venerdì 10 luglio 2009

PLIS Macogna e le associazioni ambientaliste


Si è tenuto Mercoledì scorso 8 Luglio un incontro tra i rappresentanti delle amministrazioni dei comuni coivolti nel progetto del PLIS Macogna e alcuni rappresentanti delle associazioni "amibientaliste" del territorio dell'ovest bresciano.
I 4 Comuni avevano proposto alle associazioni di collaborare attivamente alla progettazione, realizzazione e successiva gestione di alcune attività all'interno del PLIS.
Proponiamo di seguito il documento consegnato dalle associazioni ai rappresentanti dei comuni che chiarisce come le associazioni sono favorevoli a collaborare solo se:


  • i comuni comprendano come il progetto di PLIS sia incompatibile con una eventuale discarica all'interno della cava ATEg14 e dichiarino quindi la loro contrarietà a tale evetualità,

  • Cogeme, Società di servizi di cui i comuni di Rovato, Cazzago SM e Berlingo sono soci, rinunci a qualunque progetto di gestione di discarica all'interno della cava ATEg14.

lunedì 6 luglio 2009

Nuova autorizzazione della Provincia di Brescia per la cava










Il competente Funzioanrio della Provincia di Brescia ha deliberato in data 15 Giugno 2009 la nuova autorizzazione al cavatore per l'esercizio dell'attività estrattiva dell'ATEG09.

La nuova delibera si è resa necessaria al fine di receperire le nuove prescrizioni della Regione Lombardia formalizzate a conclusione della procedura di riesame dell'assoggettabilità a VIA, rif. decreto n. 2975 del 26/03/2009.

Proponiamo alcune pagine della delibera.


mercoledì 1 luglio 2009

Giustificazioni di Manenti contro la decadenza


Si è tenuto ieri il Consiglio Comunale a Rovato.
Il settimo punto all'ordine del giorno era la votazione in riferimento alla richiesta avanzata dall'associazione Rovato Futura della decadenza dalla carica di consigliere di minoranza del sig. Roberto Manenti.
La richiesta era motivata dal fatto che il consigliere Manenti non si presenta in Consiglio Comunale da 7 anni, ininterrottamente.
La votazione ha visto la maggioranza Rovato Civica astenersi, mentre la minoranza di Rovato delle Libertà votare compatta contro la decadenza impedendo quindi la destituzione dal Consiglio dello stesso Manenti.
Durante il dibattito relativo allo specifico punto il consigliere di maggioranza Angelo Bergomi ha chiesto che le giustificazioni di Roberto Manenti venissero lette pubblicamente a beneficio dei cittadini presenti. Il capogruppo di minoranza A. Conter si è detto contrario alla lettura (impedendola di fatto) delle stesse accampando il fatto che erano di natura personale, chiedendo che la lettura avvenisse a porte chiuse o che non avvenisse. Dietro la rassicurazione da parte del segretario comunale che ha confermato come il documento sia comunque pubblico in quanto depositato agli atti si è proceduto alla votazione senza darne lettura.

Per scrupolo alla fine della seduta abbiamo esplicitamente richiesto al Segretario comunale se vi fossero problemi nella pubblicazione dello stesso. La risposta è stata no, in quanto atto pubblico. Abbiamo ottenuto il documento e oggi ve lo proponiamo.

Non entriamo nel merito delle giustificazioni avanzate dal consigliere Manenti, ma ci preme sottolineare come lo stesso evidenzi di ricoprire la carica di “diplomatico per una istituzione estera”.

Vi poniamo un interrogativo già posto in passato: l’ex sindaco di Rovato non sarà mica lo stesso Manenti Roberto rappresentante della INTERNATIONAL DEMINING ASSOCIATION ONLUS che aveva ricorso al TAR contro la multa emessa dal Comune di Cazzago S.M. per il non rispetto della destinazione d'uso dei capannoni presenti all'interno del perimetro della nostra cava, variazione riconosciuta di fatto dal TAR Brescia? A tale proposito si vedano le ordinanze del TAR riportate nel nostro blog al post del 26 Febbraio 2009 e la delibera di giunta comunale di Cazzago numero 113 del 2008 (rintracciabile sul sito del comune di Cazzago S.M. nel link delle delibere di giunta comunale del 2008), dalla quale si evince che il rappresentante legale della International Demining Associtation Onlus è tale Roberto Manenti.

Se così fosse l'ex sindaco Manenti dovrebbe spiegare a noi e a tutti i cittadini di Rovato a che titolo avrebbe occupato (come sottolineato dal TAR di Brescia) con l'associazione di cui sarebbe il rappresentante legale un capannone agricolo all'interno del terreno destinato alla cava, svolgendo un'attività che il TAR ha riconosciuto essere di natura commerciale. Lo ribadiamo il TAR lo dice, non noi.

Per dovere di cronaca ricordiamo che Manenti Roberto, con tutta la sua maggioranza, da sindaco di Rovato nel momento decisivo delle scelte regionali e provinciali della primavera 2002 sulla pianificazione estrattiva provinciale non ha mai inviato osservazioni di contrarietà rispetto alla formalizzazione del progetto di escavazione dell'ATEg09.
Vista la citazione "frutticola" di Manenti nelle giustificazioni inviate in comune sopra riportate proviamo anche noi a farne una sulla stessa falsariga: "La mela quando è matura cade dall'albero".

lunedì 29 giugno 2009

Gabriella e la Valledora


Al nostro indirizzo di posta elettronica è giunta la segnalazione che oggi vi proponiamo.
Un'ordinaria storia italiana di malgoverno ambientale, la storia di Gabriella e della Valledora.



sabato 27 giugno 2009

Ingresso da Via Bonfadina







Il cavatore ha provveduto ad allargare ed asfaltare la strada d'ingresso da Via Bonfadina, SPXIX nel comune di Cazzago S.M.

Di seguito le immagini che testimoniano i lavori realizzati.

mercoledì 24 giugno 2009

Ennesima vittima da camion di cava: stavolta un 12enne nel lecchese

Ennesima vittima della strada dovuta a manovre di camion da cava. Apprendiamo che a Casatenovo nel Lecchese il figlio 12enne del primario di Cardiologia dell'ospedale Manzoni di Lecco è stato travolto e ucciso da una manovra di un camion adibito al trasporto di sabbia. Il conducente non si sarebbe accorto della presenza del bambino che con la sua bicicletta stava transitando in via Galileo Galilei mentre il camion stava svltando su via Dante Alighieri: il bambino sarebbe stato travolto in pieno.
Nonostante la rianimazione tentata dai sanitari non è restato loro che dare la drammatica notizia alla famiglia.

Ci uniamo al dolore del papà e della mamma di questo ragazzino.

Al di là del tristissimo episodio ribadiamo una volta per tutte che la movimentazione mezzi legata al trasporto di sabbia soprattutto in entrata-uscita dai bacini estrattivi deve essere tenuta in debita considerazione nel momento in cui si autorizzano delle cave nuove.
Ricordiamo l'episodio del cittadino pakistano travolto da un camion di cava poco più di un anno fa proprio alla rotatoria del Bertola a meno di un chilometro da dove è individuato l'accesso per la cava Bonfadina.

L'interesse economico di un privato può superare questi aspetti?
Ci risulta che il settore Gestione e Manutenzione Strade della Provincia, nonostante ripetuti solleciti, non abbia mai ricevuto le amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. per discutere della viabilità dell'ATEg09. Ci risultano invece visite presso il settore da parte del privato proponente.
Ci sia consentito di esprimere disappunto e biasimo di fronte a questi comportamenti da parte di chi dovrebbe essere parte neutra di fronte alle legittime richieste di un privato ma anche rispetto alla condivisione di soluzioni e segnalazioni proposte dagli enti comunali.

martedì 23 giugno 2009

Viabilità delle cave















Iniziamo oggi una piccola inchiesta relativa alla viabilità indotta dalle cave della Provincia di Brescia.

Iniziamo con l'ATE14 cava Macogna.
L'accesso all'ambito estrattivo, all'interno del quale sono presenti 2 distinte attività imprenditoriali, è consentito da un'unica via d'accesso (Via CADUTI), che a sua volta consente l'immissione su Via Chairi (che collega Travagliato alla Bargnana).
Le immagini sotto riportate testimoniano lo stato d'essere delle cose: sede stradale troppo stretta per ospitare il transito nei 2 sensi di marcia dei mezzi pesanti, manto stradale sconnesso e pieno di buche, mancanza del parapetto lungo il canale che costeggia la carreggiata.

mercoledì 17 giugno 2009

Bargnana









A proposito dei cartelloni di protesta come non ricordare quelli presenti alla Bargnana (frazione di Rovato) contro la gestione rifiuti provinciale.
Circa 10 anni fa il problema era il tentativo di realizzare un inceneritore nelle campagne di Rovato a supporto dell'attività di COGEME. L'impianto risultava ancora allora inutile in quanto già attivo l'inceneritore ASM a Brescia, con 2 linee riservate per la combustione in grado di "lavorare" quantità di rifiuti superiori a quelle prodotte dall'intera provincia bresciana.
Ma la protesta era ancora più intensa perchè proprio in quella zona era presente un'enorme cava già destinata a discarica. La discarica, al confine tra i comuni di Trenzano e Castrezzato ma a ridosso della Bargnana, era stata autorizzata per 400.000 M3.
L'attività di discarica invece verrà protratta tra il 1991 e il 2003, arrivando ad ospitare oltre 3.000.000 M3 di rifiuti arrivati in gran parte da fuori provincia.


martedì 16 giugno 2009

Pedrocca










La popolazione della Pedrocca, frazione di Cazzago San Martino, si è mobiltata per la difesa del proprio territorio contro la devastazione e lo sfruttamento di cave e discariche.
I cartelloni appesi nelle vie del paese ne sono la dimostrazione.
Ricordiamo inoltre la numerosa partecipazione degli abitanti della Pedrocca alla manifestazione del 21 Febbraio scorso con magliette nere "no alla Discarica" e verdi "si al parco".

