
mercoledì 3 febbraio 2010
Il Brescia del 03-02-2010: ancora Bonfadina e Piano Cave!

martedì 2 febbraio 2010
Accessi "eccellenti" al Blog

lunedì 1 febbraio 2010
Discarica amianto via Brocchi
"via Brocchi - hanno ripreso i lavori – FERMIAMOLI!!!
Stamattina all'alba le forze dell'ordine (carabinieri, agentidellaquestura e polizia locale) hanno bloccato in entrambi i sensil'accesso al presidio contro la realizzazione della discarica diamianto in via Brocchi.Nello stesso momento gli operai e i tecnici della Profacta s.p.a.hanno ripreso i lavori recintando l'area della cava e posizionandoruspe e camion al suo interno.Tutto questo sta avvenendo nonostante le continue e numerose protestedegli abitanti esasperati dalla presenza di sostanze tossico-nocive inquesta zona;Nonostante non siano state rispettate le distanze minime dalladiscarica ai centri abitati definite per legge;Nonostante sia stato depositato un ricorso al Tar control'autorizzazione rilasciata alla Profacta s.p.a. ancora in attesa dipronuncia e nonostante la nostra chiara e decisa volontà aFARCI IL PARCO DELLE CAVE!!!Ancora una volta gli interessi di un privato minacciano di calpestarei diritti e le necessità di tutta la popolazione con il beneplacito diistituzioni e forze dell'ordine.Invitiamo tutte le persone disponibili a recarsi in via Brocchi, dovestiamo cercando di mantenere un presidio di sopravvivenza, per cercaredi rallentare il più possibile i lavori.Stasera, Lunedì 1 febbraio 2010, alle ore 20:30, presso il circoloArci di Sant'Eufemia (via Saleri 20), il comitato spontaneo controlenocività indice un'assemblea, aperta a tutte le persone interessate,per decidere ed organizzare iniziative di resistenza per i prossimigiorni.Comitato spontaneo Brescia contro le nocività"
sabato 30 gennaio 2010
Lettera al direttore - PIANO CAVE PROVINCIALE DA REVISIONARE!

Egregio direttore,
vorremmo esprimere alcune riflessioni alla luce dei risultati di una recente indagine sullo spaventoso consumo del territorio avvenuto nell’ultimo decennio in provincia di Brescia. Il 14 Gennaio scorso il TAR di Brescia ha annullato l’autorizzazione all’escavazione per la Bonfadina, enorme cava di ghiaia e sabbia posta sul confine tra il nostro comune, Rovato, e, Cazzago S.M., in riferimento ai ricorsi di quest’ultimo. La sentenza fa il paio con quella, identica, dello scorso dicembre relativa ai nostri ricorsi rovatesi.Il TAR ha sancito come la Regione non potesse quadruplicare la Bonfadina passando dalla proposta provinciale di 400.000 mc a 1.600.000 mc senza interpellare i Comuni. Nel merito riteniamo gravissimo che si sia consentito alla ditta di iniziare l’escavazione a Agosto con un’autorizzazione ora annullata, sapendo benissimo che il TAR si sarebbe comunque espresso nell’arco di qualche mese in un senso o nell’altro. E ora chi ripristinerà il danno arrecato al nostro territorio dopo quattro mesi di frenetica attività, con file di bilici in ingresso/uscita dal bacino viste da tutti i cittadini?
Non è questo l’unico tema. Stiamo assistendo negli ultimi mesi a altre numerose sentenze del TAR di Brescia che stanno modificando sensibilmente l’abnorme Piano Cave Provinciale bresciano approvato nel 2005 dalla Regione. Oltre alle due sentenze sopracitate il TAR ha annullato anche l’allargamento al di là di una strada comunale della cava Macogna (ATE14) sempre a Cazzago S.M. e alle porte della frazione rovatese di Duomo: escavazione che avrebbe nei fatti costituito l’apertura di un nuovo bacino. A Ottobre è stato annullato lo spostamento operato dalla Regione di 200.000 metri cubi da una cava a Capo di Ponte (ATE1) consentendo l’apertura di un nuovo bacino, l’ATE57, in Comune di Losine. Troppo sfacciata, per il TAR, la violazione della legge regionale che impone di allargare bacini esistenti prima di aprirne di nuovi. A fine Dicembre, inoltre, il TAR ha ribadito che non è possibile cavare nelle vicinanze dell’aeroporto di Montichiari rigettando la richiesta di un cavatore che chiedeva un risarcimento di 630.000 € ogni 45 giorni di mancata attività, 14.000 euro al giorno! Ci piacerebbe sapere quanto dovrebbero allora chiedere i Comuni per i danni ambientali subiti da attività estrattive pluridecennali e se assisteremo a ricorsi della Regione contro queste sentenze del TAR favorevoli ai Comuni.
Ponendoci nel solco di una condivisibile tutela della Franciacorta ipotizzata dalla Provincia, tanto da suscitare le ire funeste della Regione che l’ha commissariata rispetto al Piano Provinciale Rifiuti, ci chiediamo se non sia arrivato il momento di prevedere una revisione del Piano Cave Provinciale, essendo giunti a metà della sua decennale durata.Sul caso della cava Bonfadina, per esempio, ci chiediamo se non sia opportuno preservare l’ultimo terreno rovatese a denominazione DOCG, chiudendo definitivamente questa vicenda che non giova a nessuno: i Comuni rigettano l’idea di aprire un enorme buco di 34 ettari confinante con dei vitigni e appetibile anche per future discariche, la ditta chiede di operare con sicurezza per il proprio futuro. Ad esempio, una revisione del piano potrebbe consentire abbastanza agevolmente una cancellazione definitiva del bacino della Bonfadina con redistribuzione dei suoi volumi su bacini già aperti: l’impatto sarebbe di gran lunga inferiore, in linea con gli indirizzi dati dal TAR e con quanto previsto anche nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. A livello più generale è assodato che i metri cubi di ghiaia assegnati nel 2005 sono eccessivi rispetto a un’edilizia bresciana molto rallentata e a milioni di metri cubi di inerti bresciani estratti per esigenze non bresciane. Il federalismo non vale per le cave? Tanto più ora che stanno avanzando concrete proposte di recupero di inerti al fine di ridurne l’estrazione.
