comuni hanno promosso anche un ricorso contro la mancata sospensiva sull'intero piano cave provinciale per le eccessive volumetrie concesse.
Riporteremo come sempre gli esiti dei giudizi.
A presto
giovedì 17 aprile 2008
Considerazioni
Oggi invece vogliamo proporre alcune considerazioni del comitato ripetto a tali avvenimenti.
Considerazione 1.
Leggendo il ricorso al Consiglio di Stato promosso dalla Regione Lombardia si può notare come l'ultima parte, quella relativa alle ripercussioni sulla Bettoni spa per la redazione della VIA, non costituisca altro che un preciso copia e incolla di quanto la stessa ditta cavatrice aveva scritto nel proprio ricorso al Consiglio di Stato.
A nostro avviso appare inaccettabile che un organismo istituzionale come la Regione Lombardia si faccia promotore di sensibilizzazione rispetto all'interesse di un'impresa privata, a danno della salute della collettività degli abitanti dei comuni di Rovato e Cazzago. Sul piatto della mancata VIA va messa infatti l'irrisolta questione viabilità, il peggioramento della qualità dell'aria nella zona indotta dal traffico arrecato dall'apertura della cava, il consumo mai più recuperabile di territorio d'inestimabile valore come quello della Franciacorta.
Considerazione 2.
Quanto avanzato dalla ditta cavatrice nel proprio ricorso al Consiglio di Stato costituisce un vero e proprio ricatto occupazionale. Infatti è stato indicato come il futuro dell'intera ditta Bettoni spa dipenda dall'apertura della cava Mercurio-Bonfadina.
Anche questo risulta a nostro avviso inaccettabile. Consultando il sito della stessa ditta è possibile osservare come le aree in cui essa opera sono diverse e non tutte riconducibili all'attività estrattiva. Inoltre suggeriamo la lettura di quanto pubblicato nell'ultimo post del 15 Aprile per avere l'indicazione dei quantitativi concessi a disposizione della ditta in altri ambiti estrattivi in provincia di Brescia.
Considerazione 3.
I ricorsi della ditta cavatrice, della Provincia di Brescia e della Regione Lombardia al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR di Brescia rappresenta un segnale forte e preciso. Meglio allungare, sperando di vincere, la battaglia legale piuttosto che piegarsi alla redazione della VIA. Tale avvenimento infatti da un lato costituirebbe un pericoloso precedente per gli altri ambiti estrattivi concessioni a livello regionale e provinciale, dall'altro aprirebbe uno squarcio inesorabile sulle mancate tutele per i cittadini nell'iter autorizzativo della cava.
martedì 15 aprile 2008
Sindacati in Comune per la Bettoni spa
"Nella mattinata di ieri (giovedì 10 Aprile, ndr) in comune è giunto un delegato sindacale CISL che ha portato a conoscenza di presunte difficoltà che 'la ditta Bettoni spa avrebbe per la non partenza dell'ambito estrattivo della Bonfadina, tanto da ipotizzare mobilità per alcuni dipendenti della stessa tra qualche mese.'
Al sindacalista è stato descritto lo stato dell'arte: ossia ci troviamo di fronte, come amministrazione comunale, a un'azienda che a tutti i costi ha puntato sull'apertura di un ambito estrattivo senza capire che le amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. avrebbero davvero ricorso per tutelare i propri diritti. E ora, di fronte a una chiara ordinanza di sospensiva del TAR di Brescia corre ai ripari.
E' stato chiarito che i milioni di metri cubi concessi alla ditta nel piano cave provinciale di Brescia 2005-2015 presso gli ambiti estrattivi di Castegnato (ATE10), Travagliato (ATE15), Montirone (ATE35) sono più del doppio della volumetria assegnata sull'ambito di Rovato-Cazzago S.M. (1.600.000 mc). La quale per inciso ha una durata decennale.
Come sia possibile ipotizzare mobilità per alcuni dipendenti tra 4-5 mesi qualcuno ce lo deve spiegare.
E' pacifico che è strumentale la posizione di chi paventa licenziamenti per un problema occupazionale che non esiste. La ditta ha volumetrie assegnate ed autorizzate per milioni e milioni di metri cubi in Provincia. I dipendenti non devono temere per alcun tipo di problema legato al loro posto di lavoro. Anzi, è nel loro interesse non essere utilizzati come ariete per raggiungere fini che non sono così nobili come il preservamento sacrosanto del posto di lavoro.