La Pedrocca ospita infatti sul suo territorio parte dell'ATEg14, località Macogna, attività estrattiva per cui la Provincia di Brescia ha valutato positivamente l'ampliamento e che, già al momento, risulta interessata da due domande di discarica da parte di ditte private.
Ricordiamo inoltre che in modo diretto ed indiretto gli abitanti della Pedrocca verranno comunque pesantemente interessati dall'attraversamento di TAV e Brebemi e dall'eventuale apertuta della "nostra" cava ATEg09, Mercurio -Bomfadina.
Per tali motivi la popolazione ritiene non compatibile l'apertura delle discariche nell'ambito della Macogna, valutando la possbilità del parco PLIS promosso dalle amministrazioni comunali di Cazzago SM, Trevagliato, Berlingo e Rovato come un doveroso risarcimento rispetto al passaggio delle grandi opere.

sabato 13 giugno 2009

Cartoline dalla cava















Un'altra annata agricola si sta chiudendo per i terreni (ancora coltivati) destinati alla cava.
Risulta infatti quasi terminata la mietitura del grano, come mostrano le immagini che proponiamo oggi.

Come visibile il capannone realizzato dal cavatore (di cui abbiamo riferito negli scorsi posts) troneggia al centro della tenuta, quasi a nascondere la cascina Bonfadina e l'importante storia agricola ad essa associata.

Con amarezza segnaliamo che la Regione Lombardia invidua l'estrazione dei materiali proprio con il termine "coltivazione di cava". Per il nostro caso un beffardo controsenso visto che se l'attività estrattiva verrà avviata distruggerà rigogliosi terreni che per molti anni hanno rappresntato l'unica fonte di sostentamento per le persone che vivevano nell cascine Mercurio e Bonfadina e coltivavano quei campi.

lunedì 8 giugno 2009

Aggiornamento per la Macogna


Riportiamo l'articolo apparso sul quotidiano Giornale di Brescia ieri 07 Giugno relativo agli aggiornamenti per il si to estrattivo della Macogna, alla Pedrocca di Cazzago S.M..



venerdì 5 giugno 2009

Anche su bresciapoint.it


La cronoca della cava Mercurio-Bonfadina compare anche nel sito internet http://www.bresciapoint.it/.
Il sito è stato realizzato per offrire un insieme di servizi integrati e gratuiti ai cittadini della zona del brescniano. Al suo interno anche diversi articoli relativi alla cronaca ambientale, e molto spesso agli abusi ambientali, nostrani.

Ringraziamo i curatori per la loro disponibilità.


mercoledì 3 giugno 2009

I lavori continuano






Sono quasi ultimati i lavori per la costruzione del capannone all'interno del perimetro della cava di cui abbiamo riferito nel post del 27 Aprile scorso.
Nelle foto il cartello di inizio lavori per la realizzazione dell'edificio e la testimonianza dello stato di avanzamento dell'opera.

lunedì 1 giugno 2009

Dati attività estrattive Regione Lombardia






Nella sezione della Direzione Generale Qualità dell'Ambiente nel sito della Regione Lombardia, link dedicato alle cave, sono disponibili i dati relativi alle attività estrattive nella nostra Regione.
Putroppo i dati sono aggiornati solo fino al 2006, ma sono comunque significativi.
Il primato assoluto (PLURIENNALE) spetta infatti proprio alla Provincia di Brescia, che distanzia le altre provincie della Regione per numero di cave ospitate, per quantità estratta e conseguentemente per numero di addetti occupati.

Nelle immagini riportiamo i dati relativi elle estrazioni prorpio dell'anno 2006.

mercoledì 27 maggio 2009

Anche Adnkronos parla della Bonfadina!

Riporto quanto evidenziato da Legambiente Lombardia, ripreso da adnkronos.
Il link da tutti consultabile: http://www.libero-news.it/adnkronos/view/126100
Il comunicato stampa completo di Legambiente Lombardia:


LOMBARDIA: LEGAMBIENTE, REGIONE E' PARADISO PER I CAVATORI (2) (Adnkronos) -
''Suolo e sottosuolo rappresentano preziosi beni comuni, su cui ogni livello istituzionale ha il dovere di vigilare - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - la svendita di questo patrimonio e'fortemente negativa sia per le casse regionali, private di consistenti entrate, che per i settori delle cave e delle costruzioni, che non sono incentivati a puntare sul riciclo degli inerti che, se realizzato, ridurrebbe notevolmente la necessita' di sacrificare territorio per farci cave e discariche". "Ma nonostante le chiarissime sentenze della magistratura amministrativa, il 'vizietto' lombardo dei favori ai cavatori e' duro a morire. E' il caso della Franciacorta, terra bresciana di vini Docg straordinari: qui, e precisamente nei comuni di Rovato e Cazzago San Martino, il piano cave approvato dalla Provincia aveva autorizzato l'estrazione di 400mila mc di materiale su 10 ettari di territorio". ''La compiacenza della Regione verso gli interessi dei cavatori e' scandalosa - dichiara Silvio Parzanini, presidente di Legambiente Franciacorta - a farne le spese e' un territorio come il nostro, che sacrifica alla speculazione aree ad alta vocazione vitivinicola, calpestando la volonta' dei cittadini e degli enti locali: la Franciacorta e' oggi al centro di enormi appetiti e sara' devastata anche da grandi opere come BreBeMi e Alta Velocita' , che a loro volta richiederanno nuovi e ulteriori poli estrattivi: stiamo buttando a mare il patrimonio inestimabile legato al nostro territorio agricolo e che fa della Franciacorta un brand internazionale''.

venerdì 22 maggio 2009

Continuano le visite eccellenti al nostro Blog


Come mostra l'immagine continuano le viste illustri al nostro blog.
Tra le altre segnaliamo anche quella dal server del Parlamento Europeo da Bruxelles.

Inoltre assiduo lettore del blog anche la ditta cavatrice interessata.

A quasi 2 anni dall'apertura del blog le visite complessive sono oltre 12400, per 15900 pagine viste.
Un successo inaspettato per un sito internet "amatoriale", ma che è ormai diventato un punto di riferimento (analidzzando i visitatori) sempre più "istituzionale".

venerdì 8 maggio 2009

Piano Cave di Bergamo "tagliato" dal TAR Brescia

Apprendiamo dal blog di Marcello Saponaro che la Regione Lombardia ha dovuto subire l'ennesima batosta sul Piano Cave della Provincia di Bergamo. Con sentenza del TAR di Brescia del 04/05/2009 numero 200900893 è stato accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Wwf e Legambiente) cancellando altre sette cave dal Piano di Bergamo, per un totale di 6 milioni di metri cubi di ghiaia. La notizia clamorosa è che il TAR ha sancito come il Consiglio Regionale non si possa permettere di stravolgere la proposta di piano approvato prima in sede provinciale.
Dopo la megalomane proposta iniziale, il Piano Cave di Bergamo ha subito la bellezza di 14 milioni di metri cubi cancellati dai Consiglieri Regionali in aula con il voto segreto e addirittura 6 milioni di metri cubi con la sentenza del TAR. A questo si aggiunga un Assessore dimesso (la cui famiglia era coinvolta direttamente nel Piano cave provinciale suddetto e di un dirigente spostato).

Ci complimentiamo con i consiglieri regionali per il risultato raggiunto, in particolare con Marcello Saponaro per la puntualità e la caparbietà con cui ha condotto la battaglia in aula.
Chiudiamo il post con un interrogativo già riportato anche dal consigliere comunale Bergomi sul suo blog:
se il TAR di Brescia annulla sei bacini estrattivi con il principio secondo cui il passaggio di un Piano cave provinciale dalla proposta provinciale all'approvazione regionale non può venir stravolto come è possibile che per l'ATEg09 proposto in Provincia per 400.000 mc sia stato autorizzato in Regione per 1.600.000 mc?
Non è stravolgimento della proposta provinciale questa?
Vedremo nei prossimi giorni cosa emergerà dopo l'audizione in commissione sesta regionale di settimana scorsa.
Se qualcuno non lo avesse ancora capito VA CAMBIATA LA LEGGE REGIONALE CAVE. SVEGLIA!

martedì 5 maggio 2009

Comitato Travagliato contro discarica Bettoni


Proponiamo oggi l'articolo apparso sul quotidiano Bresciaoggi relativo al Comitato Salute e Ambiente di Travagliato che si batte contro la discarica di rifiuti inerti che dovrebbe venire realizzata nella cava Bettoni( di fronte al cimitero del Comune di Travagliato).