Un ultimo passaggio sulla Regione Lombardia. Dal 2004 una cinquantina di Comuni, con Cazzago S.M. e Rovato capifila, hanno portato all’attenzione del presidente Formigoni una proposta di modifica della legge regionale cave (14/1998) che consenta ai Comuni di contare qualcosa nella pianificazione dei bacini estrattivi. Oggi, infatti, un cavatore proprietario di un’area agricola può vedersela convertita in escavabile da un voto regionale, aumentandone il valore economico di decine e decine di volte, anche se il Comune è contrario. La Regione (con in testa numerosi assessori e consiglieri regionali bresciani, alcuni ricandidatisi alle prossime elezioni regionali) aveva promesso da tempo il superamento dell’attuale legge. E’ passata un’intera legislatura ma non abbiamo visto la modifica di una virgola. Anzi! Abbiamo assistito allibiti a numerosi ricorsi della Regione Lombardia al TAR o al Consiglio di Stato contro i Comuni. Perché invece la Regione non si è costituita in giudizio con la medesima tempestività contro i ricorsi di numerosi cavatori? Ma come, si ricorre contro i Comuni e non contro i privati?Con queste premesse ci chiediamo se dovremo assistere anche a Rovato all’ennesimo avvilente ricorso della Regione Lombardia al Consiglio di Stato anche sulla cava Bonfadina. Non vogliamo però fare di tutta l’erba un fascio. Piuttosto speriamo che i segnali di discontinuità avanzati ultimamente dalla Provincia di Brescia rispetto a questa logica regionale si concretizzino davvero. Un buon inizio sarebbe ripristinare la Consulta provinciale per le attività estrattive che per 5 anni la giunta provinciale Cavalli non ha rinnovato: un organismo che con il contributo di esperti del settore, ordini professionali, Comuni, imprese di escavazione, agricoltori ecc potrebbe davvero aumentare la consapevolezza della necessità di revisionare il Piano Cave Provinciale di Brescia. Sarebbe una prima indicazione che le istituzioni sono tornate a fare pianificazione urbanistica e non hanno demandato, inconcepibilmente, questo compito ai cavatori.
Ing. Angelo Bergomi (Consigliere comunale di Rovato con delega alle attività estrattive)
Eligio Costanzi (Vicesindaco Rovato)
giovedì 28 gennaio 2010
Protesta contro discarica amianto
La manifestazione si è tenuta nei pressi della sede della Profacta spa, in via Bose, proprietaria dell'area destinata alla discarica. Ricordiamo che la Profacta appartiene al Gruppo Faustini, un altro emblematico esempio di imprenditoria bresciana dell'industria dell'escavazione che prima lucra con la vendita di sabbia e ghiaia e poi trasforma le cave scavate in discariche.
Ricordiamo altresì che la stessa Profacta ha avanzato uno dei due progetti di discarica all'interno del bacino estrattivo della cava Macogna.
Di seguito il prospetto delle partecipazioni del gruppo Faustini come visibile dal sito istituzionale della società (www.gruppofaustini.it), in particolare si sottolinea il controllo diretto esecitato rispetto alla Profacta spa e alla Inertis srl entrambe attive nel mondo dello smaltimento rifiuti.
martedì 26 gennaio 2010
Parco Macogna
lunedì 25 gennaio 2010
TAR - Bonfadina - Cazzago SM
mercoledì 20 gennaio 2010
Invito per presentazione VAS su PGT Rovato
martedì 19 gennaio 2010
domenica 17 gennaio 2010
TAR boccia la Bonfadina anche su Cazzago S.M.


Il TAR di Brescia, con delibera n. 00017/2010 del 14 Gennaio 2010, ha accolto il ricorso promosso dal Comune di Cazzago S.M. contro l'apertura dell'ATEg 09, cava Mercurio-Bonfadina, sul relativo territorio di competenza. La sentenza, così come era già avvenuto per l'analogo ricorso del Comune di Rovato (e di cui abbiamo riferito nel post del 3 Dicembre 2009) annulla gli atti impugnati con il ricorso e condanna la Regione Lombardia al pagamento delle spese del giudizio in favore del Comune di Cazzago S.M.
In pratica il TAR annulla la concessione di escavazione, e di conseguenza decreta lo spegnimento delle ruspe all'interno dell'ambito.
Tale provvedimento era in qualche modo scontato, visto il precedente pronunciamento sul ricorso del Comune di Rovato. Non mancano tuttavia i motivi di rammarico.
Il cavatore infatti, nonostante i ricorsi ancora aperti, ha provveduto ad iniziare i lavori di escavazione producendo un notevole "buco" (si vedano a testimonianza le immagini pubblicate negli scorsi posts). Lo sfregio apportato al territorio della Franciacorta risulta ora difficilmente sanabile, anche se i Comuni interessati potrebbero chiedere il ripristino ambientale.
Segnaliamo ai nostri lettori che l'escavazione è iniziata in una porzione di ambito ricompresa proprio nel Comune di Cazzago S.M.
Ricordiamo altresì che l'originaria bozza di piano d'escavazione promosso dalla Provincia di Brescia prevedeva l'interessamento del solo territorio del Comune di Rovato. L'estendimento del progetto al Comune di Cazzago S.M. avvenne solo successivamente, durante l'approvazione del piano cave di Brescia in Regione Lombardia.
sabato 16 gennaio 2010
Conferenza stampa sindaci Plis Macogna
L’incontro è servito per analizzare con gli organi di stampa i recenti aggiornamenti sul caso Macogna, "le buone notizie" pervenute negli ultimi giorni:
1. Il provvedimento della Provincia di Brescia (n. 4685 del 30/12/09) di approvazione del progetto di gestione produttiva dell’ATEg 14, cava Macogna-Bonardina. In particolare per tale procedimento autorizzativo la Provincia di Brescia ha escluso la possibilità di recupero tramite conferimento di rifiuti. I Comuni interessati dall’ambito dovranno ora procedere alla definizione della convenzione con le ditte cavatrici coinvolte nel progetto di escavazione.
2. Il provvedimento del TAR di Brescia, in seguito a un ricorso promosso dal comune di Cazzago S.M., che boccia l’ampliamento dell’ambito estrattivo a ovest della via Bonardina. Tale evento scongiura l'estendimento dell'ambito estrattivo a ovest, verso la frazione Duomo di Rovato.

La conferenza stampa si è conclusa con la firma congiunta da parte dei sindaci della convenzione per la costituzione dell’Ufficio comune per la gestione del parco locale di interesse sovra comunale della Macogna.
venerdì 15 gennaio 2010
2 nuove cave per Bergamo
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/111738_cave_a_caravaggio_e_casirate_si_riaccendono_le_polemiche/
la giunta Regionale ha deliberato la reintroduzione di 2 ambiti estrattivi, la cava di Caravaggio e la cava di Casirate, nel piano cave della Provincia di Bergamo.
"Cave a Caravaggio e Casirate: si riaccendono le polemiche
La cava di Caravaggio e la cava di Casirate sono stata reinserite nel piano cave della provincia di Bergamo. Lo ha deciso mercoledì 13 gennaio con due delibere la giunta
regionale. L’esecutivo dichiara di aver agito in
ottemperanza a quanto stabilito da due sentenze del Tar, che davano ragione
ad altrettante imprese edili private che, mesi prima, avevano
presentato ricorso contro lo stralcio sia del sito estrattivo
caravaggino che di quello casiratese deliberato dal consiglio
regionale nella primavera del 2008, considerandolo non
sufficientemente motivato.
La cava di Caravaggio avrebbe avente una potenzialità estrattiva iniziale di circa 3
milioni di metri cubi ma suscettibile di incremento, anche
notevole, fino a circa 6 milioni di metri cubi, individuato a sud
del territorio comunale, in località “Le Volte”, al confine con i
territori dei Comuni di Mozzanica, di Capralba e di Sergnano. I sindaci dei Comuni di Mozzanica e Capralba sono da sempre in prima linea sul
fronte del no alla cava.