Inesattezze palesi sono poi state evidenziate nel colloquio per quanto riguarda la necessità della V.I.A. come imposto dal TAR di Brescia per un terreno che supera di quasi il doppio la soglia di legge dei 20 ettari. Inesattezze che derivavano da informazioni parziali fornite al sindacato che quindi non era a conoscenza di tutte le sfaccettature del problema.
Personalmente ritengo che ciascuno, noti i dati sopra riportati debba convenire che le difficoltà palesate dalla ditta sono assolutamente inesistenti. Tanto più che dal verbale di una delle tante conferenze dei servizi in Provincia risulta un documento presentato dall'amministrazione comunale di Rovato in cui si palesava la necessità di V.I.A. per quest'ambito, richiedendo al funzionario della Provincia di autotutelarsi chiedendo la V.I.A. alla Regione. E alla ditta venne chiesto di sottoscrivere un atto formale per riperimetrare l'ATE alla sola zona escavata facendo tornare agricole le aree che la ditta stessa non conteggiava tanto da poter dire di avere un progetto di gestione produttiva di 14 ettari inferiore alla soglia di legge per l'obbligatorietà della VIA. Atto mai sottoscritto.
Perchè? forse perchè la ditta Bettoni spa ha intenzione di escavare non solo i 14 ettari che dichiara ma proverà con le integrazioni al piano cave a chiedere un aumento di volumetria anche su quelle aree che ora dichiara di non toccare? Sfugge a questa ditta che urbanisticamente quelle aree ora non sono più agricole ma escavabili?
Al sindacato sono state fornite tutte queste informazioni, confermando di non essere disposti a subire alcun ricatto occupazionale, tanto per essere chiari.
E' giusto che i cittadini conoscano fino a che punto le amministrazioni comunali subiscono pressioni di vario genere."
Testimonianza trratta dal sito www.angelobergomi.blogspot.com
martedì 8 aprile 2008
venerdì 4 aprile 2008
La Regione sblocca 4 cave: una è sotto sequestro dalla Magistratura! + Consiglio comunale del 27/03/2008
Ieri la quinta commissione consiliare (Territorio) della Regione, con il solo voto favorevole del centrodestra, ha dato il via libera alla ripresa dell’attività estrattiva in quattro ambiti territoriali di escavazione che rientrano nel piano d’area di Montichiari. CAVE «congelate» per oltre un anno dallo stesso Pirellone in attesa di affinare le coordinate del futuro centro economico-logistico della provincia.Disco verde per gli Ate 38, 39 e 40 a Ghedi, tra cui la «Cava Inferno» (sequestrata dalla Procura 2 settimane fa per conferimento abusivo di materiale) e per l’Ate 46 in comune di Montichiari. Un via libera duramente criticato dai due consiglieri bresciani della Sinistra - L’Arcobaleno (Arturo Squassina, ex Ds, e Osvaldo Squassina, ex Rifondazione Comunista): «La decisione assunta dai partiti del centrodestra è gravissima - commentano all’unisono i due consiglieri bresciani insieme alla segretaria provinciale del partito, Gianna Rosa Baresi - ponendosi in contrasto con quanto stabilito dall’articolo 14 della Legge regionale che prevede, al fine di non compromettere il futuro sviluppo dell’aeroporto di Montichiari, il blocco di qualsiasi variazione urbanistica o edilizia del territorio limitrofo. Una scelta che si pone in netto contrasto con quanto il Centrodestra sta sbandierando relativamente all’interesse sul futuro dell’aeroporto bresciano di cui invece pubblicamente si fa alfiere».Piccata la replica del consigliere regionale Gianmarco Quadrini (Udc), unico bresciano membro della commissione regionale V: «L’attività di queste CAVE non va in alcun modo ad interferire con le infrastrutture programmate sul territorio, dalla cittadella telematica all’aeroporto. Proprio per questo lo sblocco era già stato definito in un accordo tra giunta regionale e provinciale. Va anche ricordato che questi siti erano già approvati dal piano CAVE di quattro anni fa e c’era la necessità di dare risposta agli imprenditori operanti sul territorio. Le reazioni della Sinistra mi sembrano eccessive e probabilmente rispondono a logiche di campagna elettorale».Va ricordato che in queste