Ricordiamo che la ditta Bettoni spa (lo stesso cavatore che vorrebbe realizzare la cava sul territorio del nostro comune di Rovato) è la ditta che ha provveduto a condurre l'attività estrattiva nello stesso sito e che ora si appresta a gestire direttamente anche l'attività di discarica.

lunedì 4 maggio 2009

Giornale di Brescia 01/05/2009


Riportiamo l'articolo che è stato pubblicato sul quotidiano Giornale di Brescia il 1 Maggio 2009 sulla tematiche delle cave nel comune di Rovato.


mercoledì 29 aprile 2009

Audizione Commissione Regionale Sesta: con che esiti?





Riportiamo l'esito dell'audizione che la Commissione Regionale Sesta ha concesso alle amministrazioni Comunali di Rovato e di Cazzago S.M. questa mattina sul problema dell'ATEg09.

L'esito è stato diffuso dal consigliere comunale Angelo Bergomi che con l'assessore Sette e il sindaco Foresti di Cazzago S.M. si sono recati stamattina in Regione.



Stamattina la Commissione Sesta Regionale ha consentito alla nostra amministrazione e a quella di Cazzago S.M. di essere ascoltate in merito alla negazione della VIA sulla cava Bonfadina che con decreto dirigenziale dell'Unità Operativa regionale Attività Estrattive e di Bonifica emesso il 10 Aprile scorso hanno sancito un'ulteriore incredibile pagina di questa vicenda.
Devo innanzitutto ringraziare la presidente della Commissione Margherita Peroni per la celerità con cui ha posto questa audizione all'ordine del giorno della commissione. L'urgenza da parte nostra era dovuta al fatto che la partenza dell'attività estrattiva arrecherebbe dei danni irreversibili a questo bacino estrattivo.
Il sottoscritto e l'assessore Sette per Rovato, il sindaco di Cazzago S.M. Foresti hanno potuto esprimere alla Commissione le perplessità che nutriamo di fronte a un decreto che nega la VIA sostenendo che l'ATEg09 non supera i 20 ettari di soglia per l'obbligatorietà alla VIA. Ma come? Il piano cave provinciale ha imposto al PRG di Rovato e al PGT di Cazzago S.M. di recepire il fatto che tutti e 34 gli ettari dell'ATEg09 siano terreno destinato all'estrazione ma quando si tratta di calcolare quali siano le aree da conteggiare per capire se si superano i 20 ettari di soglia, le aree conteggiate sono solo 14 ettari?
Evidentemente vi è qualcosa che non va nel ragionamento.
Secondo aspetto che abbiamo esposto. Il decreto regionale parla di 53 progetti posti nelle immediate vicinanze della cava Bonfadina con un impatto che andrà a cumularsi a quello della Bonfadina stessa. Per questo motivo ci chiediamo perchè la conclusione del decreto non sia stata la concessione della VIA. Vi è forse il timore di costruire un precedente molto pesante per il resto della Provincia?
Se sì sarebbe molto grave.
Sarà nostra cura esprimere alla commissione europea la necessità di valutare approfonditamente il testo del decreto. A nostro avviso le ragioni che portarono la Commissione Europea a esprimere una messa in mora sulla mancata VIA nel caso dell'ATEg09 non sono state recepite nel decreto. La Regione si ostina a sostenere che l'interpretazione corretta sulle aree da considerare ai fini del confronto con la soglia dei 20 ettari siano solo quelle del progetto di gestione produttiva e non quelle dell'intero ATE.
Il sindaco Foresti ha ribadito la necessità da parte dei comuni di procedere con le verifiche nel merito delle questioni.
Pongo a tutti i cittadini che mi leggono su questo blog un interrogativo:
dopo due delibere di giunta regionale fatte ad hoc per cercare di uniformare le normative regionali alla luce del richiamo europeo non sarebbe stato più semplice sottoporre a VIA l'ATEg09 della Bonfadina ancora nel 2006, anno dell'autorizzazione, qualunque fosse l'esito dello studio stesso?
Se la VIA avesse confermato la fattibilità del progetto la ditta avrebbe potuto iniziare la sua attività nella piena legittimità e i comuni avrebbero avuto certezze anche nella gestione del loro territorio, per lo meno.
Se la VIA avesse negato la compatibilità di una cava di queste dimensioni con la zona dove è stata collocata i comuni avrebbero potuto procedere nei propri strumenti urbanistici a pensare a come concepire l'inserimento di questo terreno all'interno della pianificazione urbanistica comunale complessiva.
Non è che il problema sta proprio qui? Per inciso, la VIA può bocciare un progetto. L'ho ribadito anche stamane in Regione. E allora capisco perchè si vede la VIA come il fumo negli occhi.
Non vedo personalmente altra spiegazione.

lunedì 27 aprile 2009

Lavori in corso per realizzare nuovo capannone



La ditta cavatrice ha iniziato i lavori per la realizzazione di un edificio prefabbricato all'interno del perimetro della cava Mercurio-Bonfadina ATEG09. In particola tale struttura viene realizzata in prossimità dell'area presso cui erano state parzialmente demolite 2 stalle, nella zona immediatamente a sud della cascina Bonfadina. Per il dettaglio delle demolizioni delle stalle ex Bresciani presenti all'interno dell'ambito estrattivo si rimanda al post del 9 Ottobre 2007, disponibile a questo link

Il capannone in corso di realizzazione risulta avere un'altezza considerevolmente maggiore rispetto alle precedenti stalle li ubicate. E' giustificato pensare quindi che nei piani del cavatore tale edificio venga adibito ad ospitare i mezzi di movimento terra a supporto dell'attività estrattiva.

venerdì 24 aprile 2009

Comitato Trenzano contro cava Brebemi


Proponiamo l'articolo apparso sul quotidiano Bresciaoggi di oggi relativo al Comitato sorto a Trenzano che si batte contro l'eventuale cava di prestito per Brebemi.

giovedì 23 aprile 2009

Incontro a Rovato sul Piano provinciale Rifiuti

Si è tenuto ieri un incontro a Rovato sulla gestione dei rifiuti organizzato dall'associazione Rovato Futura.
Relatori del tavolo sono stati Ivan Bassanelli, Presidente Commissione Ambiente e Energia Provincia di Brescia, Giovanni Fenaroli, Presidente Linea Ambiente, e Giovanni Buizza, consigliere Cogeme Gestioni.
Anche il nostro comitato ha partecipato all'incontro portando all'attenzione della platea le seguenti considerazioni:
  • Il piano provinciale rifiuti di Brescia individua nella zona della Franciacorta un ambito di pregio ambientale, per tale motivo ne ha prescritto la sua salvaguardia rispetto ad attività di smaltimento rifiuti. Tale vincolo tuttavia è stato formalizzato solo per scongiurare la realizzazione di impianti di termovalorizzazione e di discariche di rifiuti pericolosi, mentre non sono state conteggiante altre tipologie di discariche altrettanto "pericolose" come ad esempio quelle per lo smaltimento di inerti.
  • Se pur parziale la Provincia di Brescia ha deliberato con il piano provinciale rifiuti la salvaguardia del territorio della Franciacorta (conteggiando anche una fascia di rispetto di 500 metri oltre il confine per la produzione vitivinicola di vini DOC e DOCG). La Franciacorta è stata infatti riconosciuta zona di alto pregio degna per questo di essere salvaguardata. Tale valutazione non è però state tenute in considerazione della stessa Provincia di Brescia per la redazione del Piano Provinciale Cave, come il nostro caso della cava Mercurio-Bonfadina ATEg09 dimostra; per di più aggravato ulteriormente dalla delibera per tale piano emessa dalla Regione Lombardia. Alcune indiscrezioni di stampa riportano poi come la stessa fascia di rispetto di 500 dal confine della Franciacorta sia oggetto di discussione critica da parte del Consiglio Regionale. Tolta tale fascia la maggioranza del territorio del Comune di Rovato, così come la maggioranza dei suoi cittadini, sarebbe escluso dalla zona di tutela. Ricordiamo che a Rovato il confine della Franciacorta è rappresentato dalla strada ex statale 11.
  • E' stato richiesto il dettaglio dei rifiuti importati a Brescia da fuori Provincia con particolare riferimento a quelli bruciati nell'inceneritore di A2A a Brescia.

mercoledì 15 aprile 2009

Regione Lombardia contro PLIS Macogna


Sconfortati riportiamo l'articolo apparso oggi sul quotidiano Bresciaoggi.

A quanto risulta la Regione Lombardia sembrerebbe ancora una volta contro l'ambiente della Provincia di Brescia, dichiarandosi non contraria alla realizzazione di una discarica nella cava Macogna.
Se tale intendimento verrà messo nero su bianco con l'autorizzazione alla discarica significherà affossare il progetto di PLIS (parco locale d'interesse sovracomunale) proposto dai Comuni di Rovato, Cazzago SM, Travagliato e Berlingo, di cui abbimo riferito in precedenti post.