Un altro fronte del no, formato da partiti politici, enti ed
associazioni, ha portato oltre 400 persone lo scorso 4
ottobre a Caravaggio per dare vita ad una fiaccolata contro la
cava ideata dal leader dell’UdC di Crema Martino Boschiroli.
In campo per il no anche le diocesi di Crema e di Cremona.
Sulla vicenda interviene il consigliere regionale del Pd Marcello Saponaro secondo il quale la pronuncia dell’assessore Ponzoni che ha deliberato di accogliere la sentenza del Tar che si pronuncia a favore dei cavatori “è un eccesso di zelo del tutto ingannevole in quanto il TAR non chiedeva alla Regione di reinserire gli ATE ma di motivare meglio in Consiglio Regionale le motivazioni dello stralcio.
Più volte ho chiesto a Formigoni di coinvolgere ARPA affinché producesse uno studio approfondito sull’impatto idrogeologico delle cave, il Presidente ha preferito dare ottemperanza, non al TAR ma alle richiede dei cavatori”.
“Il gesto è doppiamente scorretto – attacca il consigliere Saponaro – se si considera che Formigoni non ci ha pensato due volte a impugnare, invece, un’altra sentenza del Tar, quella favorevole agli ambientalisti (WWF, Italia Nostra) che avevano chiesto di stralciare le cave di Pianico, Carobbio degli Angeli, Torre Pallavicina, Boltiere, Antegnate, Ardesio e Onore"."
mercoledì 13 gennaio 2010
4 cave di prestito per la TAV in Provincia di Bergamo
sembrerebbero essere spuntate 4 cave di prestito in provincia di Bergamo per la realizzazione della TAV.
Si veda all'indirizzo:
http://marcellosaponaro.it/home/altre_notizie/nuove-cave-per-servire-la-tav-interrogazione-di-saponaro-e-benigni-allassessore-ponzoni
"Nuove cave per servire la Tav, interrogazione di Saponaro e Benigni all'Assessore Ponzoni
12/01/2010
Altre quattro cave di prestito, a Mozzanica, Covo, Antegnate e Fornovo, per servire la Tav e per le opere accessorie. Le amministrazioni locali dei comuni sopra citati hanno ricevuto da parte del consorzio Cepav2 lo studio di impatto ambientale preliminare che precede la richiesta di autorizzazione dei nuovi poli estrattivi. I consiglieri regionali del Pd Marcello Saponaro e Giuseppe Benigni hanno oggi depositato un’interrogazione all’assessore all’ambiente Ponzoni per avere chiarimenti in merito ai nuovi ambiti estrattivi spuntati a sorpresa.
“La cosa assurda – attacca Saponaro – è che dopo otto anni per l’approvazione del piano cave della provincia di Bergamo ci troviamo oggi con quattro nuovi possibili sfregi al territorio. Ci chiediamo a questo punto a cosa serva un piano cave che, tra l’altro, già prevede volumi per le grandi opere se pochi mesi dopo la sua approvazione si chiedono altre cave, a questo punto fuori da qualunque logica di pianificazione, per soddisfare i fabbisogni delle stesse grandi opere”.
“Ancora una volta - aggiunge Benigni - si evidenzia la necessità di rivedere completamente la legge che regola i Piani cave e che colpevolmente il centrodestra ha rimandato sine die. Per quanto riguarda i quattro nuovi poli, attraverso l’interrogazione chiediamo conto all’assessore all’ambiente Ponzoni del perché queste cave non siano state previste già in sede di discussione del Piano cave, quando era già chiaro che la Tav e la Brebemi sarebbero state realizzate”.
Gli ambientalisti sono, assieme agli amministratori locali, sul piede di guerra: “Non si capisce – dice Arturo Giudicati, presidente del circolo della bassa bergamasca di Legambiente - con quale logica si possa anche solo prendere in considerazione come sito di escavazione un territorio ad alto rischio idrogeologico e la cui fragilità è evidente. Tra l’altro si tratta di comuni a pochi chilometri dall’appena ripristinata cava di Caravaggio”.
lunedì 11 gennaio 2010
Articolo su Bresciapoint.it

Nuovo articolo per la cava Mercurio-Bonfadina e per il nostro comitato sul portale web bresciano Bresciapoint.
Il nuovo articolo è disponibile al seguente indirizzo:
http://www.bresciapoint.it/ambiente/298-no-cava-nei-comuni-di-rovato-e-cazzago.html
Bresciapoint è un blog che tratta varie tematiche, tra le quali quella ambientale, relative al territorio bresciano. Non è la prima volta la questione della nostra cava trova spazio tra le sue pagine.
Segnaliamo che Bresciapoint è on-line con una nuova ed accattivante grafica.
martedì 5 gennaio 2010
Attività estrattiva in Provincia di Brescia: aggiornamenti
Come riferisce il Bresciaoggi del 02/01/10 il comune di Cortefranca avrebbe trovato l’accordo con la ditta Vela per le 2 cave di argilla situate tra Timoline e Borgonato, nel cuore della Franciacorta. Per il bacino più piccolo (circa 30 mila metri quadri) l’attività estrattiva continua.
Per il bacino più grande (circa 70 mila metri quadri), ormai esaurito, è previsto il recupero ambientale. Ancora una volta dietro la parola di facciata del “recupero ambientale” di una cava si cela una nuova discarica. Stavolta il riempimento dovrebbe essere realizzato attraverso l’utilizzo di terre e rocce da scavo. L’accordo con il privato frutterà al Comune di Cortefranca la bellezza di 215.500 € sotto forma di opere pubbliche.
Con sentenza del 28 Dicembre 2009 il TAR di Brescia ha respinto il ricorso (e le relative richieste di risarcimento danni) delle ditte cavatrici Cave di Ghedi srl (Ghedi) e Vezzola (Montichiari), che avevano presentato istanza conto la Provincia di Brescia per l’annullamento al diritto di escavazioni nei lotti limitrofi all’aeroporto G.D’annunzio di Montichiari. Quindi non si caverà fino a quando la Regione Lombardia licenzierà il piano d’area dell’aeroporto.
martedì 29 dicembre 2009
Discarica amianto Travagliato
sabato 19 dicembre 2009
Cartoline di natale dalla cava
giovedì 17 dicembre 2009
PCB Caffaro nelle cave bresciane
Il sequestro ha riguardato anche una cava nel comune di Manerbio, dove il terreno asportato veniva conferito.
Rimaniamo in attesa dello svolgimento delle indagini da parte dell'Autorità inquirente, sperando che almeno stavolta non siano stati commessi altri reati; l'elenco della cronaca dello smaltimento illecito di rifiuti nelle cave bresciane infatti è molto lungo come dimostrano i posts pubblicati nel nostro blog.
martedì 15 dicembre 2009
venerdì 11 dicembre 2009
Articolo Bresciaoggi
mercoledì 9 dicembre 2009
Articolo ilBrescia
lunedì 7 dicembre 2009
Conferenza dei servizi per escavazione cava Macogna
La Provincia sembrerebbe essere dalla parte dei comuni promotori del PLIS, prevedendo il recupero a fondo cave e, quindi, senza le paventate discariche. Sul tavolo della conferenza anche le indagini in corso da parte della Procura della Repubblica per presunte escavazioni abusive all'interno dello stesso sito (addirittura sembrerebbe fino a 450.000 m3 aggiuntivi rispetto al consentito) coperti con altro materiale da rifiuto.