CAVE l’attività estrattiva era stata sospesa con la legge regionale del febbraio 2007 approvata all’unanimità dal consiglio Regionale. Legge prorogata un mese fa, nell’attesa di definire il futuro del piano d’area dell’aeroporto: un’area delimitata dal piede della collina di Castenedolo a nord/ovest, ad est dalla Sp 236 Goitese, a sud dalla Sp 668 Lenese e ad ovest dalla linea ferroviaria Brescia-Parma. All'interno di quest’area ci sono aeroporto, base militare di Ghedi, e sono previste altre importanti infrastrutture: dalla Tav alla corda molle della Sp 19 fino al nuovo stadio di Castenedolo e alla cittadella telematica. Per i due consiglieri regionali che siedono sui banchi dell’opposizione la decisione è contrastante con le tutele adottate fino l’altro ieri per non ingolfare di attività il futuro cuore economico-logistico della provincia. «Come al solito la maggioranza che governa questa Regione - incalzano i due consiglieri d’opposizione - antepone all’interesse della comunità gli interessi economici di parte, in questo caso quelli della industrie estrattive, autorizzando addirittura la ripresa dell’attività di una cava posta sotto sequestro poco prima di Pasqua da parte del Nucleo Investigativo Territorio Ambiente (Nita), che dipende direttamente dalla Procura di Brescia. La Sinistra L’arcobaleno di Brescia si opporrà in tutte le sedi affinché questa decisione non superi il voto in Consiglio».
Il Consiglio si ritrova: subito aspre polemiche Primo consiglio comunale a Rovato dopo la sentenza del Tar che ha respinto il ricorso di Rovato delle Libertà confermando la vittoria alle comunali di Andrea Cottinelli. Con un comunicato stampa Forza Italia aveva preannunciato il ritorno in Consiglio, rimandando alla pubblicazione delle motivazioni ogni ulteriore commento, ma le attese dei sostenitori del centrodestra sono state deluse dalle assenze di Roberto Manenti, ex sindaco, impegnato con La Destra, per cui è candidato, a Coccaglio, e Alessandro Conter, capogruppo di Rovato delle libertà. Presenti invece Giacomo Fogliata, delegato da Conter alla guida del gruppo, Aldo Rossi, Pierino Danesi (segretario Forza Italia), Pierluigi Toscani e Carlo Alberto Capoferri. «Per noi è una sconfitta momentanea - ha detto Fogliata - ma è una sconfitta per tutta Rovato perché lascia questa amministrazione che cura gli interessi di pochi e sui cui errori chiederemo l’intervento delle autorità competenti; una maggioranza che vive giorno per giorno senza un progetto, stravolgendo il territorio con strumenti come i piani integrati cui si dichiara contraria». Sulla stessa linea Aldo Rossi: «È stato stravolto il territorio, con volumetrie esagerate a colpi di piani integrati». La replica di Cottinelli, che ha chiesto di indicare il rapporto tra piani integrati e superfici edificabili autorizzati dal Prg del 2002, è rimasta senza risposta: «Il Prg approvato da Manenti, dopo 30 anni di attesa, prevedeva oltre 50 piani integrati e oltre 500mila metri quadri di nuove aree edificabili. La mia amministrazione non poteva revocare diritti concessi i cittadini: ha governato il Prg esistente senza ritorsioni e vendette, per ridurne l’impatto. Non potendo revocare diritti si è cercato di conciliarli con i bisogni della città contenendo». Più dure le repliche di Rezi Berardi, Buffoli e Angelo Bergomi, che hanno ricordato alla minoranza di non essersi opposta né al Prg di Manenti, che fa parte del loro gruppo, né alla cava Bonfadina, autorizzata dalla provincia e fermata dal Tar. Lo scontro si è ripetuto sulla riapertura dei termini per presentare osservazioni al programma integrato della Real Estate int. Srl, che porterà a Rovato la caserma della guardia di Finanza. Una vera battaglia, con Rossi e Fogliata che hanno ipotizzato conflitti di interessi tra società e Comune; mentre Mottinelli ha invitato Rossi a rivolgersi al magistrato prima di mettere ai voti la riapertura dei termini che chiuderà la procedura.G.C.C.
mercoledì 2 aprile 2008
Nuovi link
- comitato Salute e Ambiente di Ospitaletto,
- blog rovato ecologica, di Paolo Bombardieri.