Se tale evenienza si verificherà implicherà la cancellazione da parte della Regione Lombardia del primo progetto di PLIS dell'intera Provincia di Brescia.
Come è possibile vedere in questo link


la Provincia di Milano conta già ad oggi ben 12 progetti di PLIS realizzati ed altri 8 in corso di riconoscimento. Una disparità di trattamento per noi difficle da spiegare.

venerdì 10 aprile 2009

ABUSO AMBIENTALE, negata ancora la VIA







La Regione Lombardia ha negato nuovamente la VIA per l'ATEg09 cava Mercurio-Bonfadina.
Come da pubblicazione odierna sul bollettino ufficiale il dirigente generale qualità dell'ambiente della Regione Lombardia ha deliberato in data 26 Marzo 2009 la non assoggettazione di tale ambito estrattivo alla VIA (valutazione d'impatto ambientale), aggiungendo alcune irrisorie prescrizioni di rispetto ambientale.

L'intera delibera è visibile a questo indirizzo internet.

http://www.infopoint.it/pdf/2009/03144.pdf#Page3

Ancora una volta la Regione Lombardia, che per lo specifico caso aveva ricevuto l'invio di una infrazione dalla Comunità Europea, compie un abuso ambientale nei confronti dei cittadini di Rovato e Cazzago SM. Visto il contestato iter di approvazione a maggior ragione la Regione avrebbe dovuto concedere la VIA, in modo tale da fugare ogni dubbio e perplessità.

Ancora una volta l'interesse economico di pochi risulta vincitore nei confronti dell'interesse ambientale di tutti. Sproniamo le amministrazioni comunali a non arrendersi e a pretendere che in sede di Commissione Europea si valuti il provvedimento regionale e si verifichi se davvero risponde alle rimostranze espresse a suo tempo con l'infrazione dell'ottobre 2006.

martedì 7 aprile 2009

Suggerimenti PGT Rovato




Riportiamo i suggerimenti inviati dal Comitato Anticava Rovato relativi alla formalizzazione del Piano di Governo del territorio comunale.
Il periodo entro il quale tali osservazioni potevano essere inviate in questa fase preliminare alla stesura dello stesso PGT è scaduto il 31 Marzo scorso.
Il nostro Comitato, insieme ad altre associazioni "Ambientaliste" presenti sul territorio, è stato poi ricevuto ieri sera dal Sindaco, dagli assessori e dai consiglieri di maggioranza del comune di Rovato. In questa audizione il comitato ha potuto esprimere le proprie convinzioni rispetto al redigendo PGT, in particolare l'accento è stato posto sui seguenti punti:
  • contrarietà a nuove cave e discariche in quanto il territorio del comune di Rovato ha già dato e presto sarà chiamato ancora a dare per la realizzazione delle grandi opere Brebemi e TAV. Tale aspetto è stato inserito anche se sappiamo bene come le decisioni per la localizzazione di tali attività altamente impattanti per l'ambiente siano solitamente di competenza provinciale e/o regionale;
  • valorizzazione del territorio ricompreso nel perimetro della Franciacorta rilanciando l'attività vitivinicola ed enogastronomica, tale elemento infatti potrebbe costituire elemento di traino per ampliare l'attività turistica;
  • prevedere l'utilizzo di energie verdi nei piano di sviluppo dell'edilizia residenziale, commerciale ed artigianale. In particolare gli edifici pubblici comunali potrebbero essere uniti attraverso la realizzazione un una piccola rete di teleriscaldamento, integrata con singoli impianti geotermici e pannelli solari per poter risparmiare combustibile fossile.

lunedì 6 aprile 2009

Resoconto Convegno Macogna


Proponimao oggi l'articolo apparso sul quotidiano Bresciaoggi del 05 Aprile 2009 relativo al resoconto del convegno Progetto Macogna.

Da sottolinerare la buona partecipazione di pubblico presente all'evento.


giovedì 2 aprile 2009

Sabato 04 Aprile convegno sulla Macogna


Sabato 4 Aprile i 4 comuni (Rovato, Cazzago S.M., Berlingo, Travagliato) promotori del progetto di PLIS organizzano un importante convegno per la presentazione del progetto di recupero della cava Macogna.

mercoledì 1 aprile 2009

Bettoni spa, convenzione per DISCARICA di inerti a Travagliato

Riportiamo una notizia che riguarda indirettamente la cava Bonfadina. La ditta Bettoni spa titolare della Bonfadina ha proposto all'amministrazione comunale di Travagliato una convenzione per la realizzazione di una discarica di inerti presso il comune di Travagliato stesso.
La proposta è stata discussa nel consiglio comunale di Travagliato il 25/03/2009 al settimo punto all'ordine del giorno.
Non entriamo nel merito delle caratteristiche della convenzione che riporteremo una volta pubblicata nella sezione delle deliberazioni di consiglio comunale sul sito del comune di Travagliato, ma sottolineiamo questa notizia perchè questa ulteriore attività dimostra ancora una volta come la ditta sia impegnata non solo sul fronte estrattivo ma anche sul fronte dello smaltimento di rifiuti (in questo caso inerti).
Le molteplici attività (con relativi introiti milionari) dimostrano che eventuali prese di posizione su presunte difficoltà occupazionali relative al fatto che l'attività estrattiva nell'ATEg09 non sia ancora riuscita a partire sono state strumentali.
E stiamo parlando anche di prese di posizione ufficiali scritte dalla ditta addirittura in un ricorso al Consiglio di Stato discusso nel giugno scorso, non dicerie di piazza quindi.
Rispediamo al mittente queste mistificazioni e diamo ai cittadini gli elementi sufficienti per giudicare autonomamente.
Rinnoviamo l'appoggio alle amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. affinchè pretendano dalla Regione il rispetto assoluto delle normative in tema di VIA sulla questione ATEg09.
Restiamo a disposizione dei cittadini per qualunque tipo di informazione.

Mario Chiesa e le discariche bresciane

A questo link è disponibile un articolo relativo all'arresto di ieri di Mario Chiesa (diventato famoso nella vicenda Mani Pulite)
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE52U04720090331

"Proprio dal passato burrascoso con la legge di Chiesa, prende il nome l'operazione del Noe, denominata "Rewind" -- tornare indietro, tornare al passato, fanno notare i carabinieri in un comunicato -- che da indagini nate nel giugno 2005 ha portato alla luce l'esistenza di un "sodalizio criminoso" dedito al traffico illecito di rifiuti ed a reati contro la Pubblica Amministrazione. In particolare, è emerso che La Solarese avrebbe gestito con modalità fraudolente le attività di trattamento/smaltimento terre di spazzamento stradale. Oltre 2.700 tonnellate di questo tipo di rifiuto -- che avrebbe dovuto essere trattato presso l'azienda -- venivano invece, senza alcun trattamento, inviate illecitamente per lo smaltimento presso discariche nel Pavese, nel Bresciano e nel Cremonese, spiega la nota."

Ancora una volta le cave, trasformate in discariche, della provincia di Brescia salgono ai "disonori" della cronaca nazionale per un caso di illecito smaltimento dei rifiuti.

martedì 31 marzo 2009

Risposta della Provincia all'interrogazione del 26/02/2009

Vi ricordavate l'interrogazione in consiglio Provinciale in merito all'autorizzazione della rotatoria per l'ATEg09 nonostante sia in corso in Regione il riesame della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA?
Bene, oggi è arrivata la risposta dell'assessore Parolini e del dirigente del settore lavori pubblici ing. Faccin.
Le riportiamo:
"Brescia, 30.03.2009

Egregi Signori
Consiglieri Provinciali

Giovanni Ragni
Carlo Fogliata
Pier Luigi Mottinelli
Silvia Colasanti
Aldo Rebecchi
Annalisa Voltolini
Tino Bino
Gianantonio Girelli
Antonella Montini
Osvaldo Scalvenzi

SEDE

N. 10/07/09

Oggetto: Risposta interrogazione n. 11/2009/I del 24.02.2009.
Cava Bonfadina – ATEg09.
Viabilità interessata lungo la S.P. BS 11 “Padana Superiore” nei comuni di Cazzago San Martino e Rovato.

In merito all’interrogazione in oggetto, allego, per la parte di competenza, la nota del Direttore dell’Area Tecnica, dott. Ing Carlo Faccin. Poiché l’immissione di una strada locale su una strada provinciale è potenzialmente causa di pericoli non si può che vedere con favore la rapida soluzione di un punto pericoloso, tanto più se non comporta oneri per l’Amministrazione Provinciale.

Distinti saluti.

L’ASSESSORE AI LL.PP.
(dott.ing. Mauro Parolini)
Preg.mo
Assessore ai Lavori Pubblici
della Provincia di Brescia
Dott. Ing. Mauro Parolini
SEDE


OGGETTO: PROGETTO DI GESTIONE PRODUTTIVA ATEg09 (Cava Bonfadina) LUNGO LA SPBS 11 “Padana Superiore” NEI TERRITORI COMUNALI DI CAZZAGO S.M. E ROVATO.
INTERROGAZIONE PROT.N. 11/2009/I DEL 24/02/2009.