Bresciaoggi 06/12/2009 - Macogna, si allontana l'ipotesi della discarica
"Lo spettro della discarica si allontana dalla cava Macogna. Il controverso iter autorizzativo legato al ripristino ambientale del bacino estrattivo dell’Ate 14 ha subito una clamorosa svolta nell’ultima conferenza di servizi. La Provincia ha sposato la linea restrittiva assunta da Berlingo, Cazzago, Rovato e Travagliato, i quattro Comuni coinvolti dal progetto. Anche per il Broletto va previsto il recupero «a fondo cava» degli 80 ettari che verranno scavati per estrarre sabbia e ghiaia. Il che significa che il cratere non può essere riempito con rifiuti inerti. Sul punto si sono dette d’accordo anche la Nordcave e la Cave San Polo, due delle tre ditte interessate dall’escavazione. LA PRESA DI POSIZIONE rappresenta una sorta di polizza contro il rischio discarica paventato dalle Amministrazioni comunali e dalle associazioni ambientaliste. La definizione tecnica di «recupero a fondo cava» è infatti l'antitesi di quanto previsto dalla Regione che aveva ipotizzato un ritombamento a piano campagna con l’impiego di scarti e rifiuti. Prende corpo così il sogno delle quattro amministrazioni comunali che una volta esaurite le quote di escavazione, vorrebbero realizzare nel sito un Parco locale di interesse sovracomunale da 420 ettari. L’oasi sarebbe una pennellata di verde e di ossigeno in un territorio martoriato da cave e discariche e minacciato dal tracciato del Super treno e della BreBeMi. Durante la riunione fiume della conferenza dei servizi convocata l'altro ieri in Provincia (la seduta è durata ben nove ore) sono state prese altre importante decisioni. LE DITTE CHE BENEFICERANNO dell’Ate 14, provvederanno a realizzare una serie di adeguamenti viari, mentre il comune di Berlingo ha chiesto con formza il rispetto dei limiti dal pozzo municipale. I portavoce dei Comuni di Berlingo, Travagliato, Cazzago e Rovato hanno anche chiesto che nelle coordinate di programmazione delle future escavazioni vengano inseriti i dati forniti dalla procura della Repubblica, che su una porzione di Ate 14 è intervenuta bloccando illeciti quali l'escavazione abusiva (i periti incaricati dal magistrato parlano di 450mila metri cubi, un'enormità) e il ritombamento con rifiuti speciali. Gli amministratori comunali tengono a precisare nelle osservazioni presentate che «non è rappresentato in alcun elaborato il rapporto tra l'escavazione di progetto, l'escavazione abusiva e la posizione della falda. Si evidenzia, inoltre, che uno dei carotaggi effettuati il 26 maggio del 2009 dalla Procura sulla parte sud est del mappale 42 ha evidenziato la presenza di acqua ad una profondità di 5 metri dal fondo cava con probabile compromissione della prima falda acquifera». Per questo sono stati chiesti adeguamenti cartografici (in relazione agli illeciti commessi) e i Comuni si sono riservati ogni ulteriore approfondimento e azione nelle procedure amministrative e giudiziarie in corso. Per onor di cronaca la conferenza si è aperta con un messaggio dei lavoratori delle ditte d'escavazione, preoccupati per il loro futuro. Le prospettive sono negative anche alla luce della crisi nera dell'edilizia, strettamente legata al settore estrattivo. Il prossimo appuntamento istituzionale, per verificare la fattibilità delle richieste dei Comuni è previsto per mercoledì alle 16.30."
giovedì 3 dicembre 2009
Sentenza TAR di Brescia annulla la Bonfadina
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Il TAR di Brescia, con provvedimento n. 200902389 del 01/12/09, si è pronunciato sul ricorso presentato dal comune di Rovato per la "nostra" cava Mercurio-Bonfadina.
In sostanza ha ravvisato un difetto di procedura nell'iter autorizzativo da parte della Regione Lombardia, quest'ultima infatti aveva quadruplicato il volume di escavazione rispetto la proposta formulata nel piano dalla Provincia di Brescia (da 400.000 m3 a 1.600.00 m3), decidendo senza risottoporre la proposta al Comune. Risulterebbe pertanto usurpato il diritto del Comune di Rovato di formalizzare eventuali osservazioni rispetto al progetto enormemente maggiorato licenziato dalla Regione.
La sentenza del TAR prevede l'annullamento degli atti impugnati con i ricorsi, rendendo conseguentemente nulla l'autorizzazione rilasciata per l'escavazione dell'ATEg09.
Il cavatore, la Provincia e la Regione possono ora decidere di ricorrere al Consiglio di Stato, come precedentemente hanno già fatto quando il TAR di Brescia si era pronunciato favorevolmente rispetto alla sospensiva dell‘attività estrattiva per la mancata applicazione della VIA (si vedano i posts nel nostro blog dei mesi di marzo e aprile 2008).
A questo indirizo è disponible il testo integrale della sentenza,
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%202/2005/200500458/Provvedimenti/200902389_01.XML
martedì 1 dicembre 2009
Considerazioni su cava di prestito Brebemi
Non ci pare tuttavia che le informazioni diffuse all'opinione pubblica (magari anche da qualche politico ambientalista dell'ultima ora) siano sempre state date in modo completo e chiaro.
Essendo vigili sull'argomento da molto tempo riteniamo opportuno ricordare ai nostri lettori alcuni avvenimenti passati:
1. Il progetto originario di Brebemi prevedeva lo sviluppo dell'autostrada in trincea (sotto il livello del piano campagna), in modo da recuperare materiale da utilizzare per la realizzazione dell'Alta Velocità Ferroviaria, altra grande opera che interesserà il territorio bresciano. In sede di approvazione definitiva si è proceduto ad una variazione del progetto d'opera, passando da un'autostrada in trincea a una sopraelevata rispetto al piano campagna, prefigurando conseguentemente la necessità di materiale per la realizzazione delle relative massicciata non necessarie nel progetto originario.
2. In fase di stesura del piano cave provinciale (2004) la Provincia di Brescia sottoponeva specifica nota alla Regione Lombardia, responsabile del licenziamento, nella quale si dichiarava che il piano era sovradimensionato perchè teneva già conto dei fabbisogni di materiale da imputare alla realizzazione delle grandi opere TAV e Brebemi. A tale proposito si vedano i dati statistici dei piani provinciali cave lombardi, dai quali si evince come il rapporto tra m3 concesso in escavazione per abitante sia per Brescia praticamente il doppio rispetto alla media delle altre provincie lombarde.
3. In sede di approvazione in Regione Lombardia del piano cave provinciale di Brescia (2005) i quantitativi concessi, già sovradimensionati, subivano un ulteriore incremento (in particolare, ad esempio, la nostra cava Bonfadina passava da 400.000 m3 a 1.600.000 m3).