Il bisogno di vivere e non di sopravvivere ci spinge sempre più verso un modo di vita sostenibile, o meglio ecosostenibile.
Il mondo di internet mostra come tale esigenza sia sempre più sentita, e come parta dalla gente comune (o come qualcuno direbbe, "dal basso").
martedì 1 aprile 2008
Pesce d'Aprile
lunedì 31 marzo 2008
Chiuso il sondaggio "necessità della VIA"

I votanti in totale sono stati 23: 19 hanno confermato la necessità che il TAR di Brescia (come poi si è verificato) sospendesse i lavori e proclamasse la necessità che il cavatore adempisse alla redazione della Valutazione d'Impatto Aziendale, 4 invece i voti contrari.
mercoledì 26 marzo 2008
venerdì 21 marzo 2008
Bettoni spa ricorre al Consiglio di Stato
Posteremo in maniera approfondita i principali passi del ricorso. Accenniamo solo a un passaggio intitolato "Insufficiente valutazione del danno derivante a Bettoni spa" in cui la ditta chiede al Consiglio di Stato di rigettare l'ordinanza del TAR perchè lei ha 60 dipendenti diretti e altri 150 dipendenti in imprese del gruppo che dipenderebbero strettamente dall'attività estrattiva e senza la partenza dell'ATE9 la sopravvivenza della Bettoni spa sarebbe a rischio.
Rinfreschiamo la memoria ad ausilio di tutti e anche della ditta. E i MILIONI di metri cubi concessi alla Bettoni spa dal piano cave a Travagliato? E i MILIONI di metri cubi concessi dal piano cave a Montirone sempre alla Bettoni spa?
Quelli non contano forse? Servono solo quelli di Rovato per non fallire?
Qualcuno qui sta rasentando il ridicolo e si permette di scriverlo pure in un ricorso al tribunale più prestigioso della Nazione.
Inutile ribadire che come comitato ci impegneremo allo spasimo per produrre le osservazioni più opportune perchè i comuni anche in Consiglio di Stato riescano a spuntare la conferma della sospensiva e possano quindi portare le proprie ragioni in sede di VIA in Regione. Sede nella quale, lo siamo convinti, qualcuno dovrà prendere atto che l'individuazione di un bacino estrattivo nuovo in quella posizione è assurdo, tanto più se in fase pianificatoria è stato pensato attraverso lo spostamento di centinaia di migliaia di metri cubi dall'ambito estrattivo di Travagliato su un ambito nuovo come quello rovatese. Qualcuno si dimentica che la legge parla di allargamenti di bacini esistenti piuttosto dell'apertura di nuovi?
Ne vedremo delle belle.
Grazie a tutti coloro che ci hanno sempre sostenuto e Buona Pasqua a tutti.
Comitato Anticava di Rovato.
mercoledì 19 marzo 2008
La Provincia riacquista competenza in materia di smaltimento e riutilizzo dei rifiuti
"La Provincia di Brescia ha tenuto una conferenza stampa sul tema del recupero e smaltimento rifiuti per il riutilizzo nei sottofondi e rilevati stradali. La Provincia, dopo l’intervento presso il Ministro dell’Ambiente, ha infatti riacquistato la competenza, assicurando 20 giorni nelle iscrizioni a fronte dei 90 gg. fino ad ora previsti. Alla conferenza stampa sono intervenuti l’assessore provinciale all’Ambiente Enrico Mattinzoli; il presidente del Collegio Costruttori Edili, Giuliano Campana, e il presidente Aib, Franco Tamburini. "
Il comunicato è fruibile al seguente indirizzo internet:
http://www.provincia.brescia.it/rassegna/vediarticolo.php?id=1&ida=60&idt=12866
martedì 18 marzo 2008
Consiglio comunale di Rovato
Il consigliere Angelo Bergomi ha infatti promosso un'interpellanza con la quale ha informato i consiglieri e i cittadini presenti al consiglio delle ultime vicende in merito all'ambito estrattivo ATEg09.
In particolare è stata presentata brevemente la risoluzione emessa dal TAR n.
188 del 25 Febbraio 2008, con la quale è stata sancita la necessità della redazione della VIA e la conseguente sospensione dei lavori intrapresi dalla ditta cavatrice.