Si confermano i dati del censimento forniti dalla ditta proponente Bettoni S.p.a. di Castegnato, coerenti con i recenti dati rilevati nella postazione provinciale di monitoraggio del traffico più prossima, posta sulla strada SPBS 11 “Padana Superiore”. Si ritiene altresì sostenibile, in considerazione delle analoghe condizioni al contorno indicate dal proponente, il numero dei mezzi pesanti indotti dalle attività di escavazione.
Si rileva che l’attuale intersezione tra la ex SS 11 e la confluente via San Giovanni è comunque da sistemare, indipendentemente dalla futura presenza o meno della viabilità di accesso alla eventuale cava.
Sulla scorta degli affinamenti tecnici derivati dall’esperienza progettuale del Settore Viabilità, anche a seguito delle osservazioni espresse in sede di conferenza di servizi, il contributo dell’Assessorato si è limitato a determinare la tipologia e le caratteristiche geometriche della circolazione rotatoria per la riqualificazione della richiamata intersezione con la SPBS 11 “Padana Superiore”, al fine di meglio coerenziare le viabilità confluenti nel nodo per ridurre le conseguenti criticità alla circolazione, rotatoria che troverebbe ulteriori motivazioni per la sua realizzazione se in tale nodo dovesse confluire anche la viabilità di adduzione alla cava.
Distinti saluti
IL DIRIGENTE DELL’AREA TECNICA
Dott. Ing. Carlo Faccin
Un solo commento: RISPOSTA SCANDALOSA!
I consiglieri provinciali chiedono come mai la Provincia autorizzi una rotatoria mentre la Regione ha in corso la procedura di riesame della verifica di assoggettabilità a VIA, in cui la viabilità è uno solo dei temi da trattare e la Provincia che risponde?
Che il traffico attuale della SPBS11 è quello dichiarato dalla ditta quando questa l'ha censito in pieno Luglio 2005, non proprio il mese più indicato per rilevazioni di carattere generale.
Che il traffico indotto dalla partenza dell'ambito estrattivo è quello dichiarato dalla ditta (50 camion al giorno) quando la ditta stessa dichiara di estrarre 1500 mc/giorno che possono essere portati via dall'ambito solo attraverso più di un centinaio di bilici al giorno. Ma ogni bilico pieno che esce dalla cava vuol dire che uno vuoto è entrato prima. Quindi accessi di almeno 200 camion al giorno. Mancano le betoniere, manca il traffico "leggero" degli automezzi del personale e dei clienti.
Ma chi vuol prendere in giro Parolini e il suo settore?
Crede di poter prendere per i fondelli la gente come ha fatto a Castrezzato dove nel novembre scorso non si è recato a un'assemblea organizzata sulla Brebemi alla quale era stato invitato per parlare dello stato approvativo della nuova autostrada, salvo mandare proprio il suo dirigente d'area che disse che "...non ci sarebbero stati problemi di nessun tipo..." e scoprire solo qualche settimana dopo che proprio a Castrezzato era stata individuata una cava di prestito per Brebemi?
Eh no, cara Provincia, a questo gioco a Rovato non ci stiamo!

venerdì 27 marzo 2009

Altro morto in cava


Altro infortunio mortale in una cava della Provincia di Brescia.
Dal giornale Il Brescia di oggi 27 Marzo 2009.

mercoledì 25 marzo 2009

Grandi opere già conteggiate nel piano cave Provincia di Brescia 2005

Articolo Bresciaoggi 25/03/09
Come altre volte ricordato dal comitato anticava Rovato la Giunta Provinciale Cavalli di Brescia aveva formalmente comunciato al Consiglio della Regione Lombardia nel corso del 2004 che il piano provinciale in corso di approvazione conteggiava già al suo interno i quantitativi da destinare alle grandi opera (Brebemi e Tav). Forse la stessa Provincia di Berscia finalmente si è ricordata di tale comunicazione.

"CASTREZZATO. La giunta provinciale ha deliberato ieri il parere negativo. Le parole di Mattinzoli Bocciata la cava per Brebemi «Il piano provinciale la vieta»

Il Broletto boccia definitivamente la cava di prestito Brebemi progettata prima sul territorio di Castrezzato e poi «traslocata» sul Comune di Trenzano. La decisione è stata presa dalla giunta Cavalli ieri pomeriggio, avvallando il parere contrario espresso dall’assessore all’Ambiente Enrico Mattinzoli. Due i motivi della bocciatura: il piano cave della Provincia di Brescia e la relativa approvazione regionale del novembre 2004 vieta «le cave di prestito». Secondo: il fabbisogno di materiale inerte per la realizzazione della Brebemi (260.000 mc di pavimentazione e di circa 25.000 mc di getti) è copribile utilizzando materiale di demolizione reperibile nella nostra e in altre province. Le posizione dell’assessorato all’Ambiente sono approfondite nel parere negativo approvato dalla giunta: «La deliberazione del consiglio regionale del 25 novembre 2004, con la quale è stato approvato il piano cave della provincia di Brescia, dispone che per tutto il periodo di vigenza del piano cave è esclusa la possibilità di autorizzare cave di prestito, ai sensi della legge regionale 14/1998. Si rileva pertanto, sotto questo profilo, il contrasto della ipotizzata apertura di una cava di prestito con la programmazione regionale in materia di attività estrattive di cava». Vengono poi contestati i dati sull’indagine di mercato per reperire inerti svolta dal Consorzio Bbm: «Non viene esplicitato il criterio di individuazione degli operatori contattati, il cui numero sembra oggettivamente esiguo anche rispetto a quello delle altre province indagate. Quindi è da ritenersi indispensabile un supplemento di ricerca, che il proponente potrà svolgere interessando direttamente le associazioni rappresentative degli operatori, così come proposto dall’assessore provinciale all’Ambiente al presidente di Brebemi Spa». Viene infine rilevato che non sussistono elementi sufficienti per l’espressione di un parere in merito alla compatibilità ambientale del «Piano di reperimento degli inerti» depositato con il progetto definitivo da Cal Spa «per mancanza di soluzioni progettuali alternative».P.G. "

Cava Macogna alla Pedrocca sotto sequestro

Con stupore leggiamo sul sito Rovato.org la messa sotto sequestro della cava Macogna in località Pedrocca nel comune di Cazzago S.M. da parte della Procura della Repubblica.
La notizia è visibile al seguente indirizzo
http://rovato.org/2009/03/25/cava-macogna-procura-della-repubblica-sequestra-parte-dellarea-nella-zona-dovrebbe-sorgere-la-nuova-maxidiscarica/

Gravi le motivazioni che avrebbero portato al sequestro, in particolare si tratterebbe di escavazione abusiva e smaltimento abusivo di materiali inerti per mascherare l'illecita attività estrattiva.

Con rammarico invitiamo i nostri lettori a scorrere le pagine del nostro blog al fine di verificare i post che riferiscono di attività illecite e morti sul lavoro nelle cave della Provincia di Brescia. Un triste lungo elenco che mostra come lo stato di diritto nell'attività estrattiva della nostra Provincia sia stato ormai perso da tempo.

lunedì 23 marzo 2009

Cava di prestito Brebemi (continua)

Rassegna stampa Bresciaoggi 22/03/09

venerdì 20 marzo 2009

Verbale incontro in Regione Lombardia del 03/03/09




Proponiamo l'inizio del verbale redatto dalla Direzione Generale Qualità dell'Ambiente della Regione Lombardia relativo all'incontro tenutosi il 03/03/09 con gli esponenti delle amministrazione comunali di Rovato e Cazzago S.M. Ricordiamo che l'incontro è stato realizzato in seguito alla riapertura da parte della Regione Lombardia della Verifica di assoggettabilità a VIA dell'ATEg09, cava Mercurio-Bonfadina.
Particolare attenzione deve essere posta al punto evidenziato.

martedì 17 marzo 2009

Berlingo contro Trenzano

Bresciaoogi di Lunedì 16 Marzo


LA POLEMICA. Braccio di ferro sull’impianto destinato ad alimentare i cantieri della Brebemi Mossa anti-Trenzano: Berlingo gli soffia l’areaVa in Consiglio questa sera la delibera che sposta i confini comunali per evitare l’apertura della cava