4. i cavatori delle cave di Botticino si sono dichiarati disponibili a coprire il fabbisogno aggiuntivo di materiale per Brebemi attraverso l'utilizzo degli scarti di lavorazione. Tale ipotesi è stata accolta favorevolmente da E.Mattinzoli, assessore all'ambiente della 2° giunta provinciale Cavalli, salvo poi venire scartata per incompatibilità del materiale (probabile dissesto e cedimento della banchina stradale) dall'assessore ai lavori pubblici M.Parolini solo dopo l'instaurazione della giunta Molgora. Per Brebemi si è prefigurato pertanto il fabbisogno di 8.000.000 m3 da recuperare in ben 3 cave di prestito lungo la direttrice dell'autostrada tra Brescia e Bergamo.
5. L'autodromo di Franciacorta, il cui ampliamento verrebbe realizzato proprio attraverso la cava bresciana di prestito per Brebemi scongiurando in tal modo la possibilità di riempimento con rifiuti, sorge esso stesso a fianco di un'immensa discarica di rifiuti solidi urbani. La famosa discarica di Castrezzato-Trenzano autorizzata originariamente per 500.000 m3 e successivamente ingrandita fino a quasi 3.000.000 m3.
Secondo voi quanto presentato costituisce solo una lunga serie di coincidenze oppure rappresenta un preciso piano strategico a beneficio della potente lobby dei cavatori?
venerdì 27 novembre 2009
Cava di prestito BreBeMi (continua)

Riportiamo l'articolo apparso sul quotidiano Giornale di Brescia del 22/11/09 relativo all'intervista rilasciata da Giorgio Prandelli, sindaco di Ospitaletto e assessore provinciale all'edilizia scolastica, immobili, e opere pubbliche non attinenti alla viabilità, sul caso della cava di prestito per BreBeMi a Castrezzato.
lunedì 23 novembre 2009
Video manifestazione a Milano
Segnaliamo che sul blog del Comitato Cittadini Ambiente e Salute Travagliato
http://comitatocittadiniambientetravagliato.blogspot.com/
, post del 19 Novembre, è disponible un contributo video della manifestazione sotto il Pirellone dei comitati dell'ovest bresciano.
In questo video si può meglio apprezzare rispetto alle fotografie il muro di firme dei cittadini contro cave e dicariche.
sabato 21 novembre 2009
Cava Macogna, i comuni ricorrono al TAR
Queste le dichiarazioni dei Comuni:
"Una valutazione di impatto ambientale sull’attività di cava che maschera, in maniera nemmeno troppo nascosta, l’avallo alla realizzazione di una discarica per rifiuti speciali: è questo il motivo principale per cui i Comuni di Cazzago San Martino, Travagliato, Rovato e Berlingo chiedono l’annullamento del decreto emesso il 21 luglio scorso dalla D.G. Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia – Struttura VIA, con il quale è stato espresso giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale del progetto per la gestione produttiva dell’ambito estrattivo ATEg14 del vigente piano cave, presentato da Cave San Polo S.r.l., DRR S.r.l. e Nord Cave S.r.l.
Il ricorso al TAR, notificato alla Regione Lombardia e ai proponenti il progetto il 13 novembre 2009, rileva “l’intima connessione dei due iter e dei due progetti, di palese evidenza,” concernente “in particolare la sistemazione finale ed il recupero di una parte dell’area (mapp.li n. 41-49-50-51-61 del foglio 38) destinata ad escavazione e che, secondo il disegno di D.R.R, avverrà attraverso il ritombamento della cava con rifiuti speciali non pericolosi”.
“La contemporaneità degli eventi, il fatto che la società D.R.R. s.r.l. figuri anche tra le società proponenti la coltivazione della cava pur non essendo società interessata nel Piano Cave Provinciale a coltivare l’ambito e - ancor più grave - l’esplicita citazione dell’intento di realizzare una discarica nel Decreto di VIA impugnato (pag. 7) fanno ricondurre le procedure ad un unico intento progettuale che è quello, ben noto, di utilizzare due volte le aree a scopo di lucro: una prima volta per la commercializzazione del materiale scavato, ed una seconda per lo smaltimento di rifiuti”."
venerdì 20 novembre 2009
Cava di prestito a Castrezzato per BreBeMi


Proponiamo l'articolo apparso sul quotidiano Giornale di Brescia ieri 19 Novembre relativo alla localizzazione di una cava di prestito per BreBeMi nel territorio del comune di Castrezzato.
Con la scusa di allargare l'autodromo di Franciacorta si realizza una nuova cava grazie all'impegno dell'assessore provinciale ai lavori pubblici M.Parolini. Questo nonostante la Provincia di Brescia abbia dichiarato che il fabbisogno delle grandi opere era già conteggiato nella bozza di piano cave provinciale (appositamente sovradimensionato) presentato in Regione Lombardia nel 2004, e per di più dopo aver rifiutato il materiale di scarto delle cave di Botticino per la realizzazione delle massicciate.
Questa cava "Sà da fare" a tutti i costi, e con il determinante impegno di qualche esponente della Provincia.
giovedì 19 novembre 2009
L'ambiente conteso
"L'AMBINTE CONTESO, Ricerca e formazione tra scienza e governance dello sviluppo umano"
La sfida che si prospetta è quella di trovare un equilibrio tra la conservazione delle risorse fisiche e biologiche esauribili in natura, la gestione responsabile e sostenibile dei processi di adattamento e una nuova concezione di sviluppo umano alla luce dei bisogni e valori compatibili con il contesto ambientale.
Maggiori informazioni all'indirizzo:
http://www.unicatt.it/eventiuc/dettaglio.asp?id=9488&lett=uc
lunedì 16 novembre 2009
Amianto e cronaca
"RIFIUTI: AMIANTO TRATTATO ILLECITAMENTE, TRE DENUNCE CC NOE (ANSA) - VERONA, 13 NOV - I carabinieri del Noe di Treviso hanno denunciato tre persone per traffico illecito di rifiuti tossico nocivi. I militari hanno scoperto che dell'amianto era stato stoccato in modo pericoloso e a rischio inquinamento a Villafranca di Verona. L'amianto era stato caricato su un treno dalle acciaierie di Bagnoli (Napoli) con destinazione un sito di stoccaggio in Germania. Durante il viaggio il carico - come riferiscono i carabinieri - si è bagnato e quindi non sarebbe poteva più potuto finire all'estero. I tre denunciati avrebbero provveduto, in modo illecito, a scaricare l'amianto bagnato dal treno in sosta a Milano per portarlo in un'area di Villafranca per farlo asciugare. I militari hanno scoperto la pratica pericolosa e vietata e hanno provveduto a denunciare gli autori del gesto, a recuperare l'amianto e a fare - con il concorso dei vigili del fuoco - i controlli ambientali che hanno escluso ogni pericolo per le persone grazie alla tempestività dell'intervento. (ANSA)."
sabato 14 novembre 2009
Manifestazione a Milano su ilgiorno
giovedì 12 novembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009
Manifestazione Milano 10-11-09
Tra gli obiettivi c'era la necessità di colpire l'opinione pubblica attraverso i mezzi di comunicazione per sensibilizzarla agli scottanti argomenti di pericolo ambientale previsti per il territorio dell'ovest bresciano. Oltre alla "nostra" cava Bonfadina sul tavolo ci sono la cava di prestito della Brebemi a Trenzano, la cava Macogna e i relativi progetti di discarica tra Cazzago SM e Travagliato, la discarica di amianto e quella appena autorizzata di rifiuti speciali nella stessa Travagliato. Tutto questo senza scordare il depuratore consortile a Rovato e l'arrivo sul territorio delle "grandi opere" TAV e BreBeMi.