A tal proposito rimandiamo alla rassegna stampa apparsa sui maggiori quotidiano locali, fruibile a questo link nel nostro blog
http://comitatoanticavarovato.blogspot.com/2008/02/rassegna-stampa-27-0207.html.
Il consigliere Angelo Bergomi ha approfittato dell'occasione per ringraziare i cittadini che nel corso degli anni hanno affiancato l'amministrazione comunale nella protesta e nella battaglia legale, anche contro le istituzioni provinciali e regionali, intrapresa al fine di scongiurare l'apertura di questo nuovo ambito estrattivo.
Inoltre è stata ribadita la possibilità per i cittadini di Rovato di redigere le proprie osservazioni, che accompagneranno quelle del comune, da inviare al competente ufficio regionale in sede di istruttoria della Valutazione d'Impatto Ambientale. Tale momento costituirà l'occasione in cui far pesare le problematiche, avanzate da tempo, che a nostro avviso rendono incomprensibile la realizzazione della cava Bonfadina.
lunedì 17 marzo 2008
Report: L'altro mondo
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.
(Robert Kennedy)
Queste sono le parole con cui è iniziata la puntata di ierisera del programma televisivo Report (RAITRE). Consigliamo, per chi se lo fosse perso, di rivedere quanto trasmesso. Nel programma si è parlato (e documentato) un altro modo di vivere rispetto a quello attuale, che se non riusciremo a cambiare porterà al collasso del nostro pianeta.
A questo link
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1077518,00.html
è possibile trovare il resoconto del sevizio trasmesso.
venerdì 14 marzo 2008
Rassegna stampa "storica"

La storia dei giorni recenti ci mostra come quanto auspicato dal giornalista nell'articolo (ristrutturazione e salvaguardia delle cascine Bonfadina e Tra Santelle) non sia stato realizzato.
giovedì 13 marzo 2008
Aste fallimentari Bresciani-Bauer

Pubblichiamo oggi gli avvisi d'asta comparsi sul quotidiano "Il giornale di Brescia" che hanno riguardato la vendita di tali terreni. Come possibile osservare l'acquisto da parte della Bettoni avvenne solo alla terza asta, quando il prezzo dell'intero lotto risultò decisamente più basso rispetto all'originario prezzo di partenza.
lunedì 10 marzo 2008
Foto stato dei lavori
lunedì 3 marzo 2008
Nuovo link dedicato alla cava
http://rovato.org/2008/02/26/flash-1247-angelo-bergomi-il-tar-ferma-le-ruspe-alla-bonfadina/
giovedì 28 febbraio 2008
Ancora Cava Bonfadina sulla Stampa: Bresciaoggi 28/02/2008
CAZZAGO. Parla Foresti Caso-cava «La battaglia continua»
Il giorno dopo l’ordinanza del Tar che ha sospeso gli scavi nella cava Bonfadina si moltiplicano i commenti positivi per un pronunciamento destinato a pesare come un macigno sulle altre vertenze aperte in provincia di Brescia. Il sindaco di Cazzago Giuseppe Foresti è raggiante: «È una sentenza che rende giustizia ai Comuni della Franciacorta che hanno sempre sostenuto la necessità che per l’apertura di un bacino di escavazione simile fosse necessaria una Valutazione d’impatto ambientale. La sentenza di del Tar di Brescia non solo è sospensiva ma è propulsiva perché impone la procedura smentendo la posizione di Provincia e Regione, In sede di procedura di approvazione del Via cercheremo di dimostrare come la cava abbia un peso negativo sulla qualità della vita di cittadini e sul territorio». G.C.C.
Rassegna stampa 27-02-07
Nella serata di ieri dovrebbe essere andata in onda un breve passaggio sulla rete bresciana Brescia Punto TV durante il telegiornale. Sono state chieste spiegazioni al nostro componente Angelo Bergomi sulla situazione.

Bresciaoggi

Il Brescia:
martedì 26 febbraio 2008
Nuovo passaggio Radiofonico per la cava Mercurio-Bonfadina
Nella trasmissione dedicata al modo della Franciacorta Angelo Bergomi, consigliere di maggioranza del comune di Rovato con delega alle attività estrattive, nonchè componente del nostro comitato, ha presentato la delibera assunta dal TAR relativamente alla sospensiva dei lavori. L’occasione è stata inoltre propizia per redarre un breve riassunto dell’intera vicenda, presentando l’iter autorizzativo che ha portato alla concessione della cava, la mancata (fino ad oggi) redazione della VIA, l’infrazione inviata all’Italia sull’argomento dalla Commissione Europea, l’irrisolta questione viabilità per l’accesso all’ambito estrattivo.