Paolo Tedeschi Contro l’ipotesi di apertura di una grossa cava di prestito (1,5 milioni di mc) per BreBeMi lungo la strada provinciale 16 Trenzano-Rovato, nell’estrema propaggine nord del territorio comunale di Trenzano, ma a solo un chilometro dall’abitato di Berlingo, l’amministrazione comunale berlinghese del sindaco Dario Ciapetti darà «battaglia» anche sul piano legale-amministrativo. La soluzione è radicale. Questa sera, alle 20.30, infatti, il Consiglio comunale è stato convocato per approvare la richiesta della rettifica del confine nord-ovest con Trenzano. Un iter piuttosto complesso che, dopo il sì scontato alla delibera comunale di lunedì («penso che passerà all’unanimità» anticipa Ciapetti) e la formale richiesta alla Regione Lombardia, secondo gli auspici della Giunta di Berlingo, porterà all’emanazione di un’apposita legge regionale. NATURALMENTE DOPO che sul progetto di legge regionale si saranno pronunciati i Consigli dei Comuni interessati, il Consiglio provinciale e, tramite referendum, pure la popolazione residente nella porzione di territorio interessata dal passaggio di giurisdizione. «Se lasciamo la situazione così com’è, la tentazione per gli amministratori di Trenzano di piazzarci addosso cave di prestito o altre attività particolarmente impattanti a livello ambientale e/o viabilistico in questa località, resterebbe fortissima. Il problema va affrontato alla radice». «TANTO PIÙ che nelle vicinanze del sito - protesta ancora il sindaco Ciapetti - in cui potrebbe arrivare la cava di prestito da 1,5 milioni di mc, che al Comune di Trenzano renderebbe 660mila euro in diritti di escavazione, esattamente dall’altra parte della Sp16, già insistono l’ex-discarica di Rsu di Castrezzato-Trenzano di Cogeme, e, di fianco, in una cava dismessa, l’Autodromo di Franciacorta, fonte di forte disagio acustico per i residenti della Bargnana e di Berlingo». Cosa chiederete nel dettaglio al Pirellone? «Il passaggio dalla giurisdizione di Trenzano a quella di Berlingo di un’area di 1,07 kmq localizzata sul confine ovest del territorio comunale di Berlingo, tra le località Santella Mora e Bargnana, delimitata sul lato sud dalla strada comunale via Santella Mora, su quello ovest dalla Sp16, su quello nord dalla Sp18 e sul lato est dall’attuale confine di Berlingo». L’AREA, INSOMMA, su cui potrebbe aprire la cava di prestito di BreBeMi. Le abitazioni (che contano circa 25 abitanti) comprese in questa porzione di territorio distano da 50 a 600 metri dal confine amministrativo e dal centro abitato di Berlingo, mentre distano da 2.500 a 3.100 metri dall’abitato di Trenzano, fa notare il sindaco. «Le famiglie residenti in questa porzione di territorio, del resto, usufruiscono storicamente di alcuni servizi direttamente dal Comune di Berlingo: dai servizi scolastici (scuola dell’infanzia e primaria e trasporti) al servizio idrico, dal servizio di smaltimento rifiuti, agli interventi sulla viabilità come le piccole e grandi manutenzioni alla strada comunale Santella Mora, nel territorio di Trenzano (incluso un contributo di 45mila euro per la sua riqualificazione) e lo sgombero della neve nel periodo invernale».

domenica 15 marzo 2009

Senteza Consiglio di Stato ricorso Comune di Sommacampagna

CONSIGLIO DI STATO Sez. VI, 22/10/2008, (UD. 01/07/2008), Sentenza n. 5186
Tale sentenza risulta essere molto importante anche per la nostra cava Mercurio-Bonfadina.
In tale sentenza infatti il Consiglio di stato accoglieva l'istanza avanzata dal comune di Sommacampagna per la mancata applicazione della VIA per la cava denominata Corte Betlemme.
Per questo specifico caso l'attività di estrazione avrebbe dovuto essere confinata in un'area inferiore ai 15 ettari mentre l'intera area interessata risultava essere di oltre 17 ettari.
Il Consiglio di Stato ha sentenziato che:

"6. L’appello principale merita accoglimento nei sensi di seguito precisati.
6.1. Con il primo motivo di appello, il Comune di Sommacampagna lamenta che il progetto presentato dalla Sei avrebbe dovuto essere sottoposto a V.I.A., in quanto per “area interessata dalla cava” si deve intendere tutta l’area in disponibilità della SEI e non solo l’area dove verrà effettuata l’effettiva escavazione, con la conseguenza che, avendo detta area una superficie di mq 174.460 essa supererebbe il limite dei 15 ha, indicato dall’art. 3 L.R.V. n. 10/1999 per sottoporre un progetto a V.I.A:
6.2. Il motivo è fondato. L’art. 3 L.R.V. n.10/1999 prevede che siano assoggettati alla procedura di V.I.A. i progetti indicati negli appositi allegati, tra i quali sono compresi, in base agli allegati A1 e B1, le cave che interessino un’area superiore a 15 ettari. La disposizione fa riferimento, dunque, all’area interessata dall’attività di cava”. Come rileva l’appellante, per “area interessata dalla cava”, deve intendersi, non solo l’area di escavazione, ma l’intera area destinata ad attività di cava, comprensiva, oltre a quella dello scavo, anche di quella di accumulo dei materiali, di manovra e di carico e scarico, in quanto comunque funzionale all’attività di cava. Tale interpretazione è avvalorata dalla ratio della norma volta a porre limiti all’attività di cava in considerazione dell’impatto ambientale che la stessa può avere. Sotto questo profilo, il Collegio ritiene che l’impatto sul territorio dipenda non solo dall’area strettamente destinata all’escavazione, ma dall’intera area funzionale all’attività di cava, la quale risulta oggetto di lavorazione e di trasformazione urbanistico, rilevando, così, sotto l’aspetto ambientale. "
L'intera sentenza è disponibile al sito internet http://www.ambientediritto.it/sentenze/2008/CDS/Cds_2008_n.5186.htm.

Ricordiamo che al Consiglio di Stato sono ancora aperti i ricorsi presentati dai comuni di Rovato e Cazzago S.M. per la mancata applicazione della VIA. Per il nostro caso ATEg09 (cava Mercurio-Bonfadina) risulta approvato per 34 ettari, mentre il progetto iniziale dell'attività estrattiva è confinato in 14 ettari. La soglia oltre la quale è obbligatoria l'applicazione della VIA risulta essere in Lombardia di 20 ettari.
Rispetto al testo della sentenza sopra riportato ricordiamo che gli strumenti urbanistici dei comuni di Rovato e Cazzago sono stati aggiornati a seguito della firma della convenzione d'ufficio tra la Provincia di Brescia e il cavatore Bettoni s.p.a.. L'intero ambito estrattivo costituito da tutti i 34 ettari indicati dal piano cave della Provincia di Brescia sono stati passati da zona agricola ad ambito estrattivo di sabbia e ghiaia.

Tale sentenza è inoltre stata evidenziata nelle osservazioni inviate alla stessa Regione Lombardia in questa fase in cui i competenti uffici hanno riaperto l'iter di valutazione d'applicabilità della VIA.

mercoledì 11 marzo 2009

Berlingo protesta contro la cava di prestito a Trenzano


Articolo tratto dal Bresciaoggi del 11 Marzo 2009.


sabato 7 marzo 2009

Rassegna stampa del 05-03-2009

Dal Bresciaoggi:

05/03/2009 - Cava «Bonfadina»: prove di dialogo
Prosegue la battaglia dei Comuni franciacortini per ottenere la Valutazione di impatto ambientale (Via) per la cava Bonfadina, un bacino di escavazione di 34 ettari inserito nel piano della Provincia.
L’altro giorno il sindaco di Cazzago Giuseppe Foresti e Angelo Bergomi consigliere delegato al Territorio di Rovato sono stati ricevuti dai funzionari della Regione del settore cave. La delegazione ha spiegato ai tecnici del Pirellone perchè prima di iniziare gli scavi sia necessaria una attenza valutazione dei rischi ambientali collegati. Il vertice, rappresenta l’ennesimo capitolo del braccio di ferro che dal 2002 contrappone le comunità della Franciacorta e i cavatori. Un conflitto combattuto a suon di carte bollate. Un anno fa il Tar aveva sospeso gli scavi, chiedendo alla Regione di motivare perché non avessero chiesto la Via. Pochi mesi dopo il Consiglio di Stato revocò la sospensiva, permettendo alla ditta di riprendere il lavoro ma a dicembre la Regione ha deciso di riprendere in esame la questione. Al centro dell’ultimo vertice a Milano - convocato anche per scongiurare il rischio dell’apertura di una procedura diinfrazione europea a carico della Regione Lombardia sono finiti gli effetti degli scavi della Bonfadina su ambiente, salute e viabilità. Ora gli uffici regionali, l’Arpa e l’Asl confronteranno il dossier presentato dai Comuni con la documentazione della ditta che si sta occupando degli scavi. Poi, il Pirellone deciderà se chiedere o meno la Via.
Facciamo presente come all'incontro fosse presente anche l'assessore rovatese all'urbanistica Riccardo Sette che ha avuto parte attiva nel dimostrare l'incompatibilità di questo ambito estrattivo con la collocazione in cui è stato previsto.
Soprattutto in merito alle indagini svolte per conto della ditta e presentate al competente settore provinciale, indagini che pur essendo di parte hanno mostrato come le emissioni di PM10 siano spesso e volentieri oltre i limiti di legge; per non parlare delle emissioni acustiche.
Vedremo quel che succederà.
Per l'ennesima volta assistiamo a una presenza attenta delle amministrazioni comunali su questo tema e dobbiamo rendere atto di questo impegno.
Se questo ambito verrà approvato per l'ennesima volta senza VIA saranno altre le istituzioni che dovranno renderne conto.
Ricordiamo a tutti che da 4 anni si sta discutendo di non mandare a VIA un terreno che supera di gran lunga i 20 ettari della soglia di legge per l'obbligatorietà alla VIA. 34 ETTARI, non bruscoline!

venerdì 6 marzo 2009

Delegazioni Comuni Rovato e Cazzago SM in Regione Lombardia

Come riferito in altri precedenti post, la Regione Lombardia ha riaperto la procedura di esame per l'assoggettabilità a VIA (valutazione d'impatto abientale) dell'ambito estrattivo ATEG09 cava Mercurio-Bonfadina.
A tale proposito le delegazioni dei Comuni di Rovato e Cazzago S.M. sono state ricevute Martedì 3 Marzo dal dirigente della Regione Lombardia relativo alle "attività estrattive e bonifica", Gianni Carlo Ferrario. Il dirigente era accompagnato da alcuni suoi collaboratori e da un esponente dell'ARPA (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente).
A tali funzionari le delegazioni dei due comuni hanno presentato in dettaglio le osservazioni precedentemente formalizzate rispetto alla mancata applicazione della VIA per lo specifico ambito estrattivo.


