lunedì 17 novembre 2008

Bresciaoggi 14 Novembre 2008

Di seguito l'articolo apparso sul quotidiano Bresciaoggi venerdì 14 Novembre.

AMBIENTE. Dall’Asl e dalla Regione due prese di posizione che potrebbero bloccare l’iter dei siti contestati Bonfadina e Macogna: doppio «stop» alle caveI Comuni di Rovato e Cazzago andranno fino in fondo: «Adesso abbiamo le basi per fermare le operazioni»

Giancarlo Chiari L’opposizione dei comuni di Rovato e Cazzago a cave e discariche comincia a ottenere risultati importanti. Dopo la sospensiva del Tar all’ampliamento della cava Bonfadina, (poi revocata dal Consiglio di stato) è arrivato il pronunciamento dell’Asl contro la trasformazione della cava Macogna in discarica. Risale invece a fine ottobre la delibera regionale per riesaminare la procedura che ha permesso alla Bonfadina di evitare la Valutazione di impatto ambientale. Il parere negativo dell’Asl sulla discarica nella cava Macogna, accompagnato dalla proposta di destinare le aree «ad uso naturalistico agricolo o a verde pubblico attrezzato», promuove senza citarla la delibera dei comuni di Rovato, Cazzago, Berlingo e Travagliato, che chiede di trasformare l’area in un parco locale di interesse sovracomunale, quando si esaurirà l’attività estrattiva. Il parere negativo alla Macogna sembra legato alla volontà di prevenire possibili problemi sanitari. L’Asl osserva che non solo il luogo è vicino agli abitati di Pedrocca e Berlinghetto, oltre che al pozzo di Berlingo, e a molte altre attività «tutte egualmente con effetto negativo sulla salubrità del contesto». Tra queste discariche di Provaglio, Passirano, Paderno, Castegnato. Più spinoso è invece il «caso Bonfadina»: per i Comuni di Rovato e Cazzago non sarà facile fermare l’ampliamento della cava. Ma a far sperare le due amministrazioni, oltre al ricorso al Tar, è arrivata una lettera della giunta regionale che il 13 ottobre ha deliberato il «riesame della verifica della valutazione impatto ambientale per la cava di sabbia e ghiaia Bonfadina di Cazzago e Rovato». La comunicazione ai sindaci, alla provincia e alla ditta spiega che la delibera è stata adottata per «ottemperare a contestazioni formulate dalla Commissione europea nei confronti della Regione Lombardia». Il riesame, imposto dai rilievi di Bruxelles partiti dalla documentazione inviata da Giuseppe Foresti, sindaco di Cazzago, sulla difformità tra i regolamenti europei e la legge regionale, non significa che la cava debba superare la «Via», ma che saranno riesaminati i motivi per cui non la si è ritenuta necessaria. La regione si riserva di chiedere alla ditta «se necessario, eventuale documentazione integrativa per poter assicurare la conformità della verifica di assoggettabilita a Valutazione di impatto ambientale del progetto, con particolare riferimento al criterio secondo cui le caratteristiche dei progetti presi in esame debbano tenere conto del cumulo con altri progetti». E a questo punto il sindaco Foresti, spera che il riesame porti a rendere obbligatoria la valutazione di impatto ambientale.

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