Il resoconto della manifestazione è quindi comparso nel telegiornale del TG3, edizione regionale della Lombardia, e nel telegiornale dell'emittente primarete/telecolor. Inoltre oggi la notizia compare sui quotidiani bresciani Giornale di Brescia e Bresciaoggi, per quest'ultimo addirittura con lancio in prima pagina.
Curioso notare come nel giorno successivo a quello che ha visto la commemorazione del 20° anniversario dalla caduta del muro di Berlino, la gente dei comitati abbia invece deciso di costruire ai piedi del Pirellone il proprio muro, alto più di 5 metri e composto dalle oltre 12.000 firme raccolte dei cittadini contrari alla devastazione del territorio in cui vivono.
martedì 10 novembre 2009
Manifestazione a Milano
Insieme agli altri dell'ovest bresciano e al circolo Legambiente Franciacorta è stata organizzata una manifestazione sotto il pirellone, sede della Regione Lombardia.
La data non è stata scelta a caso in quanto proprio oggi,e proprio nei competenti uffici della Regione Lombardia, si sarebbe dovuta tenere la prima conferenza dei servizi per l'ampliamento attività estrattiva della Macogna. Questo prima che i 4 comuni interessati dal PLIS (www.progettomacogna.blogspot.com) chiedessero, ottenendo, il rinvio della conferenza stessa. Di mezzo ricordiamo c'è il ricorso che i 4 comuni presenteranno contro la VIA per l'ATE14 emessa dalla Regione, che prevede il recupero dell'intero bacino (800.000 mq) a piano campagna.
Ancora una volta c'eravamo e ci siamo fatti vedere; con i nostri striscioni, le vignette, le pagine con le firme dei cittadini. Non vogliamo infatti che cali l'attenzione dell'opinione pubblica sugli innumerevoli e scottanti problemi ambientali che affliggono l'ovest bresciano.
Ancora una volta abbiamo ribadito che non siamo CONTRO, ma siamo PER.
In particolare "contro" non solo cave e discariche (sempre più motivo di speculazione da parte delle attività imprenditoriali private), ma anche contro lo sfruttamento selvaggio ed incondizionato delle risorse naturali.
Mentre siamo "per" uno stile di vita e uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile; e siamo anche per il plis della Macogna, che deve servire come risarcimento ai cittadini delle nostre comunità per il degrado ambientali con il quale devono già convivere e che verrà ancor più compromesso con la realizzazione delle "grandi opere" TAV e BreBeMi.
venerdì 6 novembre 2009
La nutura nel fumetto - mostra didattica a Travagliato
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6 – 7 – 8 Novembre
presso la Sala Nicolini
via Marconi, Travagliato
il Comitato Cittadini Ambiente e Salute di Travagliato
e il Comitato per l’Ovest Bresciano,
in collaborazione con il Comune di Travagliato,
presentano la mostra
“ La Natura nel Fumetto ...
il territorio e le sue criticità in mostra ”
l’arte del fumetto e della vignetta come espressione del malessere ambientale
~
Inaugurazione venerdì 6 alle ore 21,00
~
La mostra si compone di circa 30 opere: 20 vignette di artisti bresciani, tra cui Maurizio Baselli, realizzate tra il 2004 e il 2009, e alcune illustrazioni di Silvio Boselli, collaboratore Cem Mondialità e illustratore per alcune delle più importanti case editrici italiane, quali Mondadori, Rizzoli e Giunti.
giovedì 5 novembre 2009
viabilità cava
lunedì 2 novembre 2009
Prescrizioni Regione Lombardia sul piano rifiuti provinciale




Nell'edizione n. 41 del 12/10/09, serie ordinaria, del BURL Regione Lombardia sono contenute nel prescrizioni della Regione Lombardia alla proposta della Provincia di Brescia del piano provinciale RIFIUTI.
Il documento è disponibile all'indirizzo
http://www.infopoint.it/pdf/2009/01410.pdf
Come è possibile leggere la Regione Lombardia è stata molto pesante nei confronti di alcune proposte contenute nel piano, si veda in particolare la sezione del "principio escludente" per la Franciacorta.
venerdì 30 ottobre 2009
Schiaffo della Regione Lombardia alla Franciacorta


La Regione Lombardia ha dato un ulteriore schiaffo alla tutela del pregiato territorio della Franciacorta, bocciando la proposta di piano rifiuti promossa dalla Provincia di Brescia che stabiliva un vincolo escludente nell'individuazione di nuovi impianti di smaltimento in Franciacorta e per una fascia di rispetto di ulteriori 500 metri dai suoi confini.
Come riporta l'articolo pubblicato oggi sul Bresciaoggi i consiglieri provinciali avrebbero promosso un atto di disobbedienza alle prescrizioni della Regione, in particolare contro la richiesta di stralcio del vincolo sulla Franciacorta. Vedremo cosa ne scaturirà, ma ancora una volta lascia sgomenti e senza parole la politica ANTI-AMBINETALE della Regione Lombardia del "proconsole" Formigoni.
Alla seduta del consiglio provinciale hanno partecipato anche alcuni rappresentanti dei comitati dell'ovest bresciano che hanno ricordato, con l'ausilio di cartine, planimetrie e vignette "satiriche", le incombenti minacce di nuove cave e discariche e il consumo di territorio per Brebemi e TAV destinati alla parte ovest della provincia di Brescia.
mercoledì 28 ottobre 2009
Fraciacorta e le discariche
martedì 27 ottobre 2009
Escavazione a pieno regime
L'attività estrattiva continua nel frattempo a pieno ritmo, nonostante la questione viabilità d'ingresso alla cava non sia ancora stata risolta e i ricorsi dei comuni al TAR di Brescia siano ormai prossimi all'udienza.
A testimonianza dello stato di avanzamento dei lavori postiamo alcune immagini scattate durante questo fine settimana.
venerdì 23 ottobre 2009
La politica, le discariche, la Franciacorta
"Stop alle discariche? La Franciacorta spera
IL CASO. Il presidente Molgora: «Il vincolo non sarà eliminato»
Legambiente: «Bosco Stella non si deve toccare» 23/10/2009
«Abbiamo avuto rassicurazioni in regione dagli assessori Boni e Buscemi: il vincolo sulla Franciacorta non verrà tolto. Abbiamo anche altre questioni aperte, ma per adesso ci interessava chiudere la partita sulla Franciacorta, e così è stato».