Nell'immagine riportata l'organigramma del'organizzazione della Direzione Generale Qualità dell'Ambiente della Regione Lombardia (disponibile al sito http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?blobcol=urldata&blobheader=application%2Fpdf&blobheadername1=MDT-Type&blobheadervalue1=abinary%3B+charset%3DUTF-8&blobkey=id&blobtable=MungoBlobs&blobwhere=1213286082959&ssbinary=true).



giovedì 5 marzo 2009

Comunicazione dal Comune di Rovato


Pubblichiamo comunicazione pervenuta dal Comune di Rovato indirizzata direttamente al Comitato Anticava Rovato relativamente alla pianificazione urbanistica.


sabato 28 febbraio 2009

Brebemi, la cava di prestito si sposta a Trenzano


Riportiamo la sorprendente notizia apparsa sul quotidiano Giornale di Brescia di oggi 28 Febbraio 2008.
Il sindaco del Comune di Trenzano avrebbe offerto la disponibilità ad ospitare sul proprio territorio la cava di prestito che dovrebbe fornire 1,5 milioni di mc di inerti di cui necessiterebbe l'autostrada BREBEMI. Il sindaco Andrea Bianchi avrebbe addotto motivazioni economiche per giustificare la candidatura del proprio comune ad ospitare la cava.

A tale proposito invitiamo i nostri lettori e sopratutto il sindaco Bianchi a visionare questa pagina web


nella quale sono riportati i compensi spettanti alle amministrazioni comunali nella Regione Lombardia quali diritto di escavazione come contropartita rispetto all'ospitare una cava all'interno del proprio territorio di competenza.

"categoria: sabbia e ghiaia € 0,44 per metro cubo cavato"

0,44 €/m3 * 1.500.000 m3 = 660.000 € (tali soldi non verrebbero incassati tutti in unica soluzione ma una quota parte annuale per ciascun anno di attività della cava).

Siamo sicuri che al comune di Trenzano bastino 660.000 € per ristruttura la scuola?
E soprautto 660.000 € sono una contropartita degna rispetto al sacrificare ettari ed ettari di pregiato terrno agricolo del proprio Comune?


giovedì 26 febbraio 2009

Ordinanze TAR Brescia su attività nel perimetro della Bonfadina

Riportiamo delle ordinanze che sono state emesse dal TAR di Brescia il giorno 09/01/2009 in merito a delle multe emesse dall'amministrazione di Cazzago S.M. per un presunto non rispetto della destinazione urbanistica di immobili presenti sul territorio comunale di Cazzago S.M..
Dalla ragione sociale di una delle ditte coinvolte e dalla destinazione urbanistica dell'area sul cui territorio si ergono questi immobili si deduce che si tratta del terreno della cava Bonfadina.
Segnaliamo la presenza della International Demining Association Onlus come associazione citata dalle ordinanze.
Riportiamo un articolo del Bresciaoggi che descrive la situazione prima del testo delle ordinanze, segnalando un errore nell'attribuzione della proprietà dell'area: dalle sentenze si evince infatti che la ditta proprietaria dell'area e degli immobili è la Bettoni spa.
da Bresciaoggi del 22/02/2009
CAZZAGO. Nel fabbricato è stata smantellata l’officina abusiva: il Tar congela la sanzione Cascina, maxi-multa sospesa
Si è chiusa con un pronunciamento salomonico del Tar la vertenza fra il Comune di Cazzago e il proprietario di un immobile rurale nell’area Bonfadina. I giudici amministrativi hanno sospeso il pagamento della sanzione da 380 mila euro ma hanno allo stesso tempo giudicato legittimo l’operato dell’Amministrazione civica. All’origine del caso, un’ispezione della Polizia locale che aveva scoperto un laboratorio di smontaggio macchine e attrezzature militari dismesse nella cascina. Un’attività in contrasto con la destinazione rurale dell’immobile che aveva fatto scattare una sanzione di 379 mila euro. Parte della multa, e precisamente 49 mila euro erano in carica alla International demining association, associazione senza fini di lucro rappresentata dall’ex sindaco di Rovato Roberto MANENTI che è anche proprietario della cascina. Dopo il ricorso di MANENTI, il Tar, come detto, ha congelato il pagamento della sanzione in considerazione del fatto che nel frattempo nella cascina era stata smantellata l’attività. «Il Tar - spiega il sindaco di Cazzago Giuseppe Foresti - ha accolto la richiesta di sospensione in seguito allo smantellamento dell’attività. Valuteremo il contratto di comodato con cui la proprietà aveva affidato l’immobile per adeguare le sanzioni. La sospensione ha confermato che la procedura che la procedura di sanzionatoria era corretta - continua il primo cittadino -: la multa è servita a ristabilire il corretto utilizzo dei locali, precedenti stalle, che non potevano essere utilizzati per smontare e recuperare mezzi militari. «Con l’avvocato Mauro Ballerini - conclude Foresti -, valuteremo ora come muoverci: per noi è importante innanzitutto assicurare il rispetto del profilo urbanistico. La sentenza ha chiarito che la multa era legittima e ha ottenuto quanto volevamo: lo sgombero di attività non consentite che non potevano essere considerate agricole».G.C.C.

I link a cui reperire le ordinanze sono:

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%201/2008/200801176/Provvedimenti/200900042_05.XML

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%201/2008/200801177/Provvedimenti/200900043_05.XML

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%201/2008/200801221/Provvedimenti/200900044_05.XML

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%201/2008/200801260/Provvedimenti/200900046_05.XML

_________________________________________________________

1) ORDINANZA Numero 42 del 09/01/2009:
Sul ricorso numero di registro generale 1176 del 2008, proposto da: BETTONI SPA, rappresentata e difesa dagli avv. Chiara Desenzani ed Ezio Cividini, con domicilio eletto presso i medesimi legali in Brescia, via Saffi 5;
contro
COMUNE DI CAZZAGO SAN MARTINO, non costituitosi in giudizio;ASSOCIAZIONE VOLONTARI DEL SOSTEGNO ONLUS, rappresentata e difesa dall'avv. Federica Paletti, con domicilio eletto presso il medesimo legale in Brescia, via Gramsci 30;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia
- del provvedimento del responsabile dell’Area Assetto del Territorio prot. 15604 del 25 settembre 2008, con il quale è stato ingiunto alla società ricorrente e all’Associazione Volontari del Sostegno il pagamento in solido della somma di € 49.300 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile in via Bonfadina (mappale n. 135);
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Associazione Volontari del Sostegno Onlus;
Visti gli art. 19 e 21, comma 8, della legge 6 dicembre 1971 n. 1034;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 il dott. Mauro Pedron;
Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. Con l’impugnato provvedimento del 25 settembre 2008 il Comune ha ingiunto alla società ricorrente (proprietaria) e all’Associazione Volontari del Sostegno (comodataria) il pagamento in solido della somma di € 49.300 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile situato in subzona D3 (aree per attività estrattive).
2. L’immobile, che aveva in origine destinazione agricola (stalla), è stato adibito a deposito di materiale e automezzi non legati all’attività agricola (sotto il profilo urbanistico la nuova destinazione è stata considerata sostanzialmente commerciale).
3. Nonostante il cambio di destinazione impresso all’immobile si ritiene che la sanzione pecuniaria (corrispondente all'aumento del valore venale) non sia una misura proporzionata in considerazione del fatto che la nuova forma di utilizzazione è stata ormai dismessa e i locali sgomberati.
P.Q.M.
il TAR Brescia accoglie la domanda cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 con l'intervento dei Magistrati:
Giuseppe Petruzzelli, Presidente
Gianluca Morri, Primo Referendario
Mauro Pedron, Primo Referendario, Estensore


L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE



DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 09/01/2009
IL SEGRETARIO
_____________________________________________________________

2) ORDINANZA Numero 43 del 09/01/2009:
Sul ricorso numero di registro generale 1177 del 2008, proposto da: BETTONI SPA, rappresentata e difesa dagli avv. Ezio Cividini e Chiara Desenzani, con domicilio eletto presso i medesimi legali in Brescia, via Saffi 5;
contro
COMUNE DI CAZZAGO SAN MARTINO, rappresentato e difeso dall'avv. Mauro Ballerini, con domicilio eletto presso il medesimo legale in Brescia, viale Stazione 37; INTERNATIONAL DEMINING ASSOCIATION ONLUS, rappresentata e difesa dall'avv. Filippo Cocchetti, con domicilio eletto presso il medesimo legale in Brescia, via Vittorio Emanuele II 31;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia
- del provvedimento del responsabile dell’Area Assetto del Territorio prot. n. 15605 del 25 settembre 2008, con il quale è stato ingiunto alla ricorrente e a International Demining Association Onlus il pagamento in solido della somma di € 330.000 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile in via Bonfadina (mappale n. 135);
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Cazzago San Martino;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di International Demining Association Onlus;
Visti gli art. 19 e 21, comma 8, della legge 6 dicembre 1971 n. 1034;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 il dott. Mauro Pedron;
Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato a un sommario esame:
1. Con l’impugnato provvedimento del 25 settembre 2008 il Comune ha ingiunto alla ricorrente (proprietaria) e a International Demining Association Onlus (comodataria) il pagamento in solido della somma di € 330.000 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile situato in subzona D3 (aree per attività estrattive).
2. L’immobile, che aveva in origine destinazione agricola (stalla), è stato adibito a deposito di materiale e automezzi non legati all’attività agricola (sotto il profilo urbanistico la nuova destinazione è stata considerata sostanzialmente commerciale).
3. Nonostante il cambio di destinazione impresso all’immobile si ritiene che la sanzione pecuniaria (corrispondente all'aumento del valore venale) non sia una misura proporzionata in considerazione del fatto che la nuova forma di utilizzazione è stata ormai dismessa e i locali sgomberati.
P.Q.M.
il TAR Brescia accoglie la domanda cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 con l'intervento dei Magistrati:
Giuseppe Petruzzelli, Presidente
Gianluca Morri, Primo Referendario
Mauro Pedron, Primo Referendario, Estensore