Il TAR ferma le ruspe della Bonfadina: Obbligatoria la VIA!

lunedì 25 febbraio 2008
venerdì 22 febbraio 2008
Tavola rotonda a Cazzago su Brebemi e TAV
Ore 20:30
“Presso il teatro Rizzini di Cazzago San Martino“
Il Comitato di Difesa del Territorio di Cazzago S. Martino ha indetto una tavola rotonda sugli impatti ambientali derivanti dalla realizzazione delle infrastrutture BREBEMI e TAV.
All'incontro interverranno:
STEFANO LENZI(Responsabile WWF)
EZIO CORRADI (Responsabile Comitati Lombardi)
ANGELO BERGOMI (Comitato Anticava Rovato).
Rassegna stampa Eco di Bergamo del 8/11/2006
Come è possibile notare il caso del piano cave della Provincia di Brescia e i mancati adempimenti relativi alla VIA (valutazione d'impatto ambientale) non rappresentano un caso isolato.
"Braccio di ferro sui metri cubi del Piano cave
Inizia la discussione del Piano Cave di Bergamo nella VI Commissione (Ambiente e territorio) del Consiglio Regionale. Oltre 60 le osservazioni presentate: comuni, comitati ambientalisti e la Provincia, contraria agli ampliamenti che vuole il "Pirellone".
La materia è di quelle che scottano. Ne sa qualcosa la Provincia, che ha fatto lunghe maratone per confezionare il Piano così com'è oggi. Ora il tour de force tocca alla Regione - cui spetta l'ultima parola - chiamata a mediare su un triplice fronte: quello della stessa Provincia, che difende le sue volumetrie; degli ambientalisti e dei Comuni, che puntano a stralciare o rivedere alcuni ambiti; infine dei cavatori, che chiedono un aumento di metri cubi, oltre a quei 5 milioni e mezzo che il Comitato tecnico del Pirellone ha già proposto di aggiungere.
Venerdì alle 10,30 inizia in VI Commissione consiliare regionale (Ambiente e Protezione civile) l'esame delle osservazioni al Piano cave bergamasco. Circa 60 - tra le più numerose rispetto agli altri piani lombardi - le richieste di audizione pervenute. Si andrà avanti a oltranza per tutti i venerdì successivi ad ascoltare gli enti locali e le associazioni che si sono prenotate. A partire dalla delegazione di via Tasso e degli operatori economici. «Siamo tranquilli - anticipa l'assessore provinciale all'Ambiente Alessandra Salvi -. Difenderemo il nostro documento pianificatorio, approvato dal Consiglio provinciale, con quelle volumetrie e quegli ambiti estrattivi che abbiamo individuato. Ribadiamo la nostra posizione contraria all'ampliamento proposto dal Comitato tecnico». Un ampliamento osteggiato anche dagli ambientalisti e invece chiesto a gran voce dai cavatori. «I quantitativi, soprattutto di sabbia e ghiaia, continuano a essere ridotti - denunciano Aceb (Associazione costruttori edili bergamaschi), Anepla (Associazione nazionale estrattori e produttori lapidei e affini) e Confindustria Bergamo - di questo passo si rischia la paralisi anche dei cantieri delle opere pubbliche e delle infrastrutture future. La situazione è cronica e persino le aggiunte paventate sono insufficienti».