È quanto spiegato ieri dal presidente della Provincia Daniele Molgora di ritorno da un incontro a Milano, in vista dell'approvazione del piano rifiuti (che durerà dieci anni) che dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno. Stop alle discariche in Franciacorta dunque? Per ora c'è l'importante rassicurazione, mentre la sezione franciacortina Legambiente tiene ancora «caldo» il tema di Bosco Stella, sito collocato tra Castegnato, Paderno Franciacorta, Passirano e Ospitaletto.
«Entro qualche settimana la Regione dovrebbe inviare alla Provincia il blocco delle osservazioni al piano rifiuti - dice il presidente Silvio Parzanini -: non vogliamo che siano cancellati quei requisiti che consideriamo indispensabili per preservare il territorio da nuovi rischi-discarica. Non vorremmo che qualcuno pensi veramente di chiedere d' eliminare il vincolo della distanza minima di 500 metri dai confini dei comuni della Franciacorta per realizzare nuove discariche e impianti di trattamento rifiuti. Se ciò avvenisse Bosco Stella probabilmente potrebbe diventare una discarica. Eventualità che osteggiamo profondamente e contro la quale chiediamo ancora una volta il netto pronunciamento dei Comuni e della Provincia».
A stretto giro di posta le parole del sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio: «Confermiamo assolutamente il nostro no alla discarica. Tra l'altro ho sentito anche i sindaci di Passirano e Paderno e anche loro mi hanno confermato di essere sulla stessa linea. L'augurio è che anche a livello più alto queste indicazioni possano essere recepite, e che la Franciacorta possa essere preservata».F.SCO."
giovedì 22 ottobre 2009
martedì 20 ottobre 2009
Brescia e l'amianto della Lombardia
domenica 18 ottobre 2009
venerdì 16 ottobre 2009
Discarica zocco di Erbusco
giovedì 15 ottobre 2009
Comunicato Comitato contro le nocività Brescia
"Con riferimento ad articoli apparsi sui quotidiani locali nelle
settimane il Comitato spontaneo contro le nocività di Brescia intende
fare alcune precisazioni e rettifiche di cui si chiede la
pubblicazione.
Ribadiamo innanzi tutto che il Comitato spontaneo contro le nocività
di Brescia è indipendente da qualsiasi partito politico.
L’affermazione di un consigliere comunale dell’opposizione riportata
nell’articolo di Bresciaoggi del 26 settembre, che dice di “voler
guidare la protesta dei cittadini contro la discarica di amianto” non
va pertanto confusa con la posizione del Comitato che, ribadiamo, è a
favore e per la difesa del Parco del Cave e contro la discarica di
amianto di via Brocchi, il polo logistico Gaburri Italgros e la
cittadella dello sport (stadio compreso) che dovrebbero essere ubicati
nel parco stesso.
Ricordiamo in proposito che il P.D. si è astenuto dal voto sull'atto
di indirizzo sia della discarica di amianto che del polo logistico
Italgross proposto dalla giunta Paroli ed approvato il 27 febbraio
scorso.
Per quanto riguarda il confronto tecnico sul progetto di discarica di
amianto di via Brocchi promosso dalla Circoscrizione est il 29
settembre scorso intendiamo sottolineare che gli articoli che ne danno
notizia sono viziati da omissioni che non consentono di avere un
quadro veritiero di quanto è accaduto nel corso dell’incontro stesso.
In entrambi gli articoli (G.d.B. 1.10.2009 e BsOggi 30.9.2009) viene
dato ampio spazio alle affermazioni dei tecnici, peraltro
contraddittorie e per niente rassicuranti, e nessuno (o pochissimo)
spazio alle richieste, denunce, affermazioni e preoccupazioni dei
cittadini, che in modo ampio e articolato hanno ribadito la loro
contrarietà motivata alla discarica di via Brocchi.
E’ stato ribadito dai moltissimi cittadini presenti che il progetto di
discarica rappresenta una reale minaccia per la salute di tutti gli
abitanti della zona già fortemente messa a rischio da altre e varie
fonti di inquinamento: alfa acciai, aeb, cava piccinelli contaminata
da cesio 137, autostrada, tangenziale, transito di mezzi pesanti,
discarica di inerti contenente cellule di amianto sempre in via
Brocchi. Proprio a proposito di quest’ultima discarica diversi
cittadini hanno segnalato la situazione di pericolosità creatasi a
causa di un smaltimento non corretto e provo delle necessarie
precauzioni e dell’attuale affioramento dal terreno di materiali non
ben identificati, coperti solo da un telo di plastica. Tale
segnalazione è stata ignorata, con la motivazione che “nella pratica
relativa a questa discarica tutto è a posto” (Goffi, tecnico della
Provincia di Brescia).
Molti cittadini hanno chiesto con insistenza perché sia stato scelto
proprio il sito di via Brocchi per la discarica, hanno segnalato
incongruenze nella valutazione di impatto ambientale, hanno chiesto
perché non vengano studiate soluzioni alternative, che pure esistono,
allo smaltimento dell’amianto tramite interramento. Tutte domande che
non hanno avuto risposta.
Altra richiesta da molti condivisa è stata quella di un incontro
pubblico con il sindaco e gli assessori interessati, che si
confrontino con i cittadini sulla realizzazione del Parco e spieghino
le loro scelte. Il Presidente della Est, Garzetti, ha respinto la
richiesta affermando che “mai inviterà i politici, perché é troppo
pericoloso”.
Ma il punto più alto dell’assemblea è stato sicuramente toccato
quanto il Responsabile dell’ARPA dr. Se sana, pensando di rassicurare
i cittadini, ha affermato che “sicuramente sulla discarica di amianto
non ci faranno i giochi per bambini”. Evidentemente nessuno l’aveva
informato che il progetto è proprio quella di costruire proprio sopra
la discarica un campo sportivo scoperto.
In sostanza questa assemblea, indetta dalla Circoscrizione Est con
l’intento di rassicurare i cittadini ha ottenuto proprio l’effetto
opposto, confermando tutte le preoccupazioni riguardanti i rischi per
la salute dei cittadini e per l'ambiente del parco delle cave che
sono
stati posti.
Ma di tutto questo sui giornali locali non c’è stata traccia.
Così come non c’è stata traccia della richiesta, formulata da diversi
cittadini, di una moratoria, una sospensione dell’autorizzazione per
la discarica che consenta di valutare con tutti i soggetti interessati
(abitanti, tecnici, politici e ambientalisti) possibili soluzioni
alternative. In proposito il sig. Goffi ha dichiarato che la Provincia
sta valutando un progetto che prevede modalità di smaltimento
dell’amianto diverse dall’interramento. Perché non valutarle anche per
via Brocchi?
In merito infine agli articoli dei quotidiani locali sui fatti del
consiglio comunale del 12 ottobre precisiamo quanto segue.
Il Comitato contro le nocività è intervenuto alla riunione del
Consiglio Comunale, peraltro aperta al pubblico, in modo corretto e
pacifico. I partecipanti sono entrati nella sala consiliare senza
alcuno striscione o cartello, indossando delle magliette che
chiedevano la realizzazione del Parco delle Cave e ribadivano la
contrarietà alla discarica di amianto, al polo logistico e alla
cittadella dello sport.