L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 09/01/2009
IL SEGRETARIO
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


3) ORDINANZA Numero 44 del 09/01/2009:

Sul ricorso numero di registro generale 1221 del 2008, proposto da: INTERNATIONAL DEMINING ASSOCIATION ONLUS, rappresentata e difesa dall'avv. Filippo Cocchetti, con domicilio eletto presso il medesimo legale in Brescia, via Vittorio Emanuele II 31;
contro
COMUNE DI CAZZAGO SAN MARTINO, rappresentato e difeso dall'avv. Mauro Ballerini, con domicilio eletto presso il medesimo legale in Brescia, viale Stazione 37;
nei confronti di
BETTONI SPA, non costituitasi in giudizio;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia
- del provvedimento del responsabile dell’Area Assetto del Territorio prot. n. 15605 del 25 settembre 2008, con il quale è stato ingiunto alla ricorrente e a Bettoni spa il pagamento in solido della somma di € 330.000 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile in via Bonfadina (mappale n. 135);
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Cazzago San Martino;
Visti gli art. 19 e 21, comma 8, della legge 6 dicembre 1971 n. 1034;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 il dott. Mauro Pedron;
Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato a un sommario esame:
1. Con l’impugnato provvedimento del 25 settembre 2008 il Comune ha ingiunto alla ricorrente (comodataria) e a Bettoni spa (proprietaria) il pagamento in solido della somma di € 330.000 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile situato in subzona D3 (aree per attività estrattive).
2. L’immobile, che aveva in origine destinazione agricola (stalla), è stato adibito a deposito di materiale e automezzi non legati all’attività agricola (sotto il profilo urbanistico la nuova destinazione è stata considerata sostanzialmente commerciale).
3. Nonostante il cambio di destinazione impresso all’immobile si ritiene che la sanzione pecuniaria (corrispondente all'aumento del valore venale) non sia una misura proporzionata in considerazione del fatto che la nuova forma di utilizzazione è stata ormai dismessa e i locali sgomberati.
P.Q.M.
il TAR Brescia accoglie la domanda cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 con l'intervento dei Magistrati:
Giuseppe Petruzzelli, Presidente
Gianluca Morri, Primo Referendario
Mauro Pedron, Primo Referendario, Estensore


L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE



DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 09/01/2009
IL SEGRETARIO

____________________________________________________________________
4) ORDINANZA Numero 46 del 09/01/2009:

Sul ricorso numero di registro generale 1260 del 2008, proposto da: ASSOCIAZIONE VOLONTARI DEL SOSTEGNO ONLUS, rappresentata e difesa dall'avv. Federica Paletti, con domicilio eletto presso il medesimo legale in Brescia, via Gramsci 30;
contro
COMUNE DI CAZZAGO SAN MARTINO, non costituitosi in giudizio;
nei confronti di
BETTONI SPA, non costituitasi in giudizio;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia
- del provvedimento del responsabile dell’Area Assetto del Territorio prot. n. 15604 del 25 settembre 2008, con il quale è stato ingiunto alla ricorrente e alla società Bettoni spa il pagamento in solido della somma di € 49.300 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile in via Bonfadina (mappale n. 135);
- del provvedimento del responsabile dell’Area Assetto del Territorio prot. n. 15602 del 25 settembre 2008, con il quale è stato determinato l’aumento del valore venale del suddetto immobile dopo il cambio di destinazione d’uso;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visti gli art. 19 e 21, comma 8, della legge 6 dicembre 1971 n. 1034;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 il dott. Mauro Pedron;
Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato a un sommario esame:
1. Con provvedimento del 25 settembre 2008 il Comune ha ingiunto alla ricorrente (comodataria) e alla società Bettoni spa (proprietaria) il pagamento in solido della somma di € 49.300 ai sensi dell’art. 53 comma 2 della LR 11 marzo 2005 n. 12 per il mutamento di destinazione d'uso senza opere edilizie di un immobile situato in subzona D3 (aree per attività estrattive).
2. L’immobile, che aveva in origine destinazione agricola (stalla), è stato adibito a deposito di materiale e automezzi non legati all’attività agricola (sotto il profilo urbanistico la nuova destinazione è stata considerata sostanzialmente commerciale).
3. Nonostante il cambio di destinazione impresso all’immobile si ritiene che la sanzione pecuniaria (corrispondente all'aumento del valore venale) non sia una misura proporzionata in considerazione del fatto che la nuova forma di utilizzazione è stata ormai dismessa e i locali sgomberati.
P.Q.M.
il TAR Brescia accoglie la domanda cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 8 gennaio 2009 con l'intervento dei Magistrati:
Giuseppe Petruzzelli, Presidente
Gianluca Morri, Primo Referendario
Mauro Pedron, Primo Referendario, Estensore


L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE



DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 09/01/2009
IL SEGRETARIO

Interrogazione in Provincia di Brescia








Il gruppo consiliare PD della Provincia di Brescia ha inoltrato alla Presidenza una dettagliata interrogazione sulla cava Mercurio-Bonfadina.


mercoledì 25 febbraio 2009

Consiglio comunale Rovato

La cava Mercurio-Bonfadina è stata ancora al centro dell'attenzione del Consiglio Comunale di Rovato nel corso dell'ultima seduta del 23 Febbraio 2009.
Un breve resonto della seduta sul sito Rovato.org a questo indirizzo

http://rovato.org/2009/02/25/consiglio-comunale-di-rovato-luce-verde-su-opere-pubbliche-e-bilancio-battaglia-su-ambiente-e-il-leone/
Facciamo notare la cronistoria che il consigliere delegato alle attività estrattive Angelo Bergomi ha realizzato sull'iter autorizzativo della cava Bonfadina, risalendo fino alla prima proposta di piano provinciale cave della Giunta Lepidi arrivando all'inserimento ufficiale della cava nel piano provinciale cave da parte della prima giunta Cavalli con l'assessore provinciale allora competente l'avv. Cossu, peraltro cittadino rovatese, fino al suo quadruplicamento in sede regionale con l'assessore competente Nicoli Cristiani, fino alle autorizzazioni da parte dei competenti settori tecnici della provincia nel secondo mandato della presidenza Cavalli.
La cronistoria si è resa necessaria dopo una sollecitazione del consigliere comunale Fogliata a cui Bergomi ha provveduto a rispondere.
La relazione è stata l'ennesima occasione per i cittadini di Rovato di sentirsi raccontare in che modo questo ambito estrattivo è arrivato a Rovato e in che modo le istituzioni Provincia e Regione l'abbiano mantenuto in una posizione in cui oggi, la provincia stessa ha introdotto un vincolo di tutela paesaggistica.
E' stata l'occasione anche per fare il punto della situazione: in particolare per la seconda volta il consigliere Fogliata ha esposto la sua contrarietà all'arrivo sul territorio comunale di attività di questo tipo. Rimaniamo in attesa di capire quali siano le iniziative che anche a livello di opposizione rovatese si intendono mettere in atto per risolvere questo problema che minaccia la comunità rovatese. Fino ad oggi, purtroppo, non ravvisiamo atti concreti.
Nel futuro speriamo invece di vedere una inversione di tendenza. Dopotutto in Regione e Provincia governano maggioranze affini alla minoranza rovatese.
Minoranza, lo ricordiamo, che nel passato mandato amministrativo votò contro al documento di opposizione presentato nel consiglio comunale del Febbraio 2004.
Non è mai troppo tardi per rimediare a errori del passato, e crediamo che tutti i cittadini rovatesi sarebbero ben lieti di vedere il risultato di una cancellazione dell'ATEg09 grazie all'impegno anche di chi in un primo momento la pensava diversamente.
Ci sono delle occasioni anche nell'immediato, visto che Regione e Provincia stanno nuovamente valutando la situazione dell'ATEg09.
Riporteremo, come sempre, notizie e novità sull'argomento.

martedì 24 febbraio 2009

Manifestazione 21-02-09




















Alcune foto della manifestazione del 21 Febbraio contro cave e discariche.

lunedì 23 febbraio 2009

Rassegna stempa del 22-02-09


Giornale di Brescia.






Bresciaoggi.


Rassegna stampa del 21-02-09


Giornale di Brescia




Bresciaoggi


venerdì 20 febbraio 2009

Manifestazione


La notizia della manifestazione del 21 Febbraio è in evidenza anche sul sito di Rovato.org,