Circa 60, si diceva, le osservazioni pervenute da Comuni, soggetti privati e associazioni ambientaliste. Le principali riguardano gli ambiti estrattivi di sabbia e ghiaia. Operatori privati hanno fatto richiesta di ampliamenti o aumenti di produzione, ad esempio, per Ghisalba (località cascina Portico Nuovo), Cavernago -Calcinate, Calcinate (località Cascina Campagna), Mornico al Serio-Martinengo (località Cascina Vallere), Pontirolo Nuovo (località Moschetta), Bolgare e Telgate . Dall'altra parte, invece, il fronte dei «no». Tra i più battaglieri il Comitato della Valle del Ringhenzolo, con la richiesta di stralciare la cava di Onore di 300 mila metri cubi. «Più volte - scrive il Comitato - abbiamo denunciato abusi per inquinamento atmosferico e acustico, per il mancato rispetto degli orari di cava e, recentemente, anche per escavazione abusiva». E critici rispetto ai nuovi ambiti territoriali estrattivi sono anche i Comuni di Brembate , contrario all'ampliamento in località Arnichi, e Casirate d'Adda , una delle zone maggiormente interessate dall'aumento di volumetrie, con l'aggiunta di un milione di metri cubi. Legambiente si è invece mossa per chiedere lo stralcio della cava di Calcinate (località cascina Pulcina), Antegnate (2 milioni di metri cubi, l'altro Comune interessato dai ritocchi più sostanziosi) e Caravaggio . Per quest'ambito si è registrato il maggior numero di audizioni richieste (ben cinque), da parte di alcuni consorzi, del Comune di Mozzanica, che presenterà una raccolta firme e un'analisi ambientale, e la Provincia di Cremona. Per le cave di recupero, da segnalare le osservazioni critiche presentate dal Comune di Casnigo , per le località La Fabbrichetta, Valle Forcella e Valle Predal. Per quanto riguarda, invece, pietre ornamentali e pietrisco il Comune di Branzi vorrebbe un incremento di 60 mila metri cubi per la località Piodera e di 30 mila metri cubi per località Scurade.
Ma l'allarme dei cavatorie è serio: «Giù le mani dalle cave oppure le infrastrutture in programma rischiano il blackout». «Le dimensioni previste - descrive la situazione Paolo Ferretti, presidente dell'Aceb - non sono conformi alle reali necessità del territorio. Per il materiale da costruzione, sabbia e ghiaia, c'è stata una riduzione del 21% rispetto al Piano 1997-2000. Un deficit troppo pesante che compromette seriamente le opere che devono essere cantierizzate nei prossimi anni». La Bergamasca è costretta a importare la sabbia da Cremona e la ghiaia da Brescia. «Un'operazione antieconomica, che incide sui costi - precisa Ferretti - e antiecologica: il trasporto su strada genera traffico e inquinamento. Nessuno si diverte a cavare per nulla. L'obiettivo di cavare più materiale in Bergamasca non è esportarlo in altre province, ma garantire l'autosufficienza alle nostre opere, che scontano già pesanti ritardi». Dello stesso parere Massimiliano Calissi, presidente del Gruppo marmi di Confindustria Bergamo, e Giacomo Pesenti, delegato provinciale dell'Anepla: «I metri cubi sono pochi, il materiale manca e i tempi sono lunghissimi. Le aggiunte regionali? Minime», concordano.Ambientalisti criticiNorme in arrivo
Ai cavatori fanno però da controcanto gli ambientalisti. «Per un Piano sostenibile - affermano Verdi e Legambiente - i 5 milioni e mezzo di metri cubi aggiunti dalla Regione sono inaccettabili». Per i consiglieri regionali dei Verdi Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi, poi, per il Piano cave di Bergamo sarebbe dietro l'angolo una possibile infrazione delle direttive dell'Unione europea, come già successo per il Piano cave di Brescia. «La Commissione europea - rendono noto - ha avviato due procedure d'infrazione all'Italia in relazione al Piano cave bresciano e del lago d'Idro inerenti alla non conformità con la direttiva europea sulla valutazione d'impatto ambientale necessaria per ogni Piano. È tempo che la Regione smetta di fare la furba e si adegui agli obblighi europei, procedendo alle valutazioni d'impatto ambientale (Via) per i singoli progetti di cave, compreso anche il Piano di Bergamo».
L'assessore regionale alla Qualità dell'Ambiente Marco Pagnoncelli (che è anche consigliere provinciale), ricordando come il Piano cave di Bergamo sia in regola con la normativa vigente, annuncia: «Stiamo valutando l'opportunità di modificare la delibera di Giunta regionale in vigore, che esclude la Via per alcune casistiche. La nuova delibera prevederà che le norme sulla Via non vengano applicate solo al progetto dell'ambito territoriale estrattivo, comprendendo quindi oltre alla singola autorizzazione all'attività estrattiva, anche tutte le previsioni relative al decennio di validità del Piano cave».
Benedetta Ravizza"




