Non è stata causata l’interruzione del consiglio, infatti la riunione
si è svolta per oltre un’ora regolarmente.
I problemi sono invece iniziati a seguito della decisione del sindaco
di farci sgomberare con la forza e della presidente del consiglio
comunale di continuare i lavori a porte chiuse.
Nessuno ha urlato slogan né altro, una sola persona ha chiesto al
sindaco, alzando la voce per farsi sentire, “quante firme dobbiamo
ancora raccogliere perché il consiglio comunale discuta della
discarica di amianto e del parco?”;
Dopo l’interruzione dei lavori abbiamo parlato con tutti i consiglieri
che erano disponibili a farlo e abbiamo ribadito la richiesta di
convocazione di un’assemblea pubblica con la presenza del sindaco
Paroli, richiesta di nuovo disattesa.
Siamo infine usciti pacificamente dalla sala del consiglio, su
pressante invito dei funzionari della Questura.
Leggendo quindi le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Paroli e
pubblicate dai quotidiani il 13 ottobre ci chiediamo: chi rifiuta il
dialogo? Chi non dimostra ne’ civiltà ne’ rispetto?
Siamo cittadini che chiedono di essere ascoltati, molto preoccupati
per la propria salute e per la salute dell’ambiente, e per tutta
risposta chi amministra la città ci sbatte la porta in faccia e ci
allontana con la forza pubblica.
Non è forse questo il vero “atto grave che non si può tollerare”?
In conclusione chiediamo che vengano pubblicate le nostre osservazioni
e considerazioni, poiché riteniamo assolutamente irrinunciabile
un’informazione corretta e documentata, soprattutto su questioni che
toccano così da vicino la salute dei cittadini.
Comitato spontaneo contro le nocività"
Attività agricola nell'ambito estrattivo
martedì 13 ottobre 2009
Cava Losine: allargamento bacino esistente vs apertura di un bacino nuovo
Quanto riferisce il quotidiano è quanto mai significativo. Ancora una volta infatti il TAR di Brescia "bacchetta" la Regione Lombardia perchè non rispetta il principio di legge per il quale si "imporrebbe nell'individuare gli ATE di accorpare aree già oggetto di attività, prima di consentire l'apertura di nuove cave altrove". Come ben sanno i nostri lettori tale principio è stato pesantemente calpestato anche nel nostro caso della cava Mercurio-Bonfadina.
Sottolineiamo una curiosità. L'avvocato che ha difeso la ditta che ha ricorso contro lo spostamento di volumetria da Capo di Ponte a Losine è lo stesso che difende la Bettoni spa in merito ai ricorsi delle amministrazioni comunali di Rovato e Cazzago S.M. circa la Bonfadina.
Ma mentre nella causa citata nell'articolo la tesi portata avanti è quella di un non rispetto della legge regionale che impone di allargare bacini esistenti prima di aprirne di nuovi, nei procedimenti al TAR per conto della Bettoni spa assistiamo all'affermazione del principio contrario: ossia si rivendica come legittimo l'avvenuto ottenimento dalla Regione Lombardia di uno spostamento di ben 600.000 mc dal bacino di Travagliato (ATEg15) esistente e oggetto di escavazioni da anni al bacino di Rovato (ATEg09) nuovo di zecca.
Davvero curioso. Vedremo cosa ne penserà il TAR di Brescia.
Fiduciosi aspettiamo quindi gli esiti dei ricorsi ancora aperti per la cava Bonfadina.
"BRESCIA OGGI
Mercoledì 07 Ottobre 2009 PROVINCIA Pagina 23
LOSINE. I giudici amministrativi bocciano la costituzione di un nuovo ambito estrattivo da parte della Regione
Il Tar cancella una cava
Il Tar di Brescia, accogliendo il ricorso di una ditta escavatrice , annulla un ambito estrattivo del piano cave provinciale: l'Ate 57 in Comune di Losine, che non era stato assolutamente previsto dal Broletto bensì inserito dalle modifiche del Pirellone, nel 2004.
In estrema sintesi i fatti: la Provincia individua l'ambito territoriale estrattivo 1 (abbreviato: Ate) nel comune di Capo di Ponte e permette l'escavazione di 350mila metri cubi in dieci anni. Beneficiarie sono due ditte che operano da tempo sul territorio: la Edilponte Sas e la Fasanini Srl. Succede che la Regione, su richiesta della ditta Fasanini, spacchetta una grossa volumetria (200mila mc) e la trasferisce d'amblè in Comune di Losine. Un atto che per il Tar di Brescia è «illogico».
LA REGIONE «dovrà chiarire perché ha ritenuto di istituire il nuovo Ate ! 57 e di crearlo proprio sottraendo parte della volumetria prevista per l'Ate 1, tenendo conto di tutte le caratteristiche di tale ultimo sito, e pertanto anche delle caratteristiche dell'attività estrattiva che già pacificamente vi si svolgeva». Scendendo nei particolari scopriamo che la Edilponte gestisce a Capo di Ponte una cava (approvata dal vecchio piano cave provinciale del 1990) adiacente ad un altro sito estrattivo gestito dalla Fasanini srl. Il nuovo piano cave adottato dal Broletto nel 2002, prevedeva a Capo di Ponte l'Ate 1, con una capacità di 350.000 metri cubi di materiale scavabile (in dieci anni) da entrambe le ditte. Succede che la Fasanini chiede alla Regione di poter estrarre 200mila mc di ghiaia a Losine (con l'appoggio del sindaco di questo comune). La Regione dà l'ok: spacchetta 200 mila metri cubi e si inventa un nuovo Ate il 57 a Losine. Al Comune di Capo di Ponte e all'altra ditta escavatrice (Edilponte) questo non va giù; e si lamentano in commissione regionale. Troppo chiaro il favoreggiamento nei confronti di una delle due ditte.
E POI SI CONTRAVVIENE la legge regionale (la 14/1998) «che imporrebbe nell'individuare gli Ate di accorpare aree già oggetto di attività, prima di consentire l'apertura di nuove cave altrove». La Regione tira dritto, la ditta fa ricorso (con l'avvocato Ezio Cividini): per il Tar di Brescia il ricorso è fondato e va accolto. Se è vero che non si può sindacare in merito ai principi programmatori di un piano di settore, come quello per l'estrazione di sabbia e ghiaia, non si capisce perché 200mila mc sono stati semplicemente trasferiti dalla Regione al neoistituito Ate 57. «Si tratta di una previsione la cui logica non è dato comprendere - si legge nella sentenza della seconda sezione del Tar di Brescia, presidente Giorgio Calderoni - e non è stata in alcun modo esplicitata, mentre avrebbe dovuto esserlo, in quanto dell'Ate 57 nel percorso di adozione e di approvazione del piano mai si era parlato, mentre per l'Ate 1 si erano previsti senza sostanziali contestazioni i quantitativi estraibili poi ridotti senza spiegazione alcuna a chiarirne le ragioni tecniche o di altro genere»."